Mattarellum

“Noi siamo gli unici che fino ad ora hanno fatto una proposta vera, abbiamo detto Mattarellum, abbiamo depositato, chiesto di iniziare a discutere su questo, ci hanno risposto di no senza fare delle controproposte. Io penso che adesso spetta a chi non vuole cambiare la legge elettorale ma dice di volerlo fare, di avanzare una proposta sulla quale noi faremo le nostre valutazioni”. Lo ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini ai microfoni dell’Agenzia Vista a margine dell’Assemblea delle idee promossa da Italia dei Valori per creare un tavolo di confronto tra le varie realtà della sinistra. Presenti Giuliano Pisapia e Roberto Speranza.

“Il Mattarellum va bene, sono d’accordo”. Così ha risposto Umberto Bossi a chi gli ha chiesto un commento sulle parole di Matteo Renzi che ieri ha sostenuto in alcune interviste a testate nazionali che con la Lega il Pd avrebbe i numeri in Parlamento sulla legge elettorale per una modifica che torni al Mattarellum. “Nonostante in commissione alla Camera sia Forza Italia che Ap si siano detti contrari a quella legge elettorale, facendo mancare i numeri”, per Renzi, come ha sostenuto a Corriere live “Pd e Lega sono a favore” e quindi la partita non è chiusa. L’ex premier ha aggiunto: “Gli altri vogliono dire no al Mattarellum? Votino”.

Sulla legge elettorale “la posizione di Ap e’ chiara da mesi, per noi si rende necessario un sistema proporzionale a turno unico con un premio di maggioranza al 40 per cento, esteso anche alle coalizioni e non solo alla lista, e soglie di sbarramento al 3 per cento per Camera e Senato”. Lo ha detto Dore Misuraca, capogruppo di Ap in commissione Affari costituzionali alla Camera. “In questo modo – ha spiegato – riusciremmo ad armonizzare i due sistemi elettorali e a creare i presupposti per garantire maggioranze omogenee nei due rami del parlamento”. Per Misuraca si tratta di una posizione “che fa i conti con la realtà, dove vige un sistema tripolare, e non piu’ bipolare, e per il quale il Mattarellum non risulta piu’ un’ipotesi percorribile, pena un’inevitabile ingovernabilità”.

“La legge elettorale e’ cruciale per dare stabilita’ e governabilita’ al nostro Paese. Bene ha detto Andrea Orlando nella sua intervista a QN: e’ necessario mettere mano subito al sistema elettorale, chiudendo l’inutile balletto sul Mattarellum, su cui tutti – renziani compresi – sanno che in Parlamento non c’e’ alcuna possibilita’ di intesa. E’ ora di mettersi al lavoro seriamente, dando al Paese una legge elettorale che non dia spazio ad alleanze ballerine, ma a coalizioni solide, risparmiando all’Italia un futuro di larghe intese. Non abbiamo tempo da perdere. Spetta al PD assumere l’iniziativa”. Lo dice Antonio Misiani, parlamentare Pd e sostenitore della Mozione Orlando.

“La legge elettorale c’e’ , la Consulta ha dato una sentenza che anche in questi termini dice parole chiare. Mi pare giusto che il Pd chiarisca se ci sono le condizioni per il Mattarellum”. A dirlo il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, arrivando a Rimini. “Se non ci sono le condizioni- aggiunge- capisco anche che non si puo’ tirare una discussione in lungo solo perche’ va tirata in lungo. Se c’e’ convergenza su Mattarellum in tempi ragionevoli, bene. Altrimenti c’e’ una legge elettorale”.

“Cessano gli alibi per tutti. Se la politica non e’ in grado di dare un colpo di reni per fare una legge migliore di quella che scaturisce dalle sentenze, comunque si puo’ votare in tempi molto rapidi”. Lo afferma Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera del Pd, in un’intervista a La Stampa, dopo la sentenza della Consulta. “In ogni caso – prosegue – adesso si puo’ entro l’estate. Come evidente, la responsabilita’ di sciogliere le Camere e’ in capo al presidente della Repubblica. Quindi i tempi ci sono per fare una buona legge o andare a votare con questa”. Non ci sara’ ora una resistenza per evitare il voto subito? “A leggere le dichiarazioni a caldo – risponde -, mi pare che siano nella stragrande maggioranza tutti per andare al voto. Ma sono gli stessi che di volta in volta sul tema della legge elettorale hanno cambiato opinione, talvolta ribaltandola, tre, quattro o anche cinque volte”: “I cinque stelle hanno cambiato idea quattro volte: mattarellum, democratellum, proporzionale e ora Italicum, che fino a sei mesi fa era una legge fascista, ora va bene. Sinistra Italiana ha firmato la mozione con me per il Mattarellum e ora vuole il proporzionale. Forza Italia ha scritto e votato l’ Italicum piu’ volte e ora vuole il proporzionale. La lega ha votato contro il Mattarellum e ora e’ a favore”.

