“Il Senato della Repubblica sta per licenziare una riforma del processo penale che diminuisce del 50 per cento i fondi alle intercettazioni e vieta per i casi di corruzione le intercettazioni informatiche, il che significa sostanzialmente evitare che si verifichino inchieste come quelle della Consip o i 66 arresti di Napoli della scorsa settimana”. Cosi’ il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, rispondendo alle domande dei giornalisti a Casal di Principe, dove ha partecipato alla commemorazione di don Peppe Diana. “Lo sappiamo – continua – che le intercettazioni sono fondamentali per le inchieste di corruzione e quello che si sta facendo e’ uno dei tanti tentativi della politica che prova a difendere se stessa”. Secondo Di Maio, cosi’ “le istituzioni danno il pessimo esempio. Diminuire le risorse per fare le inchieste vuol dire che a 25 anni da Tangentopoli abbiamo di nuovo di fronte una casta che difende se stessa”.





