Maurizio Martina

“Dopo la catastrofe che ha colpito l’Abruzzo e l’eccezionale maltempo che ha investito molte regioni d’Italia, serve un piano straordinario di ricostruzione agricola e su questo ci aspettiamo un aiuto dall’Europa”. Lo dice il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che si recherà a Bruxelles dove incontrerà il commissario per l’Agricoltura, l’irlandese Phil Hogan. “L’Italia – aggiunge il ministro – è prioritariamente concentrata sugli interventi straordinari imposti da questa situazione eccezionale creata dal combinato del terremoto continuo e di calamità atmosferiche come non si vedevano da decenni. E la situazione è particolarmente grave per il sistema agricolo e agroalimentare che già era stato duramente colpito dalle precedenti scosse di terremoto nel Centro-Italia. Per questo è necessario un piano straordinario, che richiederà risorse economiche ingenti”.

E’ stato istituito ufficialmente il ‘Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri’, la nuova unità prevista con la riforma della Pubblica Amministrazione che ha determinato la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei carabinieri. La cerimonia di istituzione è avvenuta questa mattina a Roma, presso la Caserma “Salvo D’Acquisto”, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. A capo della nuova Unità c’è il Generale di Corpo d’Armata Antonio Ricciardi, Vice Comandante dell’Arma, che, nel corso della stessa cerimonia, ha ceduto il Comando delle Unità Mobili e Specializzate Carabinieri “Palidoro” al Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola. Il nuovo Comando, che per il modello organizzativo e operativo di presidio del territorio dell’Arma dei Carabinieri garantisce il più alto livello di potenziamento della tutela agroambientale, sviluppa le capacità dell’Italia di preservare e difendere il suo patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare con l’apporto di circa 7 mila uomini specializzati impiegati sul campo.

La Camera dei deputati ha approvato definitivamente la legge per il contrasto al caporalato e al lavoro nero. In una nota il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali sottolinea che la norma introduce maggiori garanzie per la tutela della dignità dei lavoratori agricoli, alcune innovazioni concrete sul lato penale che alzano il livello del contrasto, come è stato fatto contro la criminalità organizzata, e misure più forti a favore delle imprese agricole in regola. “Lo Stato – ha affermato il ministro Maurizio Martina – risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l’agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento, che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono un’ingiusta concorrenza sleale”. Ha continuato il ministro: “C’è tanto lavoro da fare e una legge da sola non basta, ma le direzione che abbiamo tracciato è inequivocabile. Dobbiamo lavorare uniti per non avere mai più schiavi nei campi”. Tra le novità, si stabiliscono nuovi strumenti penali per la lotta al caporalato come la confisca dei beni come avviene con le organizzazioni criminali mafiose, l’arresto in flagranza, l’estensione della responsabilità degli enti. La nuova legge prevede anche la responsabilità del datore di lavoro.

Intesa sul tabacco italiano oggi a Palazzo Chigi, dove è stato siglato un accordo tra Jti (Japan Tobacco International) e il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che mira all’acquisto e al rilancio della coltura diffusa in Toscana, Umbria, Campania, Veneto e Lazio. Si tratta di un impegno quadriennale di ulteriori 160 milioni di euro, che porta il totale degli investimenti del gruppo giapponese in Italia a 620 milioni di euro. “Abbiamo gestito in questi anni una fase molto complicata del settore, si è passati dal vecchio regime delle quote al nuovo mercato e non era scontato che il settore reggesse dal punto di vista innanzitutto agricolo, come ha retto – ha detto il ministro Maurizio Martina – Questo lavoro va quindi incoraggiato e un’intesa come questa, con prospettiva quadririennale dà il senso di un investimento che l’azienda fa sul Paese e viceversa. Questa intesa è segno che abbiamo deciso di rilanciare il settore sia dal punto di vista della qualità che della quantità”. Per Martina “ormai le politiche della sostenibilità fanno un tutt’uno con le politiche della produttività in questo settore e sono certo che quest’intesa produrrà effetti molto significativi”. Per il presidente di Jti Europa occidentale Vassili Vovos, “e’ il segno tangibile del nostro supporto a questo importante settore italiano”.

Oggi manifestazione in tutta Italia indetta da Coldiretti per la tutela del grano locale. Centinaia di trattori hanno sfilato per le vie delle principali città contro il crollo dei prezzi e per protesta verso il governo nazionale che definiscono disinteressato. che “il grano viene pagato a metà deIlo scorso anno su valori che non coprono i costi di produzione e provocano l’abbandono e la desertificazione”. Le perdite sarebbero pari a 700 milioni. La protesta ha anche l’obiettivo di promuovere l’uso del grano italiano e di qualità. In un anno le quotazioni del grano duro destinato alla pasta hanno perso il 43 per cento del valore, mentre il prezzo del grano tenero per la panificazione è calato del 19 per cento. “Stiamo lavorando per tutelare il reddito degli agricoltori e allo stesso tempo per aumentare l’approvvigionamento di prodotto nazionale da parte dei trasformatori, puntando a migliorare i rapporti nella filiera”, ha detto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Gli agricoltori, nella guerra del grano, lamentano anche le “importazioni a dazio zero”.