Michelle Obama

Per la prima volta Michelle Obama e Hillary Clinton si sono trovate fianco a fianco sul palco nella campagna elettorale per le presidenziali Usa. La first lady ha partecipato insieme con la candidata democratica ad un evento elettorale a Winston-Salemi n North Carolina, uno degli stati fondamentali per la conquista della Casa Bianca. Ad accoglierle, lunghi applausi. “Voglio ringraziare la più straordinaria delle First Lady”, ha detto Hillary Clinton. “Non vorrei dover dire questo, ma ci sono anche la dignita’ e il rispetto per le donne e per le ragazze in gioco in queste elezioni”, ha dichiarato Michelle Obama. “Hillary – ha affermato Michelle – ha fatto la first lady, la senatrice, il segretario di stato, ha piu’ esperienza di chiunque altro, di Barack, di Bill, e si’, e’ pure donna”. Ed ha aggiunto: “Hillary e’ pronta a fare il commander in chief sin dal primo giorno”. Da parte sua, nel giorno del tandem Hillary-Michelle, il candidato rivale della Clinton, Donald Trump ha annunciato, a sorpresa, che la moglie Melania avra’ adesso un ruolo piu’ attivo nella sua corsa alla Casa Bianca e da qui all’election day dell’8 novembre terra’ “due o tre discorsi importanti”.

Michelle Obama ha debuttato a sostegno di Hillary Clinton nel suo primo discorso elettorale parlando a Fairfax, in Virginia. La first lady è stata accolta con grande calore dalla platea, al grido di “altri quattro anni”. In campo per le presidenziali Usa, Michelle ha detto: “Ho avuto il privilegio di vedere cosa vuol dire fare questo lavoro, Hillary e’ la piu’ qualificata in assoluto per il posto di presidente, e si’,e’ pure donna”. E poi ha ha sottolineato “Quello del presidente e’ un lavoro duro. Abbiamo bisogno di qualcuno con superba capacita’ di giudizio. C’e’ solo una persona adatta per quel posto, e’ Hillary Clinton”. Nel discorso, senza menzionarlo esplicitamente, ha attaccato il candidato repubblicano Donald Trump, per avere messo in discussione la cittadinanza americana di Barack Obama, perchè afroamericano. La risposta a chi dubita che il presidente sia nato negli Usa, ha detto Michelle, l’ha data lo stesso Barack Obama “volando alto quando loro volano basso”. Ed ha affermato, portando come esempio se stessa: “Non dimentichiamo cosa ha reso l’America grande”, ha continuato, ricordando come lei, discendente di uno schiavo abbia potuto frequentare una delle migliori università Usa e il marito, figlio di una madre single, sia arrivato alla Casa Bianca. “Non sono mai stata così fiduciosa sul futuro del nostro Paese”, ha assicurato Michelle Obama, indicando come l’elezione di Trump porterebbe indietro l’America, da tutti i punti di vista, economico e dell’equità, sociale e di genere.

“Mi sveglio ogni giorno in una casa che è stata costruita dagli schiavi….”. Si commuove Michelle Obama, e commuove tutta l’America, in uno dei passaggi più toccanti del discorso della scorsa notte alla convention in cui ha rivendicato la grandezza del suo Paese che ha permesso al primo presidente afroamericano di arrivare alla Casa Bianca ed ora permetterà alla prima donna di diventare presidente. “Questa è la storia di questo Paese, la storia che mi ha portato su questo palco questa notte, la storia di generazioni di persone che hanno sentito le sferza della frusta, la vergogna della schiavitù, la sofferenza della segregazione ma hanno continuato a crescere e sperare e fare quello che dovevano fare perché oggi io mi svegliassi ogni giorno in una casa costruita da schiavi….” ha detto tra gli applausi la prima first lady afroamericana. “E guardo le mie figlie, due belle, intelligenti giovani donne nere, che giocano con i cani sul prato della Casa Bianca e grazie ad Hillary Clinton, le mie figlie, e tutti i nostri figli, ora ritengono scontato che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Non lasciate che nessuno vi dica dobbiamo rendere l’America grande di nuovo – è stato l’affondo finale a Donald Trump – perché questo è il più grande Paese del mondo”.