intercettazioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che riforma la disciplina delle intercettazioni. Il testo è stato illustrato in conferenza stampa dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. La norma (Disposizioni in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni) dovrà ora passare all’esame delle commissioni Giustizia e tornare a Palazzo Chigi. “Non limitiamo l’uso delle intercettazioni, strumento fondamentale per combattere i reati più gravi, – ha detto Gentiloni – ma contrastiamo l’abuso”. (Video: sito Consiglio dei ministri)

“Un tentativo eversivo contro Renzi? La sua denuncia è certamente legittima, ma puzza di ipocrisia. Da molti anni c’è un utilizzo abnorme di intercettazioni che vengono passate ai giornali in modo illegale. Noi lo abbiamo denunciato quando accadeva contro Berlusconi e lo facciamo anche oggi. Mentre i compagni del Pd hanno costruito la loro battaglia politica anche con questi strumenti”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”. “Pubblicare un’intercettazione illegale configura il reato di ricettazione, esattamente come un gioielliere che compra un orologio rubato. Noi l’abbiamo sempre pensata così e abbiamo la coscienza a posto – ha detto Brunetta – Nel Pd, invece, in questi giorni va in scena un ‘contrordine compagni’. La legge è chiara oggi come lo era allora, solo che quando c’era di mezzo Berlusconi quelli del Pci-Pds-Ds-Pd andavano in piazza a manifestare contro il bavaglio e con lo slogan ‘Intercettateci tutti’. Perché Renzi non denunciò allora il tentativo eversivo contro Berlusconi? Solo se lo avesse fatto, oggi sarebbe credibile. E invece contro gli avversari quelle telefonate facevano comodo… si vergognino”. Noi “non abbiamo mai usato questi strumenti illegali contro gli avversari. E anche in questi giorni ho denunciato il circuito giornalistico-giudiziario che fa danni spaventosi alla democrazia. Fino a livelli eversivi. Ma la denuncia di Renzi mi fa male per la sua ipocrisia. Non ha diritto di gridare allo scandalo”, ha sottolineato Brunetta.

“Ma Matteo Renzi e’ la stessa persona che quando io fui registrata non dalla magistratura, ma da un personaggio squallido in casa mia, ebbe a stigmatizzare il mio stile? Mi dispiace per quanto egli sta passando, ma posso solo dirgli che la sua sofferenza non e’ nulla rispetto a quella di chi come me, e posso dirlo a voce alta, e’ stata violata nella sua abitazione, nei suoi affetti, nella sua dignita’ di donna, madre, moglie, sorella, figlia”. Lo ha detto Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, intervenendo ad “Agora’”, su Rai Tre. “Renzi si faccia un bell’esame di coscienza e ripensi attentamente a quanto lui e il suo partito affermarono in quei giorni, quando fui sottoposta a un massacro politico e mediatico senza precedenti, senza essere indagata e nonostante cio’ mi dimisi per salvare cose sicuramente piu’ importanti del mio Ministero: la dignita’ e le persone piu’ care. Forza Italia e Berlusconi coerentemente hanno sempre lottato per amici ed avversari affinche’ i processi e le indagini in questo Paese si svolgessero nelle aule dei tribunali e non sui giornali o nei programmi televisivi. Anche io sono sempre pronta a difendere fino in fondo il diritto di Matteo Renzi e quello di tutti i cittadini italiani alla riservatezza della sfera privata e la liberta’ delle conversazioni. Ma io, e voglio ribadirlo, non fui intercettata dalla magistratura”.

“Li’ si gioca la credibilita’ della magistratura ma soprattutto l’autonomia di indagine del pubblico ministero, dobbiamo smetterla di pensare che l’attivita’ del pubblico ministero e’ servente a questa o a quella parte politica. Perche’ questo non accada, cioe’ perche’ l’azione della magistratura non sia strumentale ad altri fini, bisogna tutelare la segretezza delle indagini nella prima fase ed e’ fondamentale che su questo tema ci sia l’impegno di tutti, e soprattutto, che in caso di violazioni ci siano delle sanzioni”. Lo afferma Luca Palamara, ex presidente dell’Anm e membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, commentando la battuta del procuratore Pignatone in tema di intercettazioni: “Basta fuga di notizie”.

“Il Senato della Repubblica sta per licenziare una riforma del processo penale che diminuisce del 50 per cento i fondi alle intercettazioni e vieta per i casi di corruzione le intercettazioni informatiche, il che significa sostanzialmente evitare che si verifichino inchieste come quelle della Consip o i 66 arresti di Napoli della scorsa settimana”. Cosi’ il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, rispondendo alle domande dei giornalisti a Casal di Principe, dove ha partecipato alla commemorazione di don Peppe Diana. “Lo sappiamo – continua – che le intercettazioni sono fondamentali per le inchieste di corruzione e quello che si sta facendo e’ uno dei tanti tentativi della politica che prova a difendere se stessa”. Secondo Di Maio, cosi’ “le istituzioni danno il pessimo esempio. Diminuire le risorse per fare le inchieste vuol dire che a 25 anni da Tangentopoli abbiamo di nuovo di fronte una casta che difende se stessa”.