No

“Non mi proteggo in alcun modo candidandomi. Io mi sto candidando e basta. E poi la Costituzione dice che nessuno è colpevole fino a che si pronuncia la Cassazione. Finora sono sempre stato assolto. In quest’ultimo caso sono stato condannato, ma questo è solo il ‘primo tempo”. Così il senatore Roberto Formigoni (Noi con l’Italia) parlando di questione morale e liste pulite a Radio anch’io, su Rai Radio1.

A tre giorni dal referendum i toni restano alti. “Se vince il No ci teniamo 950 poltrone. E i politici diranno “io ho votato per la riforma ma hanno deciso i cittadini…”. Avranno tutte le scuse di questo mondo, e io non sarò della partita. Se lasceremo il Paese com’è adesso noi condanneremo i nostri figli. Non è un problema del mio governo perché i governi passano. Quest’occasione non ricapita”: così il premier Matteo Renzi a “Mattino Cinque”. “Se domenica si voterà No – ha aggiunto – torneranno anche le province. La legge Delrio è una legge che cancella 300 milioni di emolumenti ma andrà rivista se si decide che in Costituzione devono rimanere le province”.

Se si votasse oggi per il referendum costituzionale, andrebbe alle urne il 74% degli elettori Pd, il 58% del M5S, il 67% della Lega Nord e il 45% di Forza Italia. L’affluenza complessiva, secondo l’Istituto Ixe’ che ha fatto un sondaggio illustrato oggi ad Agora’ (RaiTre), e’ invece al 50%. Nelle intenzioni di voto si’ e no sono entrambi al 38%, con elettori Pd compatti per confermare la riforma costituzionale (73%) e quelli del M5S decisamente contrari (68%).

Mancano solo due mesi dal 4 dicembre, giornata di consultazione referendaria sulla riforma costituzionale. Nelle ultime settimane si é parlato molto del testa a testa tra il SI e il NO. Oggi il sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera rivela che il NO sarebbe in testa di due punti, 52% ma é anche vero che un elettore su due non ha ancora deciso cosa fare. Gli schieramenti politici sono già molto netti, i partiti hanno già fatto le loro scelte, ma il quesito non rispetterà molto probabilmente le appartenenze politiche. Ci sarà un alta percentuale di voto libero. Da considerare inoltre il fatto che la personalizzazione che ne ha fatto il premier Renzi porterà inevitabilmente ad un voto che assume il significato di un no alla sua politica e alla sua azione di governo. Neanche il suo Pd voterà in blocco per il si’: secondo Ipsos, infatti, il 19% del Pd voterà no. Il NO fa registrare il suo picco nel centro-Sud e nelle Isole. Un dato non ignorato da Renzi che non a caso nelle ultime settimane ha concentrato la sua attenzione alle politiche del Sud e al suo rilancio.