moderati

Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Senato, non ha dubbi e in una intervista al Messaggero ammette ‘I moderati senza alternative, non possono che schierarsi con Renzi a sostegno del sì al referendum che sarà lo spartiacque della politica italiana: finalmente avremo un momento di verità. Da un lato chi tenta di riformare le istituzioni dopo decenni di insuccessi, dall’altro una variegata convergenza di persone che cercano di bocciare il governo e il premier Renzi. Oggi i moderati italiani non possono avere il loro futuro nel centrodestra. La sfida é tra populismo e riformismo’

“Al referendum costituzionale i ‘Centristi per il Si” faranno la differenza: ci sono tantissimi elettori moderati che non intendono con il loro voto portare alla vittoria Grillo, Salvini, D’Alema e Meloni, a cui oggi si aggiunge Marino. Questi elettori sono moderati e vogliono riformare l’Italia. In questo Paese non si puo’ solo distruggere; credo che occorra cominciare a costruire, senno’ l’Italia va a picco”. Lo ha detto Pierferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri al Senato, entrando alla manifestazione dei “Centristi per il Si'” a sostegno del referendum costituzionale, alle Ciminiere di Catania.

E alla fine Stefano Parisi, il manager che piace, sebbene sconfitto alle amministrative di Milano nella sfida contro Beppe Sala, svela le carte e annuncia di volersi candidare alla guida dello schieramento dei moderati. Di cosa si tratta esattamente? Del centrodestra come lo abbiamo inteso e conosciuto? Ossia Forza Italia, Lega di Salvini, Fratelli d’Italia e altri? Non è dato saperlo perché al momento quel fronte lì vive una sua grave crisi di identità. Berlusconi non sappiamo se tornerà al comando del partito, cosi come non è dato sapere se questa candidatura di Parisi ha già la sua benedizione. L’unica cosa certa è che Parisi ci ha preso gusto: vuole fare politica a tempo pieno, forte del consenso ricevuto alle comunali di Milano, e al ‘successo di critica’ riscosso. Una dote gli va riconosciuta: la moderazione, dei modi e della condotta politica. E’ già qualcosa. Potrà Stefano Parisi rappresentare le istanze populiste di Salvini e di Giorgia Meloni? E’ una cosa improbabile. Oppure farà da calamita per tutte quelle forze di centro che aspirano a ritrovare una unità politica e programmatica? Lo scenario è alquanto confuso. Stefano Parisi, comunque, è della partita: con moderazione.