Maurizio Sacconi

“Nulla piu’ della persistente bassa inflazione segnalata dall’Istat indica la insufficiente vitalita’ dell’economia e della societa’ italiana”. Lo scrive il presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Energie per l’Italia), nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi. “E’ come se un tappo continuasse a comprimere la propensione a consumare, ad investire e a fare lavoro”, aggiunge Sacconi. “Tocca alla politica, alla buona politica -prosegue – rimuovere questo tappo e incoraggiare una vera ripresa, quale si e’ gia’ prodotta nei maggiori paesi con cui ci confrontiamo, stimolando la domanda interna e il salto tecnologico dell’offerta di beni e servizi. Meno tasse sulle imprese, sul lavoro, sugli immobili significano inevitabilmente meno spesa pubblica. La buona politica dovra’ promettere con credibilita’ meno spese per garantire meno tasse”.

“Grazie all’iniziativa di molti parlamentari e di parti della stessa maggioranza, le tre leggi divisive, codice antimafia, biotestamento e ius soli, non arriveranno ad approvazione nei termini ipotizzati. Anzi, due di esse non potranno essere votate dal senato per l’indisponibilita di AP a concedere il voto di fiducia. La stessa ripresa economica si produrra’ solo se si risvegliera’, in un clima di coesione nazionale, il circuito della fiducia. L’Italia e’ infatti una societa’ rattrappita perche’ sfiduciata e molti in essa ritengono di non avere oggi rappresentanza politica come testimonia la bassissima partecipazione al voto. Lo stop alle leggi divisive e’ peraltro condizione necessaria per concentrare l’attenzione sulla legge di Bilancio e sulle azioni di messa in sicurezza del debito e delle banche. Vera priorita’ perche’ la stabilita’ e’ premessa della crescita”. Lo scrive nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Energie per l’Italia).

“Aderisco, dopo due anni di lavoro politico indipendente, al progetto politico di Stefano Parisi che non si risolve in un nuovo piccolo partito”. Ad annunciare la scelta di far parte del progetto Energie per l’Italia e’ il Presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi che auspica di essere l’apripista anche per l’intera Ap, la nuova Alternativa Popolare di Angelino Alfano, perche’ sia parte di questo percorso politico. “La crisi del governo che ha riunito dall’inizio della legislatura partiti aderenti al PSE e al PPE, avviatasi con la rottura del patto per le riforme in occasione della elezione del Presidente della Repubblica, si e’ ora definitivamente prodotta – spiega – con la regressione a sinistra del Pd. Si ripropone quindi ancor piu’ la necessita’ di un’area liberalpopolare fortemente identitaria nei principi e nei programmi, impegnata a rappresentare soprattutto i bisogni e le aspirazioni del ceto medio italiano”. Per Sacconi “La speranza di una coalizione di centrodestra con vocazione maggioritaria si realizza nella ineludibile condivisione dei nodi fondamentali della futura azione di governo. In particolare l’adesione all’euro, in un rinnovato contesto istituzionale europeo, e’ imprescindibile per gli straordinari costi economici e sociali che conseguirebbero all’abbandono della moneta unica”. Secondo sacconi “Energie per l’Italia puo’ concorrere a rinnovare l’offerta politica alternativa a tutte le sinistre, da quella di Renzi al movimento di Grillo, consolidandone il baricentro attraverso la aggregazione dal basso di tutte le aree di ispirazione liberale e popolare. Confido che la stessa Alternativa Popolare vorra’ essere parte di questo percorso”.

“La fragilita’ bancaria italiana non c’entra con il referendum. Essa trae origine da specifiche gestioni aziendali, dalla crisi e da un quadro regolatorio sovranazionale ed europeo che penalizza gli investimenti, e le conseguenti sofferenze, nella economia “reale” mentre giustifica piu’ generosamente quelli nelle attivita’ finanziarie. Asimmetrie determinate dal differente peso politico degli Stati di riferimento delle banche. La speculazione e’ da tempo all’opera sui nostri titoli. Da domani, chiusa comunque la pagina elettorale, il buon senso vorrebbe una specifica attenzione a questo primario elemento della stabilita’ nazionale affinche’ si determini subito un clima di dialogo, di condivisione, di solidarieta’ nazionale se necessario. Tocca al Governo la prima mossa e, ove ci sia, alle opposizioni verificarne la sincerita’”. Lo dichiara il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi.