Gran Bretagna

Quando non ci sono più circoscrizioni da scrutinare, il ‘Leave’ ha ottenuto il 51,9% dei voti e il ‘Remain’ il 48,1%. Per la Brexit – riferisce il sito della Bbc – hanno votato 17.410.742 elettori mentre per restare nell’Ue i voti sono stati 16.141.241. L’affluenza al referendum viene fissata al 72,2%.

Il Fondo monetario lancia l’allarme ‘un eventuale addio all’Ue avra’ un effetto negativo sull’economia inglese. La Gran Bretagna potrebbe scivolare in recessione nel 2017 nel caso in cui decidesse di uscire dall’Ue. Il Pil inglese, nello scenario in cui la Gb resta nell’Ue, e’ previsto salire del 2,2%, continuando la traiettoria in corso da anni. Nel caso di addio, il Fondo tratteggia due possibili scenari: il primo, dalle conseguenze più contenute, stima una crescita all’1,4%. Il secondo una contrazione dello 0,8%. Rispetto allo scenario di base delineato dal Fmi, in caso di addio il pil inglese rischia un duro colpo: 5,6% inferiore al 2019.
L’Italia, insieme a Francia, Germania e Spagna, risentirà dell’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Ue, ma in modo minore ”rispetto alla media europea”. E’ comunque probabile che nessuna delle economie europee avrà vantaggi dall’uscita della Gb”.
Un addio all’Ue avra’ un effetto negativo sull’economia inglese, un effetto ”negativo e sostanziale nel lungo termine”. E questo perche’ la ”Gran Bretagna e’ molto importante per alcune economie europee, ma in termini generale l’Ue e’ piu’ importante per la Gran Bretagna di quanto la Gran Bretagna non lo sia per l’Ue”. Così il Fmi, sottolineando che un’uscita dall’Ue della Gran Bretagna e’ associata a una ”considerevole incertezza”, con ”potenziali implicazioni per il commercio e gli investimenti, la produttivita’, il mercato del lavoro e le finanze pubbliche”.

I leader europei starebbero preparando un contropiano per fronteggiare l’operazione Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea che potrebbe verificarsi con il referendum del 23 giugno. “La Banca centrale europea è pronta a qualsiasi risultato”, ha annunciato il presidente, Mario Draghi, che ha confermato nuovi aiuti all’economia. Emergenza finanziaria, integrazione dei popoli, politica, sarebbero i punti cardine della discussione, per dare una risposta alle conseguenze dell’addio dei sudditi di sua Maestà e per evitare che altri Paesi, preoccupati dalla crisi in più settori, siano tentati di abbandonare il Vecchio Continente. Guardando ai sondaggi, sembra che nel Regno Unito ci sia una voglia di uscita. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse): “l’Italia perderebbe l’1% del Pil”.