Moody’s

Moody’s ha modificato l’outlook sulle banche italiane da stabile a negativo. Lo rende noto l’agenzia di rating, legando il giudizio “alle maggiori necessità di capitale e all’indebolimento della fiducia”. In particolare, “Il riconoscimento delle perdite deprimerà la redditività del settore bancario italiano ed eroderà la dotazione di capitale nei prossimi 12-18 mesi”. A pesare è anche la perdita di fiducia dopo la vittoria del no al referendum costituzionale.

L’agenzia internazionale Moody’s ha abbassato l’outlook sul rating dell’Italia da stabile a negativo, confermando il giudizio Baa2 dopo l’esito del referendum costituzionale con la vittoria del No e l’apertura della crisi di Governo che ha aperto un periodo di incertezza nel Paese. L’agenzia di rating ha indicato i “lenti ed esitanti progressi” riguardo alle riforme economiche e fiscali in Italia. Per Moody’s le prospettive in campo economico sono “ulteriormente peggiorate” con la vittoria del No al referendum di domenica 4 dicembre. Gli esperti osservano prospettive di crescita “deboli nel medio termine”.

L’agenzia internazionale Moody’s annuncia di aver messo sotto osservazione per un possibile downgrade il rating ‘Baa3’ della Turchia, dopo il fallito golpe. L’eventuale arretramento di una nota del rating porterebbe il rating a livello ‘junk’, ossia a livello ‘spazzatura’. “Nonostante il falimento del colpo di stato – fa sapere l’agenzia – Moody’s considera questo evento il riflesso di una piu’ ampia difficolta’ politica e pertanto il rischio di credito resta elevato”. “Noi riteniamo che il recente aumento delle incertezze di politica interna e piu’ nello specifico il golpe abbia la potenzialita’ di impattare significativamente in negativo il trend di crescita del paese, un rischi che valuteremo durante la revisione”. La Turchia secondo Moody’s ha implementato con ritardi le riforme l’outlook sulla crescita economica si e’ indebolito e si attesta al 3% quest’anno, contro il +3,5% del 2015. Inoltre il paese e’ particolarmente esposto all’afflusso di capitali dall’estero e dunque molto legato alla “fisucia degli investitori”. Anche l’agenzia Fitch nota che il tentato colpo di stato evidenzia i rischi che pesano sul merito di credito del paese e fa sapere che l’impatto sul rating dipendera’ da quanto il governo accentuera’ le divisini politiche e indebolira’ l’indipendenza istituzionale. Attualmente il rating di Fitch sulla Turcia e’ ‘BBB-“, un gradino sopra il livello ‘junk’.