Luigi De Magistris

Lutto nel mondo del calcio. Si è spento a 84 anni Luigi Necco, giornalista Rai, inviato di 90esimo minuto e grande appassionato di beni culturali. Nato a Napoli, è stato per cinque anni anche consigliere comunale, per il Pds. “Con Luigi Necco muore un maestro del giornalismo napoletano. Indimenticabile, nei miei anni di gioventu’, la sua inconfondibile voce a 90^ minuto, sempre puntuale e pungente”. Inizia con queste parole il comunicato stampa di cordoglio di Luigi De Magistris, dopo la morte di Luigi Necco. Il sindaco di Napoli lo ricorda come un “giornalista d’inchiesta, capace di approfondimenti originali, sempre da pungolo per tutti. Con Lui ho avuto un rapporto autentico, di stima e di affetto reciproci, gli ho sempre voluto bene anche quando capitava che non ne condividevo le analisi sulla citta’. Con Luigi Necco se ne va un pezzo storico del giornalismo di Napoli – prosegue De Magistris -. Un forte abbraccio personale alla famiglia e al mondo dei giornalisti ai quali anche Necco, da pensatore libero, non risparmiava critiche. Ci restera’ il ricordo della sua arguzia, della sua ironia e della sua straordinaria competenza sportiva e archeologica. L’amministrazione comunale, a mio nome, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di un napoletano vero, autentico, legato alla nostra terra da un profondo amore”.

“Da quando ho iniziato a essere uomo delle istituzioni l’ho percepito con una convinzione più radicale ma già da prima ritenevo e continuo a ritenere che la vera questione nazionale è la questione morale. Questo è il vero tema nazionale, la corruzione la penetrazione delle mafie nelle istituzioni, il livello di criminalità diffusa nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine di un incontro sul Kurdistan a Palazzo San Giacomo, parla dell’arresto per frode fiscale del neo consigliere regionale dell’Udc, Cateno De Luca, appena insediatosi nei banchi della Regione Sicilia. “Questo è un cancro”, afferma de Magistris, ” qualcuno pensava che con mani pulite fosse terminata quella stagione ma non è così e lo vedo facendo l’amministratore. Gli ostacoli non li hai tanto dalla mafia di strada ma da chi nei palazzi si veste con gli abiti della trasparenza formale e fa azioni che vanno nella direzione opposta alla legalità e alla giustizia”.

“L’Italia deve ritrovare coesione sociale a partire dai sindaci che sono gli altoparlanti della popolazione. Come primi cittadini non chiediamo soldi allo Stato ma la possibilita’ di governare in autonomia. E rispetto”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, intervenendo ad Aosta ad una tavola rotonda organizzata nell’ambito della Scuola per la Democrazia, promossa da Consiglio regionale della Valle d’Aosta e dall’associazione ItaliaDecide. “Oggi per fare il sindaco – ha aggiunto – ci vuole coraggio, passione, competenza e amore per il proprio territorio. Per applicare la Costituzione ci vuole coraggio. A Napoli in sei anni siamo riusciti a recuperare importanti spazi senza avere risorse a disposizione”. Riguardo alle disposizioni introdotte per le manifestazioni, il sindaco di Napoli ha osservato: “Il nostro Paese non puo’ rinunciare alla cultura, alle feste popolari, e quindi la ricaduta politica finisce sugli amministratori che devono assumersi enormi responsabilita’”. Infine parlando delle Citta’ Metropolitane, Luigi de Magistris ha portato l’esempio delle sua citta’ “che ha soldi in cassa ma che non puo’ spenderli: cosi’ abbiamo deciso di sfidare il Governo svincolando l’avanzo libero per mettere in sicurezza strade e scuole, coinvolgendo tutte le forze politiche”.

“Pisapia? E’ una brava persona ed è stato un buon sindaco. Non mi affascina, non è uno che può risuscitare una sinistra in difficoltà, com’è in difficoltà la sinistra in questo momento a livello nazionale”. Così il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora.

“Sono molto attento all’evoluzione politica, ma il mio impegno personale alle politiche non ci sara’. Io sono proiettato esclusivamente sulla citta’ di Napoli”. Cosi’ Luigi de Magistris, sindaco di Napoli e presidente del movimento demA, ha risposto in merito a una sua possibile partecipazione a Roma, il 1 luglio, all’iniziativa lanciata da Giuliano Pisapia, promotore di Campo progressista, per ricostruire il centrosinistra. De Magistris non chiude definitivamente la porta a un dialogo con la formazione di Pisapia a condizione che sia “una proposta di costruzione di un’alternativa su un programma veramente innovativo e forte che cammini su gambe caratterizzate dalla credibilita’. In questo caso – ha aggiunto – come movimento demA guarderemmo con attenzione alla proposta”.

