Porta a Porta

“La richiesta di diversi esponenti del Movimento 5 Stelle di valutare la chiusura di Porta a Porta e’ davvero assurda. Si tratta di un programma di straordinaria qualita’ che da anni e anni racconta agli italiani, in modo serio e professionale, la storia e la vita quotidiana del loro Paese. In merito alle polemiche sugli stipendi, e’ bene riflettere sempre sul fatto che i grandi giornalisti e artisti della Rai meritano retribuzioni all’altezza