Francesco Boccia

“Non esiste nessun accordo possibile tra Pd, così come lo concepiamo io, Emiliano, Orlando e tanti altri, ed il centrodestra. E non è un tabù dialogare coi Cinquestelle”. Lo ha detto Francesco Boccia, candidato Pd in Puglia, al programma di Radio1 Un Giorno da Pecora. “Non ci può essere nessun accordo, né col centrodestra né con Fi ed è chiaro che non ci sta tutto il Pd”, ha continuato Boccia. Meglio un’alleanza coi i pentastellati che con Fi? “Non ho dubbi che si farebbero gli interessi del Paese, più di quanto non si pensi ad una grande melassa, quella destra-sinistra, che in questo momento storico può solo far male all’Italia”, ha risposto Boccia.

“Il weekend appena trascorso ha ufficialmente dato il via alla campagna elettorale. Il rischio pero’ e’ di arrivare al voto senza una legge elettorale degna di tale nome. Se il Parlamento non riesce a trovare un accordo per modificare l’attuale sistema elettorale sarebbe il fallimento di questa legislatura. E’ l’ultima occasione che abbiamo per dare agli italiani una legge elettorale condivisa dalla maggior parte dei gruppi parlamentari, omogenee tra Camera e Senato, che duri nel tempo e garantisca governabilita’. Abbiamo il dovere di provarci fino alla fine. Tutto si puo’ dire tranne che il PD non ci abbia provato piu’ di ogni altra forza politica, lo faremo ancora”. Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in diretta a L’aria che tira su La7.

“Non basta sgranare gli occhi quando si legge che le multinazionali del web fanno profitti miliardari nel mondo ma le tasse che pagano nel nostro Paese sono inferiori a quelle di un commerciante di provincia. Chi fa politica e non interviene è corresponsabile di questa voragine che danneggia i Paesi e i contribuenti onesti. Serve immediatamente ridefinire una volta per tutte in Europa l’intelaiatura fiscale al tempo del digitale”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, autore della norma italiana sulla webtax interviene da Bari nel dibattito sulla tassazione dei giganti del web.

“Siamo nel PD per rafforzarlo e migliorarlo. Non ci stancheremo mai di pretendere di essere ascoltati, sapendo che se fossimo stati ascoltati il Pd avrebbe fatto meno errori”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo alla due giorni dell’assemblea nazionale di Fronte Democratico a Roma. Su Renzi ha sottolineato: “Il segretario e’ il segretario di tutti i democratici, anche se noi non l’abbiamo votato, lo difendiamo da chi non lo rispetta e lo attacca a prescindere, ma lui ha il dovere di unire il Pd e i riformisti italiani”. Boccia ha annunciato che da “Fronte Democratico in questi due giorni arriveranno proposte di merito cosi’ come e’ avvenuto in questi tre primi mesi di vita”. Ed ha continuato: “Dopo la webtax e le banche, ci faremo sentire su scuola, ambiente e sugli altri temi che verranno fuori da questa assemblea nazionale”.

“Su questo non ci esprimiamo. Noi siamo a vocazione maggioritaria”. E’ la risposta data ad un giornalista dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, su eventuali elezioni anticipate. “Quando si andra’ alle elezioni – ha detto – l’augurio e’ che possa emergere dalle urne un governo stabile che possa realizzare una politica di medio termine. Perche’ le grandi questioni che abbiamo e le criticita’ vanno affrontate in un piano di medio termine”.

“Si vocifera di un prestito ponte da 300/400 milioni per garantire l’operativita’ della compagnia durante l’amministrazione controllata, ma il problema e’: per fare cosa? Perche’ se l’intenzione e’ un prestito ponte dello Stato,in linea con le regole UE, che traghetti l’azienda a vendere la parte sana di Alitalia per poi creare l’ennesima bad company allora non ha senso; se, invece, serve a ripensare alla strategia del trasporto aereo italiano, al ruolo della compagnia di bandiera, alla convivenza con le compagnie low cost, allora tutto cambia ma, a quel punto se lo Stato mette sul piatto le garanzie allora dovra’ avere anche voce in capitolo sulle decisioni che saranno prese. Ieri a Fiumicino incontrando diversi lavoratori Alitalia nel corso di un dibattito congressuale in sostegno di Michele Emiliano alle primarie aperte del 30 aprile il clima era, nonostante tutto, ancora costruttivo; i lavoratori chiedono risposte sulle grandi scelte di fondo. La politica, e il PD in particolare, non puo’ esimersi dal darle. Nulla e’ ancora perduto, siamo ancora in tempo per rivedere e chiudere un accordo ma serve l’impegno di tutti, azienda, lavoratori, sindacati, azionisti e governo che ha gia’ fatto molti sforzi ma non puo’ mollare proprio adesso. Come mozione Emiliano ci batteremo per salvare un’idea di trasporto aereo con l’Italia baricentro e se l’idea e’ questa non si puo’ prescindere da Alitalia; un’Alitalia certamente diversa da oggi, ma una compagnia vera e viva”. Cosi’ sul suo blog Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera e sostenitore di Michele Emiliano al congresso.