“Napoli sta garantendo servizi e diritti, esclusivamente con le nostre forze, nonostante gli tsunami, i tentativi subdoli, gli ostacoli, i commissariamenti, le risposte che non arrivano e le ossessioni regionali. ‘Mo’ basta”. Lo dichiara il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando l’approvazione del bilancio 2017 “tra non poche difficoltà” e richiamando il Governo a intervenire “sul pignoramento legato al commissariamento post terremoto del 1980 e alla richiesta di un temperamento del piano di riequilibrio”. De Magistris ribadisce che “non abbiamo mai chiesto leggi speciali e non ne vogliamo, chiediamo solo che non ci sia un’ingiustizia manifesta e conclamata e inaccettabile nei confronti della città di Napoli. Vedo che tutti si agitano quando c’è Torino, interviene Delrio, interviene la Boschi. Per Milano e Roma hanno subito prorogato il bilancio delle Città metropolitane al 30 giugno, noi lo abbiamo approvato il 31 gennaio. Le battaglie vanno fatte per tutti, altrimenti viene meno la ragione dell’Anci, sede di tutti i sindaci e non delle correnti o delle primarie. Noi staremo in Anci se garantisce parità di trattamento per tutti, altrimenti dovremo fare una riflessione”. Su questo, sostiene de Magistris, si gioca “la prova del 9 dei rapporti con il Governo e all’interno dell’Anci. Non sopporto più le ingiustizie, metteremo in campo una mobilitazione popolare e politica. Ci auguriamo che il Governo risponda su Cr8 e altri temi e che l’Anci si faccia garante che il Comune di Napoli e gli altri Comuni discriminati non vivano una situazione di disagio rispetto alle città che, vuoi per ragioni politiche economiche o geografiche, appaiono essere sempre più all’attenzione rispetto ad altre. Non è un lamento, è una rivendicazione di diritti. Abbiamo superato lo scoglio – conclude de Magistris – adesso vogliamo che siano riconosciuti i diritti della città di Napoli”.

“Salvini a Napoli? La citta’ si sta difendendo da un’evidente provocazione. Non ce l’ho personalmente con il leader della Lega Nord, ma lui rappresenta una politica profondamente razzista e antimeridionale che in questi anni ha fatto di tutto per farci morire politicamente ed economicamente, per non parlare dei cori su Vesuvio e colera”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in un’intervista rilasciata a Mattina 9, programma in onda sull’emittente Canale 9. “Lo schieramento non e’ Salvini contro i centri sociali ma Salvini contro la citta’ di Napoli, basti pensare anche alla bellissima canzone scritta da tantissimi artisti che uscira’ in occasione del corteo: la gente del Sud e’ unita per dimostrare che qua c’e’ amore e non violenza. In questo contesto – ha concluso de Magistris -, il Sindaco e’ con il popolo napoletano tutto, quotidianamente offeso dall’azione di Salvini che e’ contro i napoletani e i meridionali”.

“Il sindaco De Magistris si rivolge a me in un lungo post su Facebook, ma come sempre non dice nulla sul merito delle questioni, è per questo che è un populista, definizione politica nella quale credo che tutto sommato si riconosca”. Così su Facebook lo scrittore Roberto Saviano, replicando al sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Napoli 4 gennaio 2017: due sparatorie in pieno centro e una bambina di 10 anni ferita in un luogo affollatissimo della città. Ma il sindaco è infastidito dalla realtà, a lui non interessa la realtà, a lui interessa l’idea, quell’idea falsa di una città in rinascita: problema non sono le vittime innocenti del fuoco della camorra, problema è che poi Saviano ne parlerà. Il contesto nel quale nascono e crescono le organizzazioni criminali, fatto di assenza delle regole e lassismo, da quando lui è sindaco non solo non è mutato, ma ha preso una piega addirittura più grottesca: ora la camorra in città è minorenne e il disagio si è esteso alle fasce anagraficamente più deboli – aggiunge Saviano – . Ma di tutto ciò lui non ama parlare e detesta che lo facciano altri: pare che la città sia ridotta al salotto di casa sua, a polvere da nascondere sotto al divano. Basta pensare alla superficialità (per non dire al fastidio) con cui il sindaco parla di periferie annegate nel degrado: al sindaco fa schifo Soccavo, fa schifo Pianura, si vergogna del rione Conocal, se ne frega del rione Traiano. Il sindaco è del Vomero, gli piacciono le cose ordinate, pulite. E così succede che sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale, nelle periferie controllate dalla camorra, difficilmente spenda una parola, nonostante inchieste giornalistiche serissime inchiodino l’amministrazione comunale a responsabilità enormi. E chissà che su questa, come su altre vicende, anche la Procura della Repubblica prima o poi non intervenga – prosegue Saviano -. ma che importa, dirà il sindaco: la realtà di Napoli sono le strade affollate e non i killer pronti a sparare nel mucchio, magari per un regolamento di conti, per poche centinaia di euro. E il problema non sono i killer, per carità, ma Saviano che poi ne parlerà. Distoglierei lo sguardo da Napoli se le organizzazioni criminali smettessero di tenere sotto giogo l’intera città, che è tutta una periferia, tranne qualche quartiere collinare ricco dei reinvestimenti della camorra. Mi piace meno il commento sulla mia pericolosità, quello è da webete: De Magistris, lei è un ex magistrato, dovrebbe sapere che la scorta si dà per proteggere e non per mandare a morire – aggiunge Saviano – . A Falcone gente ingenua e priva di riferimenti diceva che gli attentati se li organizzava da solo, almeno lei non ha detto che la situazione in cui vivo me la sono inventata io, è già qualcosa. Ma lei ha bisogno di me, ha bisogno di contrapporsi a qualcuno: lei ha bisogno delle contrapposizioni perché senza quelle dovrebbe affrontare la realtà dei tanti soprusi che la sua amministrazione tollera. Ma non è l’unico: quando criticavo Berlusconi ero da strozzare, con Renzi sono diventato un gufo, se parlo di infiltrazioni mafiose al Nord diffamo. Lei mi definisce uno “zelluso” (traduzione italiana: calvo) anemozionale e la cosa, in fondo, mi fa anche sorridere. Quel che è certo, sindaco De Magistris, è che quando le mistificazioni della sua amministrazione verranno al pettine, a pugnalarla saranno i tanti lacchè, più o meno pagati, dei quali si circonda per edulcorare la realtà, unico modo per evitare di affrontarla”, conclude Saviano.

