Francesco Boccia

“Quella in cui stiamo vivendo e’ la societa’ della data economy, in cui il potere ce l’ha chi detiene i dati e le informazioni. Oggi i padroni delle informazioni non sono gli editori tradizionali ma gli aggregatori di notizie che non solo non pagano le tasse, come fanno normalmente i giornali tradizionali, oggi pesantemente in crisi, ma su quei dati e su quelle notizie fanno anche business e controllano il flusso di informazioni che arriva a ciascuno di noi”. Cosi’ Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo al convegno ‘L’economia digitale puo’ creare occupazione?’ organizzato dall’Associazione Civita. “Non ci sono piu’ regole ed e’ dovere della politica farle e farle rispettare, rispettando i principi cardine di equita’, etica e ridistribuzione. Abbiamo raggiunto il livello di distorsione massimo del capitalismo moderno al tempo del digitale, se il fenomeno non si regola rischia di sfuggirci di mano, con conseguenze difficili da controllare”.

“Ci chiediamo ancora perché i nostri ragazzi migrano? C’è solo una parola che spiega tutto: il merito. Cercano luoghi in cui conti solo il merito. All’estero nella Pubblica Amministrazione non ci entri per concorsi superati dal tempo o perché ti ha nominato un politico ma per merito, perché serve quella specifica professionalità. In Italia non esiste. O concorsoni generici o nominati”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, in diretta a Omnibus, su La7, commenta il rapporto Migrantes sugli italiani all’estero. “Il tempo digitale ci consegna un mondo senza confini, i ragazzi hanno la voglia e le competenze per prendere le valigie e andare via in qualsiasi momento – ha aggiunto – dovremmo iniziare a rivoluzionare la burocrazia ringiovanendola e rendendola veloce e tecnologica. Il tempo che abbiamo davanti, con la rivoluzione digitale in corso, è aperto e senza confini, pensare di fermare tutto con qualche muro o filo spinato è ridicolo e la classe politica deve dimostrare di essere in grado di saper affrontare questi cambiamenti epocali”.