“Finche’ Uber non paghera’ le tasse in Italia non sara’ mai un interlocutore credibile. Le imposte si pagano dove si fanno i profitti”. Lo scrive su Twitter Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera. “Il tribunale di Roma ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza che richiedeva l’interruzione dei servizi di mobilita’ Uber, potranno quindi continuare a fornire i propri servizi, a fare profitti sul territorio italiano e continueranno indisturbati ad eludere il fisco. Sono favorevole ad una maggiore concorrenza ma questa deve essere sempre una concorrenza leale. Se un’azienda come Uber fa business nel nostro Paese non vedo perche’ non debba anche pagare le imposte come ogni altro cittadino italiano. La politica ha il dovere di porre rimedio a questa palese e grave mancanza di equita’ fiscale”.

“Ora tocca al Pd riconnetersi con l’Italia”. Non ha dubbi l’onorevole del Partito democratico, Francesco Boccia, a proposito del futuro del partito. “E’ finito un ciclo – ha detto da Bari – nel senso che la legislatura volge al termine. Il segretario del Pd, il presidente del Consiglio Renzi ha fatto alcune scelte – ha continuato – secondo me troppo in solitudine, il risultato e’ sotto gli occhi di tutti. E’ evidente che gli italiani bocciando la riforma costituzionale, gli hanno detto che non gli andava bene quel tipo di Paese. Ho chiesto piu’ volte a Renzi – ha chiarito Boccia – di ascoltare gli altri, di fare un esercizio che chi fa politica deve sapere fare. Non e’ possibile che sono tutti rottami polverosi, tutti. Anche quelli che hanno provveduto a fare la storia della sinistra in questi 20 anni: da Prodi a Veltroni, passando per Bersani D’Alema, Letta, Bindi. Chiunque avesse avuto un ruolo nel 20 anni scorsi – ha ribadito – era un rottame da portare allo sfascio. Non si puo’ vivere di nuovismo e basta, anche le novita’ – ha concluso – hanno senso se sono figlie di una visione e anche di una capacita’ di connettersi al mondo che e’ cambiato”.

“Se ci sono soldi dello Stato nessuna banca d’affari, nemmeno JP Morgan, puo’ avere potere decisionale sulla nuova strutturazione di Mps. Sarebbe opportuno, invece, fare chiarezza su quanto accaduto negli ultimi due anni perche’ pare evidente come tra Palazzo Chigi e via XX Settembre qualcuno abbia subito il fascino delle banche d’affari che fanno solo business e, per definizione, mai beneficenza”. Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in un’intervista a Radio Radicale. “La vicenda banche in questi anni non e’ stata gestita in maniera adeguata e chi ha commesso degli errori deve pagarne direttamente le conseguenze, senza sconti per nessuno, assumendosene la responsabilita’ anche politica. L’analisi che spero si possa fare presto anche nel Pd ci dira’ se questi errori sono dovuti ad un fascino connesso alla scarsa conoscenza dei mercati o a relazioni politiche inopportune. Chi ha preso decisioni sbagliate non merita di avere nuove responsabilita’ di gestione della cosa pubblica – prosegue Boccia – In Italia chi sbaglia non paga mai per i propri errori come e’ successo troppo spesso in passato; mi auguro che, almeno nel Pd, possa aprirsi la stagione politica in cui chi fa scelte sbagliate si assume fino in fondo le proprie responsabilita’”.

“Se c’è un limite che contesto a Renzi, al quale riconosco un talento naturale nella comunicazione politica, è l’essersi circondato spesso di sostenitori che si riconoscevano nelle tre scimmiette (non vedo, non sento, non parlo) o nella politica da maggiordomi. Ma come si fa a far politica confondendola con la pratica di servire il potere. Chi fa politica dice anche no al proprio capo quando sbaglia. I silenzi sentiti nel Pd su alcune vicende fanno male. Quella tarantina è solo l’ultima, ma la lista è lunga a partire da alcune riforme sbagliate come quelle connesse al mondo finanziario. Ma possibile che nemmeno di fronte al futuro dei nostri figli non si trovi la forza di dire a un leader che prende una decisione sbagliata, no, così non va. A fare celebrazioni siamo bravi tutti, a dire non sono d’accordo ci si ritrova in pochi. Io sarò sempre leale, come lo sono stato in questi tre anni di segreteria Renzi, ma mai prono a interessi che vanno contro i principi per cui mi batto nè contro la mia terra e il mio Paese”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Renzi “è un talento e ha impresso alcuni cambiamenti di rotta della politica italiana – ha proseguito Boccia – Ma la rottamazione è stato solo uno slogan contro le generazioni precedenti e non si è trasformato in pratica politica. La rottura giovani – vecchi è servita solo a scalare il Pd, ma nella società non si è vista per questo la maggior parte dei giovani ci vota contro. Oggi serve riordinare il Paese non rottamarlo. Renzi è arrivato al potere grazie a un Pd contendibile. Preservi questo valore unico nel panorama politico italiano. Da nessun’altra parte accade questo né nella Lega, né in Forza italia, né nel M5S. Lo dico senza polemica, è un dato oggettivo”.