fiducia

A febbraio l’indice del clima di fiducia dei consumatori rimane stabile (da 115,5 a 115,6); l’indice composito del clima di fiducia delle imprese cresce passando da 105,6 a 108,7. Lo ha reso noto l’Istat. Con riferimento alle imprese, nel mese di febbraio si registra un clima di opinione più favorevole rispetto a gennaio.Il clima di fiducia aumenta nel settore manifatturiero (da 109,9 a 110,6), nei servizi (da 105,8 a 109,9) e nelle costruzioni (da 129,2 a 132,0).

“Il rialzo del rating da parte di Standard and Poor’s è una conferma della ripresa e della fiducia che l’Italia sta riacquistando sul piano internazionale grazie all’azione del Governo”. A sottolinearlo il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, nel suo intervento alla 93ma Giornata mondiale del Risparmio.
“La ripresa da tanto tempo attesa è finalmente arrivata e si sta gradualmente consolidando non solo in Europa ma anche e soprattutto in Italia, che così può lasciarsi alle spalle il peggiore decennio dalla fine del secondo conflitto mondiale”, dice Guzzetti.
“Negli ultimi mesi le indicazioni positive sono divenute sempre più numerose lasciando intravedere un consuntivo favorevole per l’anno in corso e autorizzando aspettative moderatamente positive anche per il prossimo anno”, prosegue. “Sarebbe, però, un errore – ammonisce Guzzetti – cantare vittoria definitiva sulla crisi; occorre continuare a mantenere alta la guardia e adoperarsi per utilizzare tutte le leve possibili per una crescita maggiore e, nel contempo, per proseguire lungo la linea delle riforme strutturali”.
Inoltre, considerando che nell’area euro l’inflazione è ancora lontana dal target del 2% indicato dalla Bce e si prevede che tale obiettivo sarà conseguito non prima del 2019, è necessario proseguire con “le misure non convenzionali di politica monetaria, nel presupposto che la stabilità dei prezzi si consegue raggiungendo il suddetto target, ma con un’inflazione ”buona”, che sia conseguenza della crescita dell’economia e dei redditi”.

“Non votiamo la fiducia sul Rosatellum, voteremo la legge, quando ci si arriverà, ma non la fiducia”. Lo ha detto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. Ma perché non votate anche la fiducia? “Perché quella è una scelta politica, di sostegno al governo”, ha sottolineato Gasparri

“L’enorme difficolta’ dell’accesso al credito ha fatto aumentare l’usura a livelli insopportabili per un Paese industrializzato come il nostro. Fino al paradosso di un sistema criminale che si alimenta di questa scriteriata politica economica”. Lo afferma il senatore di Direzione Italia, Tito Di Maggio, membro della commissione Antimafia. “Aver dato soldi in modo occhiuto, ad imprese e imprenditori collaterali al mondo della politica e del potere in generale, tanto da determinare il dissesto del sistema bancario e con esso la dissipazione dei risparmi degli Italiani – dice Di Maggio – non puo’ piu’ essere un alibi ne’ per le banche, ne’ per il governo, che deve dare gli indirizzi di una politica economica sana ed efficiente. Far partire la Commissione di inchiesta sulle Banche e’ diventata una priorita’ assoluta per ridare fiducia ai risparmiatori e ancor piu’ – conclude Di Maggio – per ridare fiducia al sistema bancario stesso, al fine di fargli riassumere quel rischio di impresa del quale oggi non si ha piu’ notizia”.

Il governo ha incassato la fiducia del Senato con 146 si’, 113 no e nessuno astenuto sul ddl concorrenza. Il via libera e’ arrivato sul testo tornato con modifiche dalla Camera ed è dunque definitivo.
“Dopo un iter travagliato di quasi tre anni è un importante segnale di serietà per il Paese. La legge introduce significative novità in tema di assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’obiettivo di stimolare la crescita e la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dopo l’approvazione della Legge per la concorrenza. “Il MISE – ha aggiunto – è fin d’ora al lavoro per definire nei tempi più brevi possibili tutti i decreti attuativi necessari per la piena efficacia della legge. Nel futuro occorrerà comunque ragionare sull’opportunità di procedere con un approccio settoriale eventualmente mediante decreti legge elaborati tenendo conto delle indicazioni dell’Antitrust”.

“Il mio governo durerà fino a quando avrà la fiducia del Parlamento. Questo è il mio mantra. Penso sia possibile” ”. Lo dice dal palco della ‘Repubblica delle idee 2017’ a Bologna, il premier Paolo Gentiloni.
L’obiettivo del governo è quello di fare “di tutto” per ridurre “le tasse sul lavoro ed in particolar modo su quello giovanile”, aggiunge il presidente del Consiglio. “Si può dire che il mio governo sia nato fragile ma cerca di sviluppare un programma robusto e questo si può fare”, continua. E riguardo all’Europa Gentiloni dichiara: “Brexit ci ha dato una sveglia e dopo un anno la fiducia nell’Europa è aumentata”, per gestire le crisi internazionali serve “un’Europa protagonista”. Sugli Usa sotto la guida di Trump Gentiloni afferma: “L’America resta l’America ovvero il nostro principale alleato è così e resterà così”, spiega. Questo però non vuol dire che non gli si possano muovere degli appunti. “Tornare indietro nell’accordo con Cuba è un errore che non possiamo condividere”, dice Gentiloni, e lo stesso vale per “la separazione dagli accordi di Parigi”.

