Maurizio Martina

“Non si e’ mai trattato di decidere con un si’ o un no, se fare un’alleanza o votare la fiducia a un governo Di Maio. Si trattava di lanciare con il confronto una sfida politica e culturale diretta a quel Movimento che tanto ha eroso il nostro consenso anche il 4 marzo”. Lo ha detto il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, aprendo la direzione nazionale del Pd. “Dovevamo sfidarli proprio sul terreno del cambiamento – ha aggiunto Martina -. Nessuna rinuncia ai nostri valori, non una resa ma un rilancio”. Martina si fa cosi promotore di quella iniziativa sostenuta da parte del Pd di un confronto con il M5S, in contrapposizione ai renziani che hanno detto no a qualsiasi forma di dialogo con i grillini

“Il PD non cerca alchimie elettorali ma un percorso nuovo di coalizione per il centrosinistra”. Lo ha detto il vicesegretario del Partito democratico Maurizio Martina a margine di una iniziativa. “Bisogna unire le forze anziche’ dividersi e questo dovrebbe essere l’imperativo per tutti quelli che non vogliono consegnare l’Italia a Berlusconi, Salvini, Di Maio e Di Battista – ha continuato – Le condizioni per una svolta unitaria non piovono dal cielo ma si determinano con la responsabilita’ politica e a Napoli tutto il PD ha indicato questa via”.

La semplificazione della burocrazia e delle norme europee sugli aiuti agli agricoltori e piu’ in generale della politica agricola Ue (Pac) e’ “importante per l’agricoltura italiana”. Lo ha detto a Lussemburgo il ministro Maurizio Martina, che partecipa al Consiglio dei ministri Ue. “Sono molto soddisfatto. In questi mesi abbiamo lavorato molto intensamente, anche con incontri bilaterali con la Commissione, a livello tecnico e politico, per misure concrete di semplificazione e tutela dei nostri agricoltori, per una politica agricola davvero piu’ vicina alle esigenze delle imprese. Un grande lavoro e’ stato svolto dagli europarlamentari, in particolare da Paolo De Castro, che ha dato un contributo decisivo per migliorare i testi e ottenere risultati importanti. Penso alle misure per i giovani agricoltori, al taglio di burocrazia che arriva con le nuove regole e ai miglioramenti apportati alla gestione del rischio”.

“Il progetto del Pd per l’Italia e’ un progetto aperto, vitale, alternativo a chi pensa di proporre al Paese estremismi e populismi, noi siamo interessati a confrontarci con tutte le forze che vogliamo lavorare al nostro fianco non competitive ma cooperative”. Cosi’ il vicesegretario del Pd Maurizio Martina aprendo la Festa nazionale dell’Unita’ a Imola. “Senza la forza di realta’ come Imola, di territori come l’Emilia-Romagna – ha detto – noi non avremmo mai costruito la prospettiva di uscita dalla crisi durissima che dal 2007-2008 ha attraversato questo Paese, che ora torna a credere in se stesso e costruire il futuro della propria comunita’ nazionale, del proprio orizzonte”. “La buona politica – ha ribadito Martina – non si scopre per un clic sul web o da qualche parte in Tv, ma andando a vedere i tanti amministratori locali, i tanti che si fanno il mazzo nel territorio e costruiscono soluzioni e noi abbiamo la fortuna di avere un patrimonio inestimabile di queste persone”. A Imola “il Pd – ha aggiunto – accende i motori di un Paese che deve riconoscere la propria forza, non banalizzare le sofferenze che ancora ci sono ma lavorarci ancora e essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto in questi anni come dimostra il lavoro di Giuliano Poletti”.

“Difendiamo il mondo delle imprese agricole: il Governo riconosca lo stato di calamita’ alle 10 Regioni colpite dalla siccita’ come il Veneto. Non ci possono essere regioni di serie A e regioni di serie B. Quanto e’ accaduto a Vicenza – una pesante grandinata ha devastato le colture dell’Alto Vicentino – e’ emblematico di una situazione che e’ insostenibile e sulla quale bisogna intervenire al presto”. Lo afferma il senatore Udc Antonio De Poli che, a Palazzo Madama, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro delle politiche Agricole Martina e al ministro dell’Ambiente Galletti. Secondo De Poli “non si puo’ vivere sempre nella logica dell’emergenza”. “Serve una politica di lungo respiro – chiarisce – con maggiori investimenti che potenzino la rete di invasi sui territori e di intervenire sulla rete degli acquedotti visto che il 25% degli acquedotti e’ stato costruito 50 anni fa. Alla recente assemblea dell’ANBI (associazione nazionale Consorzi di tutela gestione territorio e acque irrigue), e’ stato presentato il Piano nazionale degli invasi: 20 miliardi di investimenti in 20 anni. Secondo Coldiretti, in Italia, si riesce a raccogliere solo il 10% dell’acqua piovana: e’ evidente che c’e’ un gap infrastrutturale che va colmato al piu’ presto per migliorare le reti idriche, da Nord a Sud. Investire oggi vuol dire evitare un esborso di risorse equivalente se non maggiore domani, a causa dei danni subiti dall’agricoltura”, conclude De Poli.

