Jeremy Corbyn

La democrazia e’ minacciata nel mondo dal “nazionalismo autoritario”, ma anche dal potere di consorterie del denaro che condizionano le decisioni della politica e considerano le persone “consumatori e solo molto in secondo ordine cittadini”. Lo ha detto il leader laburista britannico, Jeremy Corbyn, alla conferenza di partito di Brighton, invocando una nuova stagione di partecipazione e di controllo democratico, per evitare che le persone comuni siano “intimidite” o private dei loro diritti e della loro voce. Fra gli esempi di diritti da difendere delle persone comuni, Corbyn ha poi citato i casi abuso sessuale e pedofilia, definiti “ripugnanti”, insabbiati in passato. Casi che, ha sottolineato, hanno spesso riguardato donne e bambini dei ceti sociali piu’ svantaggiati.

Riprende la campagna elettorale nel Regno Unito in vista delle elezioni politiche dell’8 giugno, sospesa dopo l’attentato alla Manchester Arena che ha provocato 22 morti e decine di feriti. Oggi il leader del partito laburista Jeremy Corbyn ha criticato la politica del governo in materia di sicurezza e lotta al terrorismo. “Nessun governo può prevenire ogni attacco terroristico, ma la responsabilità dell’esecutivo è di ridurre al minimo tale possibilità, assicurare che la polizia abbia le risorse necessarie, che la nostra politica estera riduca, piuttosto che aumentare, le minacce per il Paese”, ha detto Corbyn in un discorso a Londra. “Molti esperti e professionisti dei nostri servizi di intelligence e di sicurezza hanno sottolineato le connessioni tra le guerre che abbiamo sostenuto in altri Paesi, come la Libia, e il terrorismo in casa nostra”, ha aggiunto il leader laburista. “Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la guerra al terrorismo non sta funzionando”, ha concluso Corbyn.

Il leader laburista Jeremy Corbyn getta acqua sul fuoco delle polemiche, divampate dopo la Brexit. Dalla sua la mozione di sfiducia approvata a larga maggioranza dal gruppo parlamentare, respinta. Ora ribadisce di non avere alcuna intenzione di dimettersi per rispetto della base che lo ha eletto e lo sostiene. Se lo si vuole sostituire, insiste, e’ disponibile ad accettare la sfida, ma con un nuovo voto degli iscritti e dei simpatizzanti, come prevede lo statuto, di fronte ai quali egli si ripresentera’. “Sono pronto ad allargare le braccia ai deputati del Labour che non hanno mai accettato le mia elezione e si oppongono alla mia leadership – scrive Corbyn sul Sunday Mirror – al fine di lavorare insieme per garantire al Paese l’alternativa (ai Tory) di cui esso ha bisogno. Ma loro devono rispettare la democrazia interna al nostro partito e il punto di vista della base del Labour”. Altrimenti, si puo’ tornare al voto. I contestatori, in maggioranza nella nomenklatura di partito, continuano a chiedergli invece di farsi da parte.