moderati

“Siamo dei moderati, ma moderati non significa essere ambigui. Noi siamo sempre per i fatti, non abbiamo mai fatto chiacchiere… La nostra sfida è ridare fiducia agli italiani, ai nostri figli, alle famiglie. Siamo tutti europeisti convinti”. Lorenzo Cesa lancia il nuovo simbolo della quarta gamba che sancisce l’alleanza tra la sua Udc e Noi con l’Italia di Raffaele Fitto e Maurizio Lupi.

In una conferenza stampa di presentazione, con a fianco l’ex ministro pugliese, l’eurodeputato assicura che il soggetto centrista appena nato vuol rappresentare il volto moderato della coalizione di centrodestra, che punta a recuperare soprattutto ”gli astenuti e i delusi”. Fitto, presidente di ‘Noi con l’Italia’, sottolinea: ”In un’epoca di grande frammentazione noi non vogliamo certo essere una sommatoria di sigle e siglette, vogliamo dare una nuova offerta politica nell’ambito della coalizione di centrodestra. Non siamo nati solo per fare la campagna elettorale per il 4 marzo, proponiamo un progetto politico per il futuro del Paese con una prospettiva che va oltre i fini elettorali, appunto”. Nessuna “riedizione” della vecchia Dc, chiarisce e assicura: ”raggiungere il 6% è un obiettivo realistico, basta guardare come siamo organizzati sul tutto il territorio nazionale”.

Un messaggio rivolto agli alleati, Fi e Lega in primis, quando arriverà il momento di stabilire la ‘formula’ per la ripartizione dei seggi maggioritari e assegnare la quota di quelli proporzionali. Il nuovo logo, frutto di una lunga trattativa, presenta nella parte alta la scritta ‘Noi con l’Italia’ in bianco su sfondo azzurro-viola, al centro ‘Libertas’, lo storico scudocrociato della Balena bianca con una striscia tricolore e in basso, la dicitura sfumata in piccolo Udc

“Quando Salvini parla di Scelta Civica di Monti crediamo che il primo a dolersene sia proprio Monti, che l’ha lasciata nel 2013 e mai ha speso una parola per una comunita’ politica che dal 2015 e’ guidata dal segretario Enrico Zanetti, le cui battaglie su banche e fisco contro l’establishment sono ben note”. Lo ricorda una nota del partito in cui si osserva anche che “la polemica evidentemente non e’ su Scelta Civica, ma su un progetto piu’ ampio che, anche grazie a Scelta Civica, sta partendo e rafforzera’ in modo significativo l’area moderata del centrodestra”.

“Ci siamo incontrati con Antonio De Poli (Udc), Flavio Tosi (Fare) e Stefano De Luca (Pli) per intraprendere un percorso comune per un migliore coordinamento dei rispettivi movimenti nell’ambito dell’area del centrodestra”. Lo ha detto l’ex ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, aggiungendo che “l’obiettivo e’ un cammino comune di Udc, Partito liberale italiano e Fare per rappresentare un riferimento politico popolare e liberale in un rapporto di collaborazione con Forza Italia”. Ha spiegato Costa: “La nostra prospettiva e’ quella di costruire un ‘ponte’ verso un centrodestra che il presidente Berlusconi ha auspicato essere aperto e inclusivo. Si tratta di una prospettiva politica seria per riunire chi crede nei valori popolari e liberali, aperta al contributo di altre forze che ne condividano lo spirito e i valori e alla collaborazione delle forze della societa’ civile. Il nostro obiettivo e’ quello di rappresentare tanti cittadini moderati che intendono apportare il loro contributo in termini idee e valori all’area di centrodestra. Un cantiere aperto anche a forze civiche di ispirazione territoriale”

“Siamo qui a dimostrazione che i moderati non sono un’astrazione ma esistono. Non servono frottole o campagne acquisti. I sondaggi ci danno al 3/4%, alla faccia di chi ci dà per sciolti”. Lo ha detto, a Rainews24, Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera di Alternativa Popolare, che in questi giorni è a Giardini Naxos per la settima edizione della Summer School organizzata dalla fondazione “Costruiamo il futuro”. “Dobbiamo rimboccarci le maniche, dobbiamo rimetterci in discussione per una nuova proposta politica – ha detto Lupi -, rimetterci insieme prendendo atto del fatto che la maggioranza degli italiani è moderata, non metterci a costruire il futuro guardando al passato, pensando che è glorioso e ci farà vincere”.

“A fine luglio convocheremo a Napoli una sorta di stati generali: non sara’ una convention con le truppe cammellate, ma una seria occasione di confronto su temi e prospettive per il futuro, per elaborare una nuova proposta politica, aiutare il processo di radicamento sul territorio e la ricostruzione della coalizione secondo la linea tracciata dal presidente Berlusconi. In Forza Italia non c’e’ alcuna contrapposizione tra asse del Nord e asse del Sud. La competizione si fa con gli avversari politici, non al nostro interno. In Campania e al Sud il centrodestra non e’ lo stesso del Nord, dove la coalizione si avvale dell`apporto decisivo di alleati come la Lega. Nel Meridione, Forza Italia e’ presente in molte esperienze civiche, ma soprattutto non puo’ contare su alleati forti e organizzati. Inoltre, i consensi che raccogliamo in Campania e al Sud restano di gran lunga superiori a quelli che si registrano al Nord, sebbene qui si perda e in Liguria o in Lombardia la coalizione vinca”. Lo afferma Mara Carfagna, parlamentare di Forza Italia, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno.