Domani, alle 18 presso la sede nazionale del Partito Democratico, si terra’ la prima iniziativa di ‘FUTURA!’, associazione di cultura politica con l’obiettivo di contribuire a elaborare idee e proposte utili per il progetto democratico e l’Italia. Ospiti del confronto di domani con il vicesegretario PD Maurizio Martina saranno Andrea Rossi, responsabile nazionale dell’organizzazione PD, e i docenti della Facolta’ di Scienze Politiche della Statale di Milano Luciano Fasano e Paolo Natale, autori del libro ‘L’ultimo partito’. All’iniziativa prenderanno parte parlamentari, segretari territoriali, amministratori locali, iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico. Coordineranno i lavori il vice capogruppo vicario del Pd alla Camera Matteo Mauri e la sottosegretaria Paola De Micheli.

“Dare vita a un forum nazionale dei circoli significa dare protagonismo prima di tutto a chi, nei territori, vive la militanza e la partecipazione politica come autentico servizio”. Lo dice il vice segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, aprendo a Milano i lavori del Forum nazionale dei Circoli Pd. ”Abbiamo davanti a noi – prosegue Martina – una sfida ambiziosa e necessaria. Fare un partito nuovo contemporaneo. Farlo aperto, inclusivo e radicato. Un partito umile e utile, come ci ha insegnato l’esperienza delle magliette gialle. Penso al partito della mediazione sociale. Della nuova responsabilità sociale. Per riannodare i fili tra bisogni e interessi, fra aspettative individuali e necessità collettive. Un progetto in grado di ascoltare e capace di costruire alleanze nella società, con le persone in carne ed ossa, con le associazioni e le comunità, prima ancora che con sigle di partito”.

“Il regolamento Omnibus deve essere un’occasione utile a rafforzare l’agricoltura europea, attraverso una politica agricola comune meno burocratica e piu’ attenta alla tutela del reddito delle imprese agricole. L’approvazione di oggi in Commissione agricoltura del Parlamento europeo segna un passo in avanti fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Grazie anche al forte impegno di Paolo De Castro c’e’ una proposta piu’ ambiziosa, soprattutto sul fonte della gestione dei rischi e dell’equilibrio dei rapporti nella filiera agroalimentare. Sono due temi sui quali l’Italia continuera’ il suo impegno, perche’ sono nodi essenziali dell’esperienza agricola nazionale”. Cosi’ il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.

In occasione dell’apertura del 51esimo Vinitaly, domenica scorsa il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha avuto un incontro bilaterale con il Commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan. Al centro del confronto le sfide piu’ importanti dell’agricoltura in vista della riforma della Pac post 2020. Si e’ concordato sulla necessita’ “di confermare lo stanziamento delle risorse per il comparto agricolo, che rappresenta un investimento strategico nel processo di integrazione europea non solo per gli agricoltori, ma per tutti i cittadini. L’attivita’ agricola svolge un ruolo insostituibile nella produzione del cibo, nella tenuta del paesaggio e nella sostenibilita’ ambientale complessiva del continente”. Martina ha ricordato le priorita’ per l’Italia, “a partire dal rafforzamento ed estensione del modello delle organizzazioni comuni di mercato ad altri settori, attraverso un terzo pilastro dedicato. L’obiettivo e’ dotare di strumenti piu’ forti le filiere, guardando anche al successo di questo modello nel settore vitivinicolo. Servira’ una nuova Pac piu’ semplice, con strumenti diretti di gestione del rischio che rispondano meglio alle esigenze di tutela del reddito di chi produce. Sulla ripartizione delle risorse l’Italia ha ribadito la contrarieta’ al solo criterio della superficie, che non tiene conto degli sforzi produttivi e di tutela della biodiversita’ degli agricoltori italiani in particolare. Sul fronte dello sviluppo rurale il Commissario europeo ha annunciato un pacchetto di iniziative di semplificazione, ribadendo l’importanza per le piccole e medie imprese della piattaforma italiana multiregionale di garanzia lanciata ieri per la prima volta in Europa con quasi mezzo miliardo di investimenti Ue e nazionali”.

“Sarebbe una follia rinunciare alla Pac (Politica agricola comune, ndr), penso che, più delle parole, valga la paura che hanno gli agricoltori inglesi che, con la Brexit rischiano di perdere le coperture garantite fin qui dalla politica agricola comunitaria”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina intervenendo all’ottava Conferenza economica della Cia-Agricoltori italiani ‘Agricoltura crea valore’ che si chiude oggi a Bologna. “Quella paura – aggiunge Martina – dice che non c’è prospettiva al di fuori della prospettiva agricola europea. Poi è giusto discutere dei grandi limiti della Pac, che va sicuramente migliorata, ma non ci si può rinunciare”. “Abbiamo davanti – prosegue Martina – una battaglia di cambiamento, insieme, della Pac. Ci sono tre grandi questioni di cui da tempo discutiamo e che vanno messe a fuoco ancora meglio: costruire strumenti sempre più utili alla tutela del reddito, affrontare il nodo nella discussione europea della gestione del rischio in maniera ancora più radicale di quanto non è stato fatto fin qui e, infine, il tema dell’ossessione per la semplificazione. Obiettivi che dobbiamo portare a compimento”.