Paolo Gentiloni

“La dichiarazione di Roma sara’ una grandissima opportunita’ e per molti motivi. Abbiamo bisogno di politiche economiche piu’ forti non per aumentare la spesa ma per dare risposte significative ai nostri cittadini”. A dirlo e’ il presidente del consiglio Paolo Gentiloni nel corso di un intervento alla London School of Economics and political sciences. “L’Europa- aggiunge il premier- ha bisogno di una comprensione piu’ completa del danno che si produce quando l’austerita’ e’ l’unico punto di riferimento. Io sono certo che siamo vicini a tutto questo”.

“All’indomani della formazione del Governo” Ala-Sc aveva chiesto al premier Paolo Gentiloni “un chiarimento politico sulla nostra piena partecipazione alla maggioranza. Abbiamo atteso pazientemente in queste settimane, ma nessun chiarimento politico e’ arrivato”. Lo afferma il segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti che annuncia: “Di fronte a questo atteggiamento incomprensibile, non sono disponibile alla mia conferma quale viceministro al Mef. I gruppi Ala-Sc avevano chiesto un chiarimento al presidente del Consiglio “per tenere fede all’impegno assunto con il Capo dello Stato, durante le consultazioni, circa la nostra disponibilita’ a sostenere un governo in questa difficilissima fase di transizione. “Abbiamo atteso pazientemente in queste settimane, ma nessun chiarimento politico e’ arrivato. E’ arrivata invece la proposta di confermare la squadra dei sottosegretari e dei viceminsitri, di cui faccio parte”, spiega Zanetti che, sulla sua rinuncia al ruolo di viceministro dell’Economia sottolinea: “all’antipolitica delle conferme in blocco a prescindere, dei governi fotocopia dove l’unico che ha il coraggio di fare un passo indietro e’ Matteo Renzi, preferiamo la politica”. “Intendo continuare a lavorare sul piano politico e insieme agli amici di Scelta Civica e Ala per dare rappresentanza a quegli oltre tredici milioni e mezzo di italiani che il 4 dicembre scorso hanno votato Si al referendum costituzionale, al quale abbiamo garantito un importante contributo con la costituzione dei comitati LiberiSi’, raccogliendo la sfida riformatrice portata avanti da Matteo Renzi”, conclude.

Questa vince questa perde. Il gioco delle tre carte e’ servito. Renzi continua a dare le carte e impone al nuovo Premier e al Capo dello Stato nomi e incarichi. Abbiamo gia’ detto su questo giornale che Renzi e’ un fuoriclasse. Un po’ come il destino: cinico e baro. Molto cinico, molto baro. Ma la realta’ e’ che non ha avversari e che alla sua leadership non vi sono alternative, e lui questo lo sa bene, a meno che non prenda il sopravvento il M5S. Ps: chi diceva che Angelino Alfano non ha il quid, si guardi un po’ allo specchio.

“Buon lavoro a tutti”. Matteo Renzi esce di scena, dopo la cerimonia della campanella a palazzo Chigi, tra gli applausi dei ministri e dei dipendenti del governo. Ad accompagnarlo il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, accanto al quale c’e’ la sottosegretaria Maria Elena boschi e il neo ministro Claudio De Vincenti. Questa la lista dei ministri presentata dal presidente Gentiloni: Ministri senza portafoglio: Anna Finocchiaro, Rapporti con il Parlamento; Marianna Madia, Pubblica Amministrazione; Enrico Costa, Affari Regionali; Claudio De Vincenti, Coesione Territoriale e Mezzogiorno; Luca Lotti, Sport con deleghe su editoria e Cipe; Ministri con portafoglio: Angelino Alfano, Esteri; Marco Minniti, Interno; Andrea Orlando, Giustizia; Roberta Pinotti, Difesa; Pier Carlo Padoan, Economia; Carlo Calenda, Sviluppo Economico; Maurizio Martina, Agricoltura; Gianluca Galletti, Ambiente; Graziano Delrio, Infrastrutture; Beatrice Lorenzin, Salute; Dario Franceschini, Cultura; Valeria Fedeli, Istruzione; Giuliano Poletti, Lavoro. Sottosegretario alla presidenza: Maria Eelena Boschi.

Il presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, ha presentato la lista dei ministri. Ministri senza portafoglio: Anna Finocchiaro, Rapporti con il Parlamento; Marianna Madia, Pubblica Amministrazione; Enrico Costa, Affari Regionali; Claudio De Vincenti, Coesione Territoriale e Mezzogiorno; Luca Lotti, Sport con deleghe su editoria e Cipe; Ministri con portafoglio: Angelino Alfano, Esteri; Marco Minniti, Interno; Andrea Orlando, Giustizia; Roberta Pinotti, Difesa; Pier Carlo Padoan, Economia; Carlo Calenda, Sviluppo Economico; Maurizio Martina, Agricoltura; Gianluca Galletti, Ambiente; Graziano Delrio, Infrastrutture; Beatrice Lorenzin, Salute; Dario Franceschini, Cultura; Valeria Fedeli, Istruzione; Giuliano Poletti, Lavoro. Sottosegretario alla presidenza: Maria Eelena Boschi. Il giuramento è previsto nelle prossime ore.

