Merkel

“Non mi aspettavo questo risultato. Penso pero’ che la cancelliera Merkel e’ confrontata con una sfida che e’ molto europea e non leggo in queste elezioni un rischio di passi indietro per l’Europa”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a margine del G7 Industria, commentando il risultato delle elezioni politiche in Germania. Riguardo al futuro dell’Unione europea, “penso che ci sia da parte della cancelliera Merkel il desiderio, la necessita’ di lasciare una legacy forte sull’Europa, che ha avuto grandi scossoni prima con la crisi dei debiti sovrani e poi con la crisi migratoria e che quindi ha la necessita’ di ricostruirsi e penso che questa sia la sua sfida di leadership politica”. Detto questo, tuttavia, ha continuato il ministro “poi e’ chiaro che questo risultato ha anche elementi che destano preoccupazione ma credo che alla fine la volonta’ e la comprensione della necessita’ di far ripartire il processo europeo ci sia e dia largamente diffuso tra i leader europei, in primo luogo in Germania”. Alla luce della stagione elettorale che si sta per aprire anche in Italia, a chi gli chiedeva se possa esserci il rischio di un risultato analogo a quello tedesco, con una avanzata della destra, Calenda ha replicato: “Non lo so. Ogni Paese e’ fatto a modo suo, ogni Paese ha le sue componenti populiste di colori differenti”.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha chiuso la serie dei discorsi di omaggio al suo predecessore Helmut Kohl nella cerimonia funebre a Strasburgo con una frase dedicata all’attuale generazione politica: “Tocca ora a noi custodire la sua eredita’”, ha detto ricordando l’appartenenza a una generazione che ha vissuto “le notti di terrore e le bombe” causate dal nazionalsocialismo e ha esortato a “lottare perche’ l’Europa non conosca piu’ guerre”. “Milioni di persone sono in debito con Khol”, ha aggiunto Merkel, riconoscendo all’ex cancelliere il ruolo di architetto della riunificazione tedesca e di grande guida dell’Unione Europea. “Cose come l’euro non sarebbero esistite senza di lui”, ha sottolineato, “grazie Helmut per le opportunita’ che hanno ricevuto da lei i tedeschi e gli europei”.

Sui migranti e sulla crisi economica “Abbiamo mancato di equilibrio nella solidarietà”, e ciò ha determinato “shock asimmetrici”. Lo ha detto il presidente della Francia, Emmanuel Macron, in conferenza stampa assieme alla cancelliera Angela Merkel al termine del Consiglio europeo. Sugli sbarchi, ha continuato Macron, “non abbiamo ascoltato l’Italia sull’ondata di migranti che stava arrivando”. E ha aggiunto: “servono regole comuni Ue, sia che si tratti della Rotta balcanica sia di quella dalla Libia”. Angela Merkel ha dichiarato: “Se siamo insieme attorno a un tavolo, se abbiamo frontiere comuni, dobbiamo metterci al posto di un premier greco o di un presidente del Consiglio italiano che vedono arrivare ogni giorno migliaia di rifugiati”. Ed ha aggiunto: “Non smettero’ di parlarne”, perché la solidarieta’ sia dimostrata da tutti gli Stati membri.

La costruzione dei muri “non risolve il problema della migrazione illegale”: lo ha sottolineato la cancelliere tedesca Angela Merkel, in visita in Messico. “Bisogna combattere le cause che motivano le persone a lasciare il proprio Paese, e’ necessario aiutare, dare prospettive di una vita migliore, parlare con i governi” che affrontano il tema delle migrazioni, ha detto la cancelliera durante una visita in un museo, dopo aver incontrato il presidente Enrique Pena Nieto, con il quale ha firmato una serie di accordi. Merkel ha inoltre sottolineato l’importanza della “lotta al crimine organizzato e al narcotraffico”. Cosi’ come ha fatto anche in Argentina riferendosi alle trattative tra l’Ue e il Mercosur, Merkel ha detto che punta ad un aggiornamento dell’accordo tra Bruxelles e il Messico.

“Mi auguro che il prossimo governo italiano non sia Merkel dipendente, non vada a Bruxelles e a Berlino col cappello in mano come hanno fatto Monti, Letta, Renzi e Gentiloni”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo a Lecce ai giornalisti che gli chiedevano un commento sugli esiti del G7 e sull’insoddisfazione espressa dalla cancelliera tedesca su risultati del vertice. “La Merkel e’ quella che ha occupato militarmente e finanziariamente l’Europa e adesso si lamenta se qualcuno difende gli interessi dei suoi cittadini?”, ha commentato. “Il G7 – ha concluso – e’ stato una settimana di vacanza pagata dal contribuente senza che concludessero assolutamente nulla. Potevano farsela a loro spese”

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che e’ interesse del suo Paese avere buone relazioni con gli Usa malgrado le divergenze con il presidente Donald Trump su importanti questioni. In un’intervista con un media locale, Funke, Merkel ha aggiunto che i colloqui avuti con il presidente Usa durante la sua visita a Washington e successivamente in un telefonata con il tycoon sono stati “buoni”, ma “questo non esclude che noi abbiamo opinioni diverse su alcuni punti, tra cui importanti questioni”. Merkel ha riconosciuto che l’azione militare contro l’Isis il gruppo Stato islamico era necessaria, ma ha precisato che per la Siria e l’Iraq e’ necessaria una soluzione politica e che un aumento dell’impegno della Germania nella lotta contro i gruppi estremisti “non e’ in discussione”.