“Ai ministri e ai parlamentari del Nuovo Centro Destra che hanno prima consentito venisse posta la fiducia sul ddl penale e ora si apprestano a votarla, evidentemente galvanizzato dalla grande stima e considerazione che è stata riservata in questi giorni al loro movimento da parte delle diverse anime del Pd, diciamo con chiarezza che un centro autonomo e credibile non si costruisce cambiando nome, ma affermando in sede politica i propri valori”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di Scelta Civica – Ala alla Camera e al Senato, Saverio Romano e Lucio Barani, e Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e coordinatore dei gruppi parlamentari Scelta Civica – Ala.

“Elencherò le misure che devono essere portate avanti dall’Italia e dall’Europa. Una politica di bilancio unificata, il contributo allo slancio fiscale deve provenire da tutti i Paesi. Un meccanismo di contro la disoccupazione. Meccanismi di innovazione. Ci vuole poi una gestione europea della immigrazione che non si può limitare a salvare le vite umane “. Così il ministro Pier Carlo Padoan a Lingotto per la campagna congressuale di Matteo Renzi, candidato segretario del Pd. “Su questo si deve costruire un nuovo programma europeo che includa anche eventualmente nuove istituzioni. Ma per far questo serve la fiducia. La fiducia è il bene che più scarseggia tra i Paesi vicini. L’alternativa è la frammentazione”.

Che cosa ci aspetta nel 2017? Quanti altri attentati vi saranno per mano dell’Isis e del suo franchising sparso per il mondo? Il lavoro esistera’ ancora o sara’ appannaggio di pochi privilegiati? E la democrazia? Sara’ considerata ancora la migliore forma di governo? La globalizzazione verra’ ancora ritenuta una risorsa o ci rifugieremo nel glocale del ‘piccolo e bello’ delle frontiere chiuse e del protezionismo? La guerra fredda tra Usa e Russia conoscera’ nuovi episodi? Quanti conflitti, focolai di guerra e incidenti diplomatici causera’ Donald Trump? L’Europa unita avra’ ancora un senso o verra’ ancor di piu’ delegittimata dal voto in favore dei partiti antisistema e populisti che la contestano? La violenza sulle donne e gli abusi sui bambini conosceranno una sosta? Lo scontro di civilta’ piu’ o meno presunto cui assistiamo nelle sue varie forme, subira’ un arretramento o verra’ alimentato dalle disuguaglianze tra chi ha tutto e chi non ha nulla? Quanti altri migranti moriranno in mare aperto? Il capitalismo finanziario accettera’ regole condivise? La stagione dei diritti umani, il rispetto delle persone e della loro dignita’ vedra’ sorgere una nuova primavera? Il razzismo tornera’ a percorrere e a insanguinare le strade del mondo? Ci sara’ acqua per tutti? Riusciremo a risolvere il problema dei rifiuti senza avvelenare le falde acquifere e inquinare l’aria e il suolo? La salute delle persone tornera’ ad essere il bene supremo? Le mafie del mondo continueranno a produrre e smerciare droghe e armi, a corrompere politici, imprenditori, a uccidere chi si ribella al ‘sistema’? L’informazione riuscira’ a svolgere il proprio ruolo in autonomia e liberta’? I cittadini torneranno ad avere fiducia nella politica? Ci saranno ancora quegli uomini e quelle donne, pazzi gli uni e le altre, che metteranno al mondo dei figli in assenza di un futuro degno di questo nome?

A dicembre 2016 migliora il clima di fiducia dei consumatori, mentre peggiora quello delle imprese. L’indice dei consumatori, rileva l’Istat, sale da 108,1 a 111,1, con progressi diffusi a tutte le componenti della fiducia, che torna sul livello di luglio 2016. L’indice composito del clima delle imprese Iesi scende, invece, da 101,4 a 100,3. Le dinamiche settoriali sono diversificate. Peggiora, infatti, la fiducia nei servizi e nelle costruzioni, cresce nella manifattura e nel commercio al dettaglio. Per quanto riguarda i consumatori, il clima economico passa da 127,6 a 133,8. Il clima personale e quello corrente salgono per il secondo mese consecutivo passando, rispettivamente, da 101,3 a 102,7 e da 103,7 a 106,2. La componente futura torna ad aumentare nel mese di dicembre (da 113,8 a 116,2), raggiungendo il livello più elevato da giugno 2016. I giudizi sulla situazione economica del Paese migliorano decisamente così come le aspettative, il cui saldo torna ad aumentare dopo sette mesi di diminuzione.