odio

“Una persona come Parisi del M5S non puo’ ricoprire un ruolo politico. A furia di seminare odio e violenza verbale si raccoglieranno frutti di violenza fisica e chi non percepisce questo e’ veramente un’irresponsabile”. E’ quanto ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, a Siracusa, nel corso di un incontro elettorale del Pd sul tweet di Angelo Parisi, indicato nella squadra di assessori del candidato del M5S alla presidenza Giancarlo Cancelleri. “Io non ho mai sentito o visto Parisi. Sono amareggiato, pensando – ha aggiunto – che ci possa essere un collega che fa politica pensando che la sfida politica si risolva con violenza nei confronti dell’avversario. E’ una degenerazione che in Italia non avevamo mai raggiunto. Resto allibito nel vedere una persona che dovrebbe assumere un alto incarico istituzionale, come assessore regionale, che pensa e scrive le cose che abbiamo visto. E’ assurdo che il candidato alla presidenza Cancelleri non abbia ritenuto con nettezza e immediatezza che lui non poteva piu’ far parte della sua squadra”.

“La diffusione dell’odio sta mettendo a repentaglio l’assetto democratico”. Lo dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, che presiede anche la Commissione Cox sui fenomeni di odio che ha presentato oggi la sua relazione finale. “Tante persone non si sentono libere di parlare, di dire la propria, perche’ hanno paura dell’assalto dell’odio. E se non c’e’ liberta’ di espressione perche’ si teme di essere vittima di odio e di intimidazione, e’ la democrazia stessa che ne risente. Non possiamo piu’ derubricare offese sanguinose, razziste, sessiste e omofobe a semplici battute, a episodi di goliardia o di esuberanza. Cosi’ come non si puo’ piu’ ritenere che il linguaggio violento sia una forma di efficace linguaggio politico” rileva Boldrini che mette in guardia: “Questo e’ qualcosa che impoverisce il dibattito politico, abbassa terribilmente il livello della discussione. Il disprezzo verbale che ascoltiamo spesso nelle nostre aule, in tv, nei talk show, ha ripercussioni nella societa’: perche’ se i politici lo utilizzano, anche i cittadini si sentono autorizzati a fare altrettanto. Ci sono delle responsabilita’ in questo. E chi e’ eletto non puo’ ignorare la propria responsabilita’ nella comunicazione politica”. Per la Presidente della Camera e’ arrivato il momento di smetterla di minimizzare, “perche’ questo fa male al nostro Paese. Siamo di fronte ad un problema serio, che deve essere trattato seriamente. Ci deve essere una strategia di contenimento, di contrasto” anche con l’aiuto dei media che invita a “fare una riflessione su questo” e a “contrastare gli stereotipi, non assecondarli”. Boldrini, infine, si augura che alla ripresa dei lavori a settembre, si possa arrivare alla presentazione di una mozione che riprenda i contenuti delle raccomandazioni contenute nella relazione della Commissione, sul modello della Dichiarazione dei diritti e dei doveri in Internet. “Tutto questo diventera’ una mozione? Non lo so, mi auguro di si’. Con la Dichiarazione dei diritti in Internet ci siamo riusciti, e’ diventata una mozione approvata all’unanimita’ in questa Camera. Mi auguro che anche su questo importante tema si possa raggiungere non dico l’unanimita’, ma un’ampia maggioranza sulla mozione che presenteremo – mi auguro – a settembre”.

Un tribunale austriaco ha stabilito che Facebook deve rimuovere i post d’odio non solo in Austria, ma su tutta la piattaforma, a livello mondiale. Lo riporta l’Ansa, che cita la decisione sul caso della leader dei Verdi Eva Glawischnig, che si era rivolta al tribunale in seguito a commenti sul proprio conto pubblicati sul social network da un profilo falso. “In base alla decisione della corte – scrive l’agenzia – Facebook dovra’ cancellare tutti i post che contengono le frasi bollate come linguaggio d’odio, sia dal profilo che per primo le ha pubblicate, sia dai profili e dalle pagine di chi le condivide, siano essi austriaci o di altri Paesi”. La societa’ non sara’ invece tenuta a individuare e rimuovere post simili, e cioe’ contenenti frasi dai contenuti analoghi ma scritte con parole diverse. La Germania, di recente, è intervenuta contro l’incitamento all’odio e alla violenza online, approvando un disegno di legge che prevede multe fino a 50 milioni di euro se le internet company non cancellano in modo tempestivo post violenti o palesemente falsi. Facebook ha annunciato  intanto  maggiori controlli a contrasto delle notizie false e dell’incitamento all’odio  e alla violenza.