Con l’introduzione della pena di morte in Turchia, si interromperà immediatamente qualsiasi percorso di adesione del Paese all’unione europea. Lo ha precisato oggi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in un’intervista a Radio Anch’io. “E’ chiaro che non sta né in cielo né terra continuare qualsiasi percorso negoziale con un Paese che introducesse la pena di morte, visto che tra i principi dell’Ue c’è proprio l’abolizione della pena di morte”. Il ministro italiano ha ricordato che l’Unione europea è “molto esigente nei confronti della Turchia”, “al di là della pena di morte che è cosa evidentissima”: “siamo molto severi anche sulle logiche di vendette ed epurazioni, perché a differenza di tanti altri paesi in cui ci sono centinaia o migliaia di esecuzioni capitali, la Turchia è un Paese che ha aperto un negoziato con l’Ue”. Gentiloni ha quindi ricordato che “a settembre” ci sarà la verifica degli “impegni che la Turchia ha preso in corrispondenza agli impegni che noi europei abbiamo preso, soprattutto economici, nel quadro di una gestione comune del fenomeno migratorio”. “Se la Turchia non avrà sviluppato questi impegni, il percorso negoziale di adesione si interromperà. Se poi ci fossero decisioni tipo l’introduzione della pena di morte, il percorso non va da nessuna parte, non ci sarà bisogno neppure di tante riunioni”.






