La Bce, che ha lasciato i tassi di interesse fermi al minimo storico, alza la stima della crescita 2016, dall’1,4% all’1,6%, e ritocca anche la stima dell’inflazione, che passa dallo 0,1% allo 0,2%. In questo scenario, assumono grande valore le parole del presidente Mario Draghi. La ripresa resta “modesta ma stabile. “La crescita continua ad essere sostenuta dalla domanda interna” mentre incidono negativamente le esportazioni deboli. La domanda interna resta sostenuta dalla trasmissione delle nostre misure di politica monetaria all’economia reale. I rischi al ribasso “continuano a riguardare gli sviluppi nell’economia globale, il prossimo referendum britannico e ad altri rischi geopolitici”. Proprio sul rischio Brexit la riflessione di Draghi. ‘La posizione della Bce rispetto all’ipotesi è inequivocabile: rimanere nell’Unione europea fa bene alla Gran Bretagna e fa bene all’Europa, ma la Bce è pronta a qualunque scenario:in caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, la Bce “valuterebbe la natura e l’impatto dell’eventuale shock, vigilando anche sugli effetti secondari”.





