penalisti

“Non siamo preoccupati per nulla dalle parole di Magistratura Indipendente. Ogni volta che qualcuno avanza proposte di politica giudiziaria non gradite a una parte della magistratura, si evoca un inesistente vulnus alla sua indipendenza”. Lo ha detto il presidente dell’Unione camere penali italiane, Beniamino Migliucci, dal palco di “LiberaItalia. Europa, Fisco e Giustizia. Idee per liberare l’Italia da populismo, statalismo, giustizialismo”, evento organizzato dalla Fondazione Einaudi al Teatro Carcano di Milano. L’Ucpi l’altro ieri ha avviato la raccolta firme per l’introduzione in Costituzione della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e requirente (in due giorni sono gia’ state raccolte oltre 6 mila firme). “L’unico vero vulnus e’ rappresentato dall’unicita’ delle carriere – ha sottolineato Migliucci replicando alla presa di posizione di Magistratura indipendente – che si pone in contrasto con i principi del giusto processo che prevede un giudice terzo per garantire l’imparzialita’ della decisione. Sono convinto che riusciremo nel nostro intento ma in ogni caso le uniche battaglie perse sono quelle che non si fanno. Insieme alla separazione delle carriere dobbiamo rilanciare i principi costituzionali come la presunzione di innocenza e il principio di legalita’”.

Seconda astensione, da oggi a venerdì, dopo quella tenutasi a marzi, indetta dall’Unione Camere penali italiane. La Giunta dell’Ucpi lo ha deciso in una nuova delibera in cui si spiegano le ragioni della decisione. “Nonostante le molteplici e convergenti critiche sollevate nei confronti del voto di fiducia in Senato – si legge nella delibera -, sul disegno di legge di riforma in materia penale, che ha impedito la necessaria discussione sulle molteplici questioni controverse ed in particolare sulla riforma della prescrizione e sull’estensione dell’istituto del processo a distanza, il Governo si appresta a riproporre il voto di fiducia anche alla Camera”. Per i penalisti “occorre, dunque, richiamare il Governo alla responsabilità politica di tale scelta, che finirebbe con il ribadire in maniera definitiva e irreversibile un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare, su interventi normativi che, non solo deprimono le garanzie del processo, ma anziché aumentare le garanzie processuali ed abbreviare la durata dei processi, comprimono i diritti degli accusati e rendono i processi interminabili”.

“Non sarà una passeggiata convincere i due terzi del Parlamento a votare un provvedimento di clemenza: ma ci sono ragioni che ci fanno sperare nella possibilità di un percorso virtuoso”. E’ quanto afferma l’Unione camere penali a proposito dell’ipotesi su indulto e amnistia, dopo la celebrazione del Giubileo dei carcerati ieri in piazza San Pietro con Papa Francesco e la marcia organizzata dai Radicali. “Vedere assieme i Radicali promotori e la politica trasversale dei 40 deputati, l’Anci e i cappellani delle tante carceri italiane, giornalisti e accademici, la forza dei laici e la speranza dei religiosi, i tanti avvocati dell’Ucp venire da tutte le camere penali italiane, ci fa credere che sia ancora possibile trasformare la cultura della legalità e delle garanzie in azione politica, coniugare l’idea di clemenza con quella del ripristino della legalità”, affermano i penalisti.