“Non riconosciamo alcuna legittimità a Gentiloni e al suo governo. Non abbiamo tempo da perdere in inutili consultazioni. L’unica risposta che vogliamo ascoltare è la fissazione della data per le elezioni politiche”. Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini sulle consultazioni previste dal presidente incaricato Paolo Gentiloni. Salvini riunisce domani il consiglio federale a Milano alle 12 e alle 14 è prevista una conferenza stampa.

Il Movimento Cinque Stelle non partecipera’ alle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni. Lo si apprende da fonti parlamentari del Movimento. L’incontro con i Cinquestelle era fissato per oggi alle ore 12 nella Sala del Cavaliere di Palazzo Montecitorio. Il Movimento sceglie cosi la linea dura nei confronti di un presidente incaricato che non riconosce come legittimo e di un governo in fieri che ritiene non conforme alla volonta’ popolare, alla luce del risultato del referendum costituzionale.

“Il Pd non esce dallo schema con cui si è avviato alla sconfitta referendaria, un voto popolare che ha sonoramente bocciato le riforme proposte a colpi di maggioranza dalla stessa maggioranza che viene riproposta oggi, in un impianto politico e istituzionale cioè che si è dimostrato perdente nemmeno una settimana fa. “Il governo del sì” non ha e non può avere un profilo politicamente diverso e sarà un “governo ombra”, condizionato dall’ombra del segretario del Pd che rimane protagonista e che non lascia affatto la politica, come ‘minacciato’ più volte”. Così in una nota il deputato di Possibile Pippo Civati. “Come temevamo – ha aggiunto – non si esce dal dibattito tra le correnti del Pd e dall’argomento della stabilità, la loro. Ci auguriamo soltanto che Gentiloni consenta al Parlamento di trovare una soluzione parlamentare alla riforma della legge elettorale, dopo il disastro combinato dalla maggioranza nei primi 4 anni della legislatura”.

“Salutiamo la conduzione della crisi da parte del Presidente della Repubblica come un fatto nuovo che corrisponde alla lettera della costituzione su compiti, poteri e comportamenti presidenziali”. Lo dicono Rita Bernardini, Antonella Casu, Sergio D’Elia e Maurizio Turco, coordinatori della Presidenza del Partito Radicale sulla conduzione della crisi e sull’incarico al Ministro Paolo Gentiloni. “Salutiamo inoltre l’incarico al Ministro Paolo Gentiloni come un fatto importante per chi come noi ha come priorita’ politica la transizione verso lo Stato di diritto a cominciare dai paesi a “democrazia reale” come il nostro. Siamo certi che da Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni rilancera’ all’Onu con ancor piu’ vigore la campagna per il nuovo diritto umano alla conoscenza del Partito Radicale e del Comitato Globale per lo Stato di diritto. Presidente incaricato di cui ben ricordiamo l’intervento che fece in Senato quando organizzammo uno degli appuntamenti per la crescita della campagna stessa”. I radicali aggiungono: “Cosi’ come siamo certi che il Presidente Gentiloni sapra’ fare dell’appuntamento commemorativo di fine marzo in occasione dei 60 anni della firma dei Trattati di Roma occasione di approfondimento sulle ragioni, la necessita’ e l’urgenza di un rafforzamento dell’Unione comunitaria verso una federazione europea auspicata in diversi tempi, modi e declinazioni da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni; poi da Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman; ed infine da Marco Pannella. Infine, e non per ultimo essendo problema cruciale per il nostro paese, chiediamo al Presidente Gentiloni di fare tutto quanto sara’ in suo potere perche’ ci sia una vera, profonda, radicale riforma della Giustizia, penale, civile, amministrativa e sociale che abbia l’obiettivo del rientro nei principi costituzionali dell’amministrazione della giustizia.”

“#elezionisubito perché la gente si sente presa in giro e vuole votare chi deciderà delle proprie vite. Invece purtroppo Mattarella alle 12.30 darà l’incarico di nuovo Governo a Gentiloni, con pieni poteri. Gente che fa mala-politica da 30 anni insieme”. Lo scrive sui social network la deputata piemontese del M5S Laura Castelli. “E indovinate un po’ chi c’è nel toto-nomi??? Fassino. Si avete capito bene. Proprio lui. Solo l’ipotesi di Fassino agli Esteri è grottesca, l’ennesimo schiaffo alla gente. Invece di ritirarsi dalla politica il consigliere comunale di minoranza del Pd, che ha taroccato i bilanci del Comune di Torino, va ancora a caccia di poltrone, nonostante sia stato bocciato due volte dalle urne negli ultimi mesi”.