Forum

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, sarà lunedì a Lugano per il Forum di dialogo tra Italia e Svizzera. Lo comunica in una nota la Farnesina. Giunto alla quarta edizione, il forum si propone di intensificare il dialogo tra società civili, favorendo l’incontro di personalità italiane e svizzere del mondo politico, economico-finanziario, culturale, scientifico e intellettuale.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha detto che “non vincerà la politica dell’insulto, della negazione della scienza e derisione delle competenze”. È un passaggio del suo intervento al workshop Ambrosetti. “Non mi sta bene il turnover accelerato dei nostri governi, ma no va confuso con un’instabilità di fondo che non c’è. Noi non abbiamo riservato brutte sorprese ai nostri alleati e agli investitori che hanno scommesso sull’Italia e non le riserveremo anche in futuro” ha assicurato. “L’Italia – ha proseguito il premier parlando di stabilità di governo – non è la pecora nera in un contesto di maggioranze tranquille. Le sei maggiori economie europee hanno maggioranze fragili dalle quali abbiamo poco da invidiare”. “Senz’altro l’Italia ha pagato un prezzo per l’instabilità dei suoi governi, ma non la si deve confondere con l’instabilità delle grandi scelte del nostro Paese in politica economica, estera, di atteggiamento della nostra economia” che non c’è mai stata, visto che “è difficile trovare un Paese nei fondamentali più stabile dell’Italia” ha concluso Gentiloni.

Si svolge oggi a Bratislava la giornata conclusiva del forum internazionale sulla sicurezza Globsec 2017, iniziato venerdi’ con la partecipazione di circa 1.300 ospiti da 70 paesi. Nella giornata conclusiva sono previsti tra gli altri gli interventi del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, del premier slovacco Robert Fico e del premier ceco Bohuslav Sobotka. Il forum ha visto la partecipazione di diversi capi di Stato e ministri degli Esteri, oltre al vicesegretario generale della Nato Rose Gottemoeller, al presidente del Consiglio europeo Tusk e a rappresentanti del mondo accademico internazionale. Il tema principale del forum e’ “L’adattamento al futuro”, hanno spiegato gli organizzatori, illustrando le quattro aree principali in cui saranno divise le varie conferenze e tavole rotonde: la quarta rivoluzione industriale, i cambiamenti globali in atto, il futuro dell’Occidente e delle sue istituzioni, il rapporto fra globalizzazione e protezionismo. Globsec e’ una organizzazione non governativa indipendente, che porta avanti il lavoro della Commissione atlantica slovacca. L’obiettivo principale di Globsec e’ quello di contribuire al dibattito internazionale tramite attivita’ di ricerca, coinvolgendo esperti su politica estera e di sicurezza; su queste tematiche, il Forum di Bratislava e’ ormai divenuto un punto di riferimento importante nell’Europa centrale e orientale.

Sono tre le “parole chiave” che, secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, possono dare all’Italia un futuro migliore: “stabilita’ politica, riforme economiche e tanta fiducia. Perche’ la fiducia e’ un ingrediente indispensabile, e’ il lievito che serve per far crescere l’economia e creare nuova occupazione”. “Chiediamo al Governo  che si sta muovendo nella direzione di una politica fiscale distensiva e che ha riaperto il dialogo con le parti sociali – cosa che apprezziamo – di dare al Paese una diversa e migliore prospettiva”, ha detto Sangalli durante il suo intervento di apertura del forum ‘I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000’, organizzato da Confcommercio in collaborazione con Ambrosetti, a Cernobbio.

Al Teatro Elfo Puccini di Milano al via stamattina il Forum delle politiche sociali con l’incontro ‘La politica del riscatto sociale al tempo della paura’, con il ministro Martina, sindaco Giuseppe Sala, Emma Bonino, Gherardo Colombo e l’assessore comunale Majorino. Al centro del dibattito la necessita’ di politiche sociali in grado di fronteggiare la crisi e le paure, in una congiuntura sociale ed economica contraddistinta da incertezze, emarginazione, politiche di integrazione da sostenere e crisi occupazionali.

“Lo scenario mondiale e’ caratterizzato da chiusure e ingiustizie che generano migrazioni. Migrazioni ora in grande rilievo come uno dei problemi fondamentali”. Lo ha detto il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, al Forum sulle migrazioni e la pace, promosso a Roma dal nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale, dallo Scalabriniani International Migration Network (Simn) e dalla Fondazione Konrad Adenauer. Sulle migrazioni, ha osservato Parolin, si registra “Una apprensione presa a pretesto per scopi elettorali e di calcoli di vario genere, caratterizzati da manipolazioni di notizie e da un nuovo totalitarismo ideologico che concepisce l’uomo solo come agente economico e che come tale lo puo’ scartare se non serve. Di qui ostacoli e barriere alle migrazioni che favoriscono il ricorso a vie alternative piu’ pericolose di migrazione irregolare”. Ha continuato il segretario di Stato Vaticano: “Nell’attuale quadro mondiale – e’ sempre piu’ evidente la forte interdipendenza tra pace, sviluppo e rispetto dei diritti fondamentali. Gli Stati sembrano pero’ rifugiarsi in ristrette aree di interesse e chiusure nazionalistiche piu’ o meno nascoste”, mentre “Le posizioni piu’ lungimiranti e coraggiose” restano “isolate in una crescente frammentazione”.

I più ricchi del pianeta sono 8 uomini che hanno la stessa ricchezza di metà dell’umanità. Questa la classifica stilata da Forbes: Bill Gates fondatore di Microsoft, (patrimonio 75 miliardi) è il più ricco del mondo; Amancio Ortega, fondatore di Zara (67 miliardi); Warren Buffet, esperto finanziere (60,8 mld); Carlos Slim Helu, tycoon delle telecomunicazioni (50 mld); Jeff Besoz, fondatore e Ceo di Amazon, re del commercio online (45,2 mld); Mark Zuckerberg, fondatore e presidente di Facebook (44,6 mld); Larry Hellison, cofondatore e Ceo di Oracle, una delle più grandi aziende di software (4,6 mld); Michael Bloomberg, fondatore del gigante dei media (40 mld). I primi sette miliardari italiani indicati nella classifica stilata da Forbes hanno una ricchezza ‘netta’ pari a quella del 30% dei concittadini piu’ poveri. L’1% piu’ ricco degli italiani possiede il 25% della ricchezza nazionale e oltre 30 volte il valore del 30% piu’ povero della popolazione. E’ ”fotografia” della diseguaglianza in Italia scattata dall’ Ong Oxfam che, in occasione dell’avvio del World Economic Forum di Davos ha diffuso il rapporto ”Un’economia per il 99%”,- il rapporto che sin dal 2015 vede l’1% della popolazione mondiale possedere la ricchezza netta equivalente al rimanente 99%. Lo studio – basato sulle stime del Credit Swisse – contiene anche un capitolo dedicato al Belpaese. I molti dati descrivono un aumento della diseguaglianza in Italia: l’1% piu’ ricco degli italiani, che nel rapporto 2016 possedeva il 23% della ricchezza nazionale, arriva ora al 25% del totale.