E alla fine Stefano Parisi, il manager che piace, sebbene sconfitto alle amministrative di Milano nella sfida contro Beppe Sala, svela le carte e annuncia di volersi candidare alla guida dello schieramento dei moderati. Di cosa si tratta esattamente? Del centrodestra come lo abbiamo inteso e conosciuto? Ossia Forza Italia, Lega di Salvini, Fratelli d’Italia e altri? Non è dato saperlo perché al momento quel fronte lì vive una sua grave crisi di identità. Berlusconi non sappiamo se tornerà al comando del partito, cosi come non è dato sapere se questa candidatura di Parisi ha già la sua benedizione. L’unica cosa certa è che Parisi ci ha preso gusto: vuole fare politica a tempo pieno, forte del consenso ricevuto alle comunali di Milano, e al ‘successo di critica’ riscosso. Una dote gli va riconosciuta: la moderazione, dei modi e della condotta politica. E’ già qualcosa. Potrà Stefano Parisi rappresentare le istanze populiste di Salvini e di Giorgia Meloni? E’ una cosa improbabile. Oppure farà da calamita per tutte quelle forze di centro che aspirano a ritrovare una unità politica e programmatica? Lo scenario è alquanto confuso. Stefano Parisi, comunque, è della partita: con moderazione.