Lo spettacolo che lo scrittore Roberto Saviano da una parte e il sindaco Luigi De Magistris dall’altra ci hanno offerto nelle ultime ore rivela che Napoli, per i due protagonisti di questo squallido battibecco, e’ solo un pretesto. Si contendono, infatti, i due professionisti anticamorra, la poltrona oltremodo redditizia, di cantore unico, di profeta del malaffare, di salvatore della patria partenopea. Cosi De Magistris in un post su Facebook ‘caro Saviano, a Napoli “più si spara, più cresce la tua impresa. Non posso credere che il tuo successo cresca con gli spari della camorra. Sei diventato un brand che tira se tira una certa narrazione”. Ma Saviano non ci sta “Sindaco De Magistris, quando le mistificazioni della sua amministrazione verranno al pettine, a pugnalarla saranno i tanti lacchè, più o meno pagati, dei quali si circonda per mistificare la realtà, unico modo per evitare di affrontarla. Due sparatorie in pieno centro – scrive Saviano – e una bambina di 10 anni ferita in un luogo affollatissimo della città: ma il sindaco è infastidito dalla realtà, a lui non interessa la realtà, a lui interessa l’idea, quell’idea falsa di una città in rinascita: problema non sono le vittime innocenti del fuoco della camorra, problema è che poi Saviano ne parlerà. Il contesto nel quale nascono e crescono le organizzazioni criminali, fatto di assenza delle regole e lassismo, da quando lui è sindaco non solo non è mutato, ma ha preso una piega più grottesca: ora la camorra in città è minorenne e il disagio si è esteso alle fasce anagraficamente più deboli”. Che dire? Non ci piacciono ne’ l’uno ne’ l’altro: lo scrittore per la sua retorica asfissiante sulla camorra e per l’arroganza con cui si ritiene unico depositario del contrasto alla criminalita’ organizzata; il sindaco Luigi De Magistris per il suo populismo e per aver usato la sua carriera di magistrato e le sue fallimentari inchieste giudiziarie per poter scendere in politica. Di una cosa c’e’ da star sicuri: di questo botta e risposta la camorra sorride mentre Napoli piange.

“Io scelto come senatore in caso di vittoria del Si? Non credo proprio, li’ sara’ la casta che scegliera’, e se la canteranno e suoneranno tra loro. Comunque, io non ho nessuna intenzione di andare in Senato, con tutti gli impegni che ha un sindaco e’ impossibile”. Lo dice il sindaco di Napoli Luigi De Magistris al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Se De Luca, come Regione Campania, la indicasse, lei direbbe di no? “De Luca non mi indicherebbe, forse lo farebbe solo per togliermi da Napoli qualche giorno, ma io voglio restare qui e fare il sindaco”. Ritiene che il doppio impegno sarebbe troppo complesso da affrontare? “Se si vuole fare il senatore in modo serio, si’. Altrimenti se si vuole andare a Roma, alzare la mano, votare e  andarsene e’ un altro discorso”.