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“Sono passati sei anni, ma e’ nostro dovere tenere vivo il ricordo di quei ragazzi che sognavano un mondo migliore. Fare politica significa anche tenere viva la loro speranza. Avanti, insieme”. Con queste parole il segretario del Pd Matteo Renzi ricorda su Facebook la strage di Utoya. “Ricordo bene – scrive Renzi – quel pomeriggio di sei anni fa. Prima la notizia dell’autobomba nel centro di Oslo, che avrebbe provocato 8 morti. Poi la sparatoria ad Utoya dove persero la vita 69 ragazzi che partecipavano ad un campus del Partito Laburista. Le notizie drammatiche arrivavano frammentate e tutti ci facevamo le stesse domande: chi poteva sparare contro dei ragazzi di neanche 20 anni e perche’? Nel giro di qualche ora fu catturato il colpevole, Anders Breivik 32 anni. Che si rivelo’ anche l’organizzatore dell’esplosione dell’autobomba. Breivik, un simpatizzante di estrema destra, nel processo disse che aveva fatto tutto perche’ ?voleva fermare i danni del partito laburista e la decostruzione culturale della Norvegia a causa dell’immigrazione dei musulmani?. Nel processo fu riconosciuto sano di mente e condannato al massimo della pena prevista in Norvegia. In questi sei anni non ha mai mostrato segni di pentimento. La Norvegia reagi’ con grande forza di fronte a tutto quell’orrore. Quattro giorni dopo norvegesi scesero in piazza in tante citta’. L’allora primo ministro norvegese Stoltenberg pronuncio’ delle parole bellissime: ‘La Norvegia ce la fara’. Il male puo’ uccidere gli individui, ma non potra’ mai sconfiggere un popolo intero. Questa sera il popolo norvegese sta scrivendo la storia. Con le armi piu’ potenti del mondo ? la liberta’ di parola e la democrazia? stiamo disegnando la Norvegia per il dopo 22 luglio 2011′”.

Il leader laburista Jeremy Corbyn getta acqua sul fuoco delle polemiche, divampate dopo la Brexit. Dalla sua la mozione di sfiducia approvata a larga maggioranza dal gruppo parlamentare, respinta. Ora ribadisce di non avere alcuna intenzione di dimettersi per rispetto della base che lo ha eletto e lo sostiene. Se lo si vuole sostituire, insiste, e’ disponibile ad accettare la sfida, ma con un nuovo voto degli iscritti e dei simpatizzanti, come prevede lo statuto, di fronte ai quali egli si ripresentera’. “Sono pronto ad allargare le braccia ai deputati del Labour che non hanno mai accettato le mia elezione e si oppongono alla mia leadership – scrive Corbyn sul Sunday Mirror – al fine di lavorare insieme per garantire al Paese l’alternativa (ai Tory) di cui esso ha bisogno. Ma loro devono rispettare la democrazia interna al nostro partito e il punto di vista della base del Labour”. Altrimenti, si puo’ tornare al voto. I contestatori, in maggioranza nella nomenklatura di partito, continuano a chiedergli invece di farsi da parte.