Tutti alla corte del deputato del Pd, Giacomo Portas, detentore del simbolo e del nome ‘Moderati, registrato anni fa. L’ultimo in ordine di tempo ad evocarlo é stato Angelino Alfano, e prima di lui Silvio Berlusconi. Ma il parlamentare dice no. In una intervista a Il Tempo e a Il Fatto Quotidiano, ribadisce che il suo movimento ‘I Moderati’ registrato nel 2005, può gravitare solo nell’area di centrosinistra. ‘Alfano abbandoni  Salvini e il centrodestra anche nei Comuni e nelle regioni -spiega Portas -, e si dimostri un vero moderato di centrosinistra: solo a queste condizioni potremmo varare un progetto comune’. Tutto questo per dire che i vari gruppi che si muovono al Centro e che usano la parola ‘moderati’ in ogni frase o dichiarazione politica, non potranno dare vita ad un partito con questo logo e con questo nome. E i simboli, i nomi, nonché i brand in politica contano eccome.

Gianluca Galletti, ministro per l’Ambiente, in una intervista al Quotidiano Nazionale, parla di ‘Centristi per l’Europa’, il nuovo soggetto politico presentato sabato a Roma (Pierferdinando Casini e Giampiero D’Alia gli altri esponenti del progetto moderato). Dopo Ncd, Idea, Popolari per l’Italia, Scelta civica. Ala, Udc, arrivano i Centristi per l’Europa. Perché? “In un quadro politico straordinariamente frammentato, dove la critica all’Europa rischia di moltiplicare la sfiducia dei cittadini e accreditare scenari tanto clamorosi quanto controproducenti, non c’è nessuno che abbia il coraggio di sostenere il contrario: serve più Europa, non meno. Tra una Ue riveduta e corretta e un’Italia che si illude di stare da sola, noi contempliamo solo la prima ipotesi. E occupiamo questo spazio politico”, è la riflessione di Galletti.
“In Italia vince chi aggrega il voto moderato e di fronte ai tanti estremisti in servizio permanente noi riteniamo di poter offrire un solido approdo di programma e di valori. E’ una proposta che richiede coraggio, non vedo elementi di speculazione”, risponde il ministro alla domanda su come vede il posizionamento al centro, la sola strada da percorrere o la “classica prova di ambiguità” di fronte ad un elettorato che si polarizza. Tra Renzi e Berlusconi? “Io con Renzi ho governato tre anni e sono convinto che abbia lavorato bene. Parlo anche da ministro dell’Ambiente: è il governo Renzi a vantare il provvedimento sugli eco-reati. E molto altro, dal Jobs Act alla Buona Scuola. Si poteva fare meglio? Certo, sono il primo a dirlo. Ma intanto una strada è stata tracciata. Sarebbe sbagliato se il Pd tornasse a posizioni antiche. Quanto a Berlusconi, spieghi se sta coi lepenisti alla Salvini o vuole riproporsi in chiave moderata: in mancanza di risposta, inutile aprire fronti”, dichiara il ministro

 

Nel giorno in cui il suo movimento ‘Energie per l’Italia’ discute del futuro della Capitale, in un incontro romano con esponenti locali di Forza Italia e all’interno di un tour per l’Italia, Stefano Parisi a ‘Rmc news’ anticipa il progetto per un’area popolare e moderata in Italia. “Il mio lavoro non è quello di sostituire Silvio Berlusconi, che è insostituibile. Ma il centro-destra ha perso 10 milioni di voti, e il rischio è quello di consegnare il paese a Grillo. Bisogna aggiornare i programmi e riconquistare la fiducia degli Italiani: lo si fa con un lavoro comune, come generare un soggetto politico nuovo (il suo, n.d.r.) e nel contempo consolidare il voto di Forza Italia”. Su Roma aggiunge: “Bisogna ripartire dalla costruzione di una unità del centro-destra: con un candidato unico, oggi non avremmo avuto un sindaco inesperto e improprio per il futuro”. Su governo e voto spiega: “Gentiloni sta raccogliendo i problemi dei disastri fatti dalla politica dissennata di Renzi. Bisogna votare presto, ma con una riforma buona: ci vuole un esecutivo forte, per un Paese da ricostruire con un mandato popolare chiaro, di lungo periodo. Mi auguro che si faccia una legge elettorale che duri per 100 anni: spero nel senso di responsabilità dei politici, che non è tanto”. E infine su Tajani. “Dopo la sua elezione a presidente dell’Europarlamento, gli ho fatto gli auguri. Gli Italiani hanno posizioni cruciali nelle istituzioni continentali (Draghi, Tajani). Credo che un ruolo italiano più forte genererà innovazione, in un’Europa sempre più defilata”.

“Il presidente Berlusconi è pronto a dare ancora una volta un importantissimo contributo a Forza Italia e al progetto del centrodestra, confermandosi come unico soggetto capace di aggregare attorno a se il popolo dei moderati, grazie alla sua storia ed il suo profondo rispetto delle istituzioni. Il nostro obiettivo primario è quello di dare vita a una legge elettorale che dia rappresentanza alle sensibilità presenti nel Paese: il modello proporzionale è il modello base che il Parlamento deve assumere come strumento per dare vita alla nuova legge. I premi di maggioranza sconsiderati minano la credibilità della politica”. Lo ha dichiarato il senatore Fi, Renato Schifani.

E’ iniziata già ieri sera la ricerca del vero vincitore di questo referendum istituzionale. Il nome dell’unico perdente lo si conosce: Matteo Renzi. Diversi sono invece coloro i quali si attribuiscono la paternità della vittoria, considerata l’eterogeneità del fronte del NO. “Ha vinto Grillo. Berlusconi e Salvini sono solo dei comprimari”. Lo afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. “Se i leader di Fi e Lega pensano di aver vinto stanno freschi – continua Portas -. Se non altro il centro sinistra riparte da 13.500.000 voti”.