“Il mattarellum puo’ essere una base positiva di partenza”. Lo dice Roberto Speranza (Pd) a Rainews24. “Dobbiamo trovare i numeri nella discussione politica – afferma il parlamentare – Perche’ e’ inimmaginabile ricorrere a strumenti come la fiducia. Si usi il mattarellum come base di partenza poi vedremo nella discussione parlamentare dove si arriva”. E a chi gli chiede perche’ non sia stato fatto quando Roberto Giachetti ha presentato una mozione per il ritorno al mattarellum, Speranza risponde: “Era una mozione del tutto strumentale che non aveva grande senso se non quello di rendere piu’ difficile il percorso di avvio del governo Letta. Una mozione non e’ una legge”.

Ben consapevole dell’importanza della legge elettorale per la rappresentanza democratica, il dibattito che non accenna a placarsi sul modello elettorale da adottare nel nostro Paese sta assumendo i toni della farsa. Siamo alle prese con una congiuntura economica e sociale a dir poco critica. I livelli di crescita e la produttivita’ dell’azienda-Paese sono pressocche’ stabili. Aumenta la pressione fiscale sostanziale, cresce la disoccupazione giovanile, rimane alta quella generale. Ma il cuore dei problemi nell’agenda politica rimane la legge elettorale. I maggiori partiti optano per il maggioritario, i piccoli partiti per il proporzionale (che garantisce una effettiva rappresentativita’ ma non la governabilita’) in grado di assicurare loro sopravvivenza. Riusciranno i partiti a rendere omogenea la legge elettorale sia per la Camera sia per il Senato, come da indicazione del Capo dello Stato? Le alternative sono 5: Mattarellum: maggioritario con collegi uninominali e con il 25% dei seggi assegnati con il proporzionale; Consultellum: il sistema che uscirebbe dall’ordinanza della Consulta nel caso in cui venisse bocciato il doppioturno e che prevede preferenze e proporzionale con sbarramento all’8% per il Senato e del 3% per la Camera; ‘Italicum bis’ nel caso in cui la Consulta dovesse salvare il ballottaggio previsto dall’Italicum e che prevede il doppio turno e la soglia, per ora al 40%, per la vittoria al primo turno; sistema proporzionale con minipremio di maggioranza alla lista o alla coalizione che arriva prima; modello tedesco: meta’ seggi assegnati con il proporzionale e meta’ con il maggioritario. Ebbene, uno di questi modelli sara’ quello vincente, ma per la politica non c’e’ fretta: senza legge elettorale nessun rischio di voto anticipato. Ma intanto non si parla d’altro.

“Ci vuole una classe dirigente per correre con il Mattarellum. Spinge al bipolarismo” e “in due mesi si aggiornano i collegi. Diamo uno strumento con cui votare al paese e andiamo alle urne”. Così il senatore della Lega Roberto Calderoli, in una intervista a Repubblica. La Lega apprezza il Mattarellum “perche’ noi abbiamo una classe politica che si e’ formata nelle amministrazioni e abbiamo le facce da mettere in pista per potere competere contro gli altri candidati”, mentre “Se Grillo candida il buontempone del paese, nessuno lo vota”. E per Calderoli “il Pd ha una sua classe dirigente che puo’ mettere in pista. Sono convinto che se si mette in campo questo sistema si torna al bipolarismo”, sostiene il senatore per il quale, invece, Forza Italia è divisa su vari fronti. “Da un lato – spiega – Confalonieri, i figli di Berlusconi preferiscono il proporzionale che garantisce di stare in un’alleanza di governo comunque, sia pure come socio di minoranza. Questo consente di tutelare meglio gli interessi dell’azienda. Dall’altro, le figure valide forziste devono essere spese in collegi che poi possono rivelarsi a rischio”. Sulla possibilita’ di introdurre modifiche alla legge elettorale, Calderoli dichiara: “Si potrebbe intervenire sullo scorporo, cosi’ da eliminare le liste civetta. Prevedere il voto in una sola scheda”. E sui tempi: “Un mese e mezzo basta per fare la legge”.

‘La proposta di ripartire dal Mattarellum, che sta emergendo dall’Assemblea nazionale del Partito democratico, e’ un buon argine alla voglia di proporzionale che si e’ fatta largo all’indomani del voto referendario, ed e’ coerente con la vocazione maggioritaria del Pd”. Lo dichiara Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani. “Rappresenta quindi un buon punto di partenza per il dibattito parlamentare su una riforma che, a nostro avviso, dovra’ avere al centro i collegi uninominali: il solo strumento in grado di ricucire lo strappo tra paese e istituzioni, perche’ assicura un rapporto diretto tra elettori ed eletti attraverso regole chiare e comprensibili, senza calcoli algebrici basati sulle esigenze dei partiti. Perche’ permette ai cittadini di conoscere davvero i propri eletti, cosi’ da poterne giudicare l’operato. Una riforma basata sui collegi uninominali e’ quindi quello che serve per restituire credibilita’ alla politica e alle istituzioni. Come Radicali ci impegneremo nelle prossime settimane, anche ad aprire un dibattito pubblico che aiuti il parlamento nel percorso di riforma, scongiurando la cessione di ulteriori spazi al proporzionale”, conclude Magi.