Dopo la decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Ue, la cancelliera Angela Merkel esclude l’uscita di altri Paesi. In un’intervista al quotidiano ‘Passauer Neue Presse’ la cancelliera ha detto che i singoli Paesi hanno naturalmente idee diverse sul futuro, ma nel complesso la strada e’ chiara. ‘Piu’ collaborazione a livello di politica di difesa, protezione dei confini, contrasto del terrorismo islamico e soprattutto quello che ci permette di avere successo a livello economico e che garantisce i posti di lavoro ai nostri figli e ai nostri nipoti’, ha detto Merkel in vista delle celebrazioni dei 60 anni del Trattato di Roma che ha istituito la Cee. La premier britannica Theresa May vuole inviare a Bruxelles la richiesta di uscita di Londra dall’Ue il prossimo mercoledi’(29 marzo), ma Merkel non ritiene che questa mossa guastera’ l’umore dei 27 Paesi rimasti. ‘Sapevamo che la lettera sarebbe arrivata, un giorno prima o dopo non e’ importante. Gli Stati membri, che vogliono guardare assieme al futuro, possono anche celebrare assieme’ i 60 anni dell’Europa.

L’America di Trump “non va verso protezionismo e isolazionismo ma verso una cosa antichissima che sara’ nuovissima, il mercantilismo”. E “anche la Germania e’ mercantilista”. Cosi’ Giulio Tremonti, ospite di Lucia Annunciata a ‘In mezz’ora’ su Rai Tre, spiega la presa di posizione di Angela Merkel per un’Europa a due velocita’. Per Tremonti, i trattati di Roma “erano era assolutamente perfetti” perche’ “secondo il principio di sussidiarieta’ di diceva uniamo il necessario per stare insieme ma lasciamo il resto ai singoli Stati”. Secondo l’ex ministro dell’Economia, bisognerebbe chiedere alla Merkel “a quale velocita’ e contro che cosa” dovrebbe cambiare l’Europa. Quanto all’Italia nel gruppo di testa, dice Trenonti, “i tedeschi dicono di no, non ci vogliono”. Per Tremonti oggi si apre una fase “sovranista”. “Credo che nello spirito dei tempi e nell’andamento della storia si apra una fase sovranista – dice – che non vuol dire chiudersi ma difendere quello che hai e valorizzarlo sull’esterno. Lo stanno facendo Usa e Germania, lo deve fare l’Italia. Non possiamo continuare a farci portar via la nostra roba”.

“Trova riscontro anche sul versante parlamentare il richiamo della cancelliera tedesca Angela Merkel ad una Europa futura a piu’ velocita’. Nello sforzo fin qui tentato di procedere in modo unanime, l’Unione si e’ impantanata in un immobilismo che l’ha allontanata dai suoi cittadini e l’ha esposta ai colpi sempre piu’ duri di chi vorrebbe smantellarla. È ora di prendere atto delle differenze: rispettandole, ma senza farsene condizionare”. Lo dichiara la presidente della Camera, Laura Boldrini. “È quello che abbiamo fatto come Presidenti di 15 assemblee elettive di 13 Stati Ue. Siamo partiti in 4, a Montecitorio, nel settembre 2015, e abbiamo allargato il consenso su una dichiarazione che indica nella maggiore integrazione europea la strada da percorrere. Siamo convinti che, alle critiche e al malcontento, si debba rispondere non indebolendo, ma rafforzando l’Europa. A condizione che questa Europa sappia comprendere i costi pesanti che l’austerita’ ha scaricato su milioni di famiglie, metta al centro gli obiettivi del lavoro e di uno sviluppo sostenibile, rafforzi la sua dimensione sociale. Un’Europa che vada verso un’Unione federale di Stati, l’unica che puo’ permettere al nostro continente di avere un ruolo nella competizione globale”, sottolinea. “Su questi temi non c’e’ consenso unanime tra i Presidenti di Parlamento, come ovviamente non c’e’ tra i governi. Sappiamo che le 15 firme sulla nostra Dichiarazione non aumenteranno, perche’ altri Presidenti di Parlamento non vogliono l’integrazione politica. Ma e’ essenziale che chi crede in un’Europa diversa possa costruirla. Dunque le due velocita’ esistono gia’, nei fatti. È di questo che si dovra’ parlare in occasione dell’imminente anniversario dei Trattati di Roma. Solo cosi’, solo indicando una credibile prospettiva futura, si potra’ sfuggire al rischio della celebrazione retorica”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ritiene possibile una Europa a più velocità in risposta alle sfide da affrontare e crede che questo concetto dovrebbe comparire anche nella dichiarazione in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, che si celebrerà a marzo in Italia. La cancelliera lo ha detto al termine del vertice dell’Ue a Malta. A riportare le dichiarazioni di Merkel è il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). La storia degli ultimi anni ha mostrato “che ci sarà anche una Ue a più velocità, che non sempre tutti i membri saranno allo stesso livello di integrazione”, ha affermato Merkel, sottolineando che il vertice si è svolto in uno “spirito di unità”. La discussione sul futuro dell’Europa è al centro dell’attenzione anche alla luce della futura uscita del Regno Unito dall’Ue.