flat tax

La flat tax “si inizierà a implementare fin dalla prossima legge di bilancio, secondo un cronoprogramma graduale il cui contenuto di dettaglio è allo studio”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, al question time alla Camera. Tria ha ribadito che la flat tax sarà composta da una semplificazione strutturale del sistema fiscale e da “un alleggerimento del prelievo da perseguire gradualmente e compatibilmente con spazi finanziari”. “Si è avviato con la commissione Ue un dialogo con l’intento di fissare un deficit programmatico coerente con l’obiettivo di contrastare per quanto possibile il rallentamento dell’economia”. Tria ha ribadito che la manovra dovrà tenere conto “dello stato dell’economia e non deve innescare una politica pro-ciclica”. Questo comunque “non significa non rispettare la riduzione del rapporto debito-Pil e il non peggioramento del saldo strutturale ma poter rimodulare i tempi e la misura dell’aggiustamento strutturale”. E rispondendo a una interrogazione della Lega sulla pace fiscale: “In merito al magazzino si segnala che il valore contabile residuo dei crediti e’ molto alto e pari quasi a 800 miliardi ma si stima che l’ammontare su cui effettivamente si possa tentare il recupero sia assai più limitato, pari a circa 50 miliardi”. “Sarà la legge di bilancio che permetterà ai mercati di capire meglio” l’impostazione della politica economica del governo, “riducendo l’incertezza che pesa ancora sul debito pubblico e mettendo in sicurezza i risparmi degli italiani”, ha sottolineato Tria. Il governo ha avviato un dialogo con la Commissione europea “con l’intento di rivedere l’obiettivo di deficit programmatico”. Il ministro dell’Economia ha spiegato che “la revisione è limitata e non può comportare una non diminuzione del debito” e un peggioramento del saldo strutturale. Il ministro, interrogato al riguardo, ha precisato che “non si supera il 3% del Pil”.

“A differenza di quanto è stato detto dai miei competitor la flat tax è conveniente proprio per i redditi più bassi e mantiene la progressività fiscale che prevede la nostra Costituzione”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Radio Radio. La flat tax, ha aggiunto il leader di Fi, “è semplice e conveniente, è un modo sicuro per combattere un male che ci affligge, l’evasione e l’elusione fiscale, che diventerà meno redditizia e meno conveniente”, inoltre “è uno strumento efficace per far ripartire la crescita, come fecero Kennedy negli anni 60 e Reagan negli anni 80, un forte taglio della pressione fiscale aumenta del 30 per cento le entrate del Tesoro, fa ripartire la crescita e i consumi, la produzione industriale e quindi i posti di lavoro. Io? sto bene. Ho solo passato 4 giornate molto impegnative e dolorose per la formazione delle liste, per le tante esclusioni che abbiamo dovuto fare che mi hanno molto stressato. Sto bene e riprendero’ campagna elettorale da lunedi”. Lo dice Silvio Berlusconi a Radio Radio1

“L’abbattimento delle tasse, con l’introduzione della ‘flat tax’, e una politica economica fondata sugli investimenti sono la ricetta possibile e piu’ efficace per dare uno scossone all’economia sostanzialmente ferma, determinando i presupposti per una crescita corposa e di conseguenza per una nuova occupazione. Sono punti fondamentali di un programma comune su cui si riconoscono le forze del centrodestra e che vogliamo approfondire in vista delle prossime elezioni politiche”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia Altero Matteoli. “Della flat tax, in particolare, – aggiunge – si occupera’ il convegno “Diamoci un taglio: flat tax una riforma fiscale equa e sostenibile”, promosso dalle Fondazioni della Liberta’ per il bene comune e Magna Carta, presiedute dai senatori Altero Matteoli e Gaetano Quagliariello, che si terra’ a Roma, mercoledi’ prossimo 28 giugno, alle ore 17,30, presso la Sala di Santa Maria in Aquino, in piazza Capranica”.

“No a patrimoniali e aumenti Iva, flat tax al 23%”. È questa la ricetta di Silvio Berlusconi, intervistato dal Sole 24 Ore, per il dopo voto politico. Per il leader azzurro, “ferma restando la necessità irrinunciabile di risparmiare comunque il più possibile, la strada della crescita non ha alternative. Per favorirla – spiega l’ex premier – bisogna anche creare condizioni attrattive per gli investimenti: meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture, più sicurezza, migliore legalità. Ma soprattutto bisogna cambiare politica fiscale: meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro che producono più consumi, più produzione, più posti di lavoro. Con l’introduzione della flat tax, otterremo anche un maggior gettito per lo Stato con la quasi totale eliminazione della elusione e della evasione. È la ricetta vincente di Reagan che ha avuto successo dovunque sia stata realizzata. Puntiamo anche a una riduzione del rapporto debito/Pil sotto la soglia psicologica del 100% nell’arco di una legislatura. Ma senza alcuna imposta patrimoniale bensì attraverso la riduzione della spesa pubblica e degli interessi”. Dopo lo stop di ieri alla legge elettorale che per il leader Fi “allontanerebbe la data delle urne”, la richiesta è però quella di “andare avanti, Pd e M5S siano responsabili”, in quanto “gli strumenti per correggere una votazione sbagliata non mancano”.

“La flat tax è una cosa positiva, finalmente una legge chiara, che non ha interpretazione né cavilli, con la quale ci si è adeguati al Portogallo, all’Inghilterra e alla Spagna. E’ la prima volta che c’è qualcosa di intelligente fatta dal governo”. Lo ha detto Flavio Briatore a Rai Radio1, nella trasmissione ‘Un Giorno da Pecora’ condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Con l’introduzione della flat tax, Briatore potrebbe pensare di tornare a vivere in Italia? “Non ci penso nemmeno – ha dichiarato l’imprenditore – Sono 25 anni che sono all’estero, ho tutte le mie attività fuori, sto bene dove vivo, tra l’Inghilterra e Montecarlo. Non saprei cosa fare in Italia. Ci posso tornare in vacanza, perché credo che l’Italia sia il paese più bello del mondo”.