legge bilancio

Il governo non cambia la posizione sulla manovra 2017 che è all’esame di Bruxelles con i conti pubblici e le spese eccezionali per migranti e terremoto. “La legge di bilancio non si cambia, se l’Ue avrà osservazioni da fare, ascolteremo”, dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi di ritorno dal vertice europeo. Osserva il premier: “Questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi dieci anni: gli sforzi li stiamo facendo”. Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan “Il dialogo continua, la Commissione non ha espresso nessuno scetticismo”. Si è nel mezzo di una “procedura che si svilupperà nei prossimi giorni, di valutazione puntuale e specifica delle varie misure” e sulla base di questo, “si discute, si convince, si scambiano opinioni”.

‘Le misure a favore delle famiglie e del personale sanitario nella legge di bilancio attestano il contributo fondamentale che Ap-Ncd da’ alla costruzione del processo delle riforme in Italia. Guardiamo alle famiglie, cioe’ la fascia sociale piu’ colpita dalla crisi, per dare ai giovani d’oggi e non solo una prospettiva di vita e di lavoro piu’ stabile. Importante e’ poi la stabilizzazione di migliaia di infermieri e medici precari: la sanita’ rappresenta un servizio essenziale, che va garantito ai cittadini con livelli di assistenza sempre piu’ elevati in termini di qualita’ e di puntualita’”. Lo dice Rosanna Scopelliti, di Ncd.

“Consolidamento di bilancio” e anche “risorse mirate e selettive per la crescita” con norme che “hanno gia’ funzionato come il superammortamento”. A dirlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato dal Gr1 Rai riguardo alla prossima legge di bilancio. Sul Def il ministro ricorda che per quanto riguarda le spese per i migranti “la pressione sul bilancio continua perche’ il fenomeno non si arresta e sulle conseguenze del sisma le cifre precise non sono state chiarite. Per questo abbiamo chiesto – ribadisce – un eventuale 0,4 di estensione del deficit, margine entro il quale ricomprendere le spese necessarie”.

Nella legge di stabilita’ “va giu’ l’Ires e continuano ad andare giu’ le tasse”. Cosi’ il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso dell’intervento a Milano alla presentazione di Industria 4.0. “Da tre anni in questo Paese – aggiunge il premier- vediamo andare giu’ le tasse. Dicono che i cittadini non se ne accorgono. Possiamo fare meglio? Sempre. Ma la riduzione dell’Irap costo del lavoro e’ un tema che le assemblee di Confindustria da 20 anni pongono come tema prioritario. E oggi non c’e’ piu’. E poi la riduzione delle tasse per le imprese agricole e gli incentivi senza il timbro ministeriale. Questo tipo di azione sulle tasse – osserva Renzi – continuera’ anche con la legge di stabilita’ 2017. Continueremo poi a rilanciare con gli investimenti sulle infrastrutture, perche’ non importa essere keynesiani per capire che se dimezzi gli investimenti il Pil va giu'”.

“Il grande esempio di moralità di Carlo Azeglio Ciampi e le sue scelte di politica economica hanno segnato positivamente la storia del nostro paese. Ecco perché la sua lezione resta più che mai viva ed attuale. Anche oggi, come avvenne con gli accordi sulla politica dei redditi, sarebbe necessario un ‘patto sociale’ per la crescita, con una co-responsabilizzazione sugli investimenti pubblici e privati, le nuove infrastrutture, la ricerca, l’innovazione, l’energia pulita, la qualità di ciò che produciamo”. A sottolinearlo è stata la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un intervento sul Sole 24 ore. “Anche il governo Renzi in questa fase sembra aver compreso l’importanza del dialogo con i corpi sociali e l’esigenza di una rinnovata fase di ‘concertazione’. Significa fissare insieme gli obiettivi che il paese intende raggiungere e sui quali tutti i soggetti, istituzionali e sociali, si impegnano a fare la propria parte, senza ritualità, dietrologie ed antichi consociativismi. Questa è la grande eredità culturale che ci ha lasciato Ciampi. La concertazione era e rimane una ‘Politica’ di governo, la scelta coerente di far partecipare e coinvolgere i corpi intermedi nella vita pubblica. La fase degli Esecutivi autoreferenziali non ha prodotto in questi anni grandi risultati” ha proseguito la sindacalista. Ora, ha aggiunto Furlan, la nuova legge di Bilancio “sarà la cartina di tornasole per giudicare l’impegno e la volontà del governo a favorire l’intesa tra le parti sociali, imboccando la strada di investimenti selettivi, rendendo stabile la detassazione del salario legato alla produttività e riducendo fortemente anche le imposte per chi investe in innovazione ricerca, formazione, qualità del prodotto”. “Su questi temi occorre trovare le giuste convergenze, quel “patto” che noi invochiamo e su cui certamente peseranno le scelte dell’Europa e non solo del nostro governo” ha proseguito Furlan, secondo cui “ha fatto bene il premier Renzi a conclusione del vertice di Bratislava a porre alla Germania, alla Francia ed agli altri paesi cofondatori il tema di un cambio necessario nella politica europea. Non bastano i contentini o le scelte di piccolo cabotaggio: deve essere messo in discussione il fiscal compact, puntando ad una gestione comune del debito, del fisco, della sicurezza, svincolando gli investimenti pubblici dai parametri rigidi di bilancio. Questi sono i nodi che vanno sciolti. Occorre, ovunque, un sovrappiù di politica. Una politica, come sosteneva un europeista convinto come Carlo Azeglio Ciampi, capace di pensare e progettare al di fuori di calcoli contingenti e di umori superficiali, di esaminare con serietà fenomeni complessi e governarli con chiarezza e coraggio”.