Israele

Simon Peres “ha fatto quello che ha potuto, in ogni momento della sua vita adulta, per la pace con i nostri vicini”, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel suo intervento ai funerali dell’ex presidente israeliano, “uno dei padri fondatori del nostro paese, l’incredibile Simon Peres”. Netanyahu ha parlato della lunga rivalità politica con Peres, di cui poi è comunque diventato “amico stretto”. “Il fatto che così tanti leader siano venuti a salutarlo da tutto il mondo è tributo al suo ottimismo”, ha aggiunto elencando i capi di Stato e di governo presenti al Monte Herzl di Gerusalemme, senza tuttavia citare il nome del presidente palestinese Mahmoud Abbas.

E’ morto a 93 anni l’ex presidente israeliano Shimon Peres. La morte dello statista premio Nobel per la pace nel 1994 e’ stata riferita dalla radio militare, che ha interrotto la normale programmazione. L’emittente ha precisato che di prima mattina i medici dell’ospedale Tel Ha-Shomer di Tel Aviv terranno una conferenza stampa. Peres era stato colpito due settimane fa da un ictus che lo aveva costretto al ricovero in ospedale. Dopo le prime cure i medici avevano parlato di una condizione critica ma stabile. Ieri d’improvviso il peggioramento delle condizioni di salute, seguite dall’arrivo in ospedale dei familiari e stanotte dalla morte. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato per stamane una seduta di lutto del governo israeliano. In un comunicato, Netanyahu e la moglie esprimono ”profondo dolore per la morte di una persona cara alla Nazione intera, ed ex capo di Stato di Israele”.

Comincia con una vittoria il percorso dell’Italia del ct Giampiero Ventura nelle qualificazioni ai Mondiali 2018: gli azzurri si aggiudicano la partita d’esordio contro Israele ma non senza difficoltà. La serata di Haifa finisce 3-1 grazie ai gol del solito Pellè (che raggiunge quota nove reti in azzurro), di Candreva (su rigore) e di Ciro Immobile che nel finale mette al sicuro il risultato. Non è la serata di Chiellini: uno dei suoi errori propizia il gol di Israele (un bel pallonetto di Bel Haim) che riapre la partita e poi si fa espellere (per doppia ammonizione) a inizio ripresa lasciando gli azzurri in inferiorità numerica. Gli azzurri soffrono ma nel finale trovano con il neo entrato Immobile il gol del 3-1 L’Italia mantiene l’imbattibiltà che dura da 51 gare nelle gare di qualificazione tra mondiali ed europei e Ventura, dopo il ko all’esordio nell’amichevole con la Francia, incassa la prima vittoria da commissario tecnico. Buona la prova di Israele che conferma i progressi fatti sul piano tecnico e tattico, ma nulla poteva fare contro una formazione di rango come quella italiana. Questo il commento del ct azzurro ‘abbiamo vinto da squadra, con convinzione’

Giampiero Ventura non ci sta ‘basta paragoni con l’Italia degli Europei. Il ko con la Francia non mi preoccupa, è con Israele che serve il risultato’ Il ct della Nazionale non nasconde la sua delusione per l’esordio con la Francia e da Israele lancia la ‘sua’ Italia: “Sono stato io a fare paragoni con l’Italia degli Europei, ma da ora voglio chiarire una cosa: basta con quelli del passato”. “La velocità è frutto del lavoro, e noi abbiamo avuto tre giorni…”. Ventura glissa anche sulla statistica favorevole che non vede l’Italia perdere i match iniziali delle qualificazioni da 50 partite. “Se la statistica fosse una garanzia sarebbe bello ma preferisco credere nei giocatori e nella loro voglia di migliorare. Mi aspetto un passo avanti rispetto a quello che è stato fatto in soli 3 giorni”. Perché è una di quelle partite in cui non conta la bellezza, quanto il risultato e mi auguro sia positivo”. Mister Ventura si dice ” non preoccupato: quello che conta è la squadra. E noi come squadra siamo abituati a fare cose difficili”. Il match di stasera é di quelli che pesano: ci si gioca la qualificazione ai Mondiali e partire con il piede giusto potrebbe essere decisivo.

Gli azzurri ieri sconfitti contro la Francia per 3-1 a Bari. Un risultato che non lascia del tutto l’amaro in bocca al neo allenatore Giampiero Ventura. “Sono soddisfatto perche’, dopo tre giorni, non potevo pretendere di piu’ – ha commentato a fine amichevole ai microfoni di Rai 1 – I gol erano evitabili, ma era importante riprendere un discorso interrotto, di partecipazione e disponibilita’”. Il ct della nazionale ha continuato: “Non posso essere soddisfatto dal risultato, e’ chiaro, ma la differenza fisica si vedeva in campo. Andremo ad analizzare questa partita e si vedra’ in maniera evidente, cosa potevamo evitare”. Per Ventura “Il passaggio a una prestazione migliore non e’ difficile. Israele non e’ la Francia, analizzeremo la partita”. Ieri esordio per Gigi Donnarumma, che a Bari e’ diventato il portiere pia’ giovane della storia della Nazionale di calcio.

”Tutta l’Europa è a rischio, anche noi in Italia lo siamo, così come lo sono tutti gli altri paesi. Possiamo fare come in Israele ma lì ogni giovane fa 3 anni di servizio militare. Siamo disponibili a questo? Siamo convinti di voler perdere una parte delle nostre libertà a di fronte della sicurezza come succede in Israele? Quello fra Israele e l’Europa non è a mio avviso un paragone plausibile”. Cosi Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, a “Agorà Estate” su Rai tre. “Io credo che l’opinione pubblica moderata di un paese si debba chiedere se sia meglio avere qualche moschea, più visibile e più controllata o centinaia di scantinati che non sono vigilati e in cui vanno persone fuori da ogni controllo?”.

Per battere il terrorismo “la paura deve diventare una risorsa”.  A sostenerlo è l’ex premier Enrico letta in una intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera. Da un anno Letta guida a Parigi l’università Sciences Po. Per Letta il tema è “come trasformare il nostro sistema di sicurezza e il nostro modo stesso di vivere”, imparando anche a convivere con il terrore, modello Israele. “La paura sostiene l’ex presidente del Consiglio – deve portare alla moltiplicazione degli occhi, della difesa preventiva della vigilanza”. E continua: “La prevenzione ha bisogno di un salto tecnologico e di quella collaborazione tra i servizi di intelligence degli Stati che è tremendamente mancata”. Per Letta “l’integrazione è essenziale” e l’Islam è una “vittima. Il tema è come combattere il radicalismo”. E sarebbe la “fine dell’Europa darla vinta a loro rinchiudendoci o trasformandoci in uno Stato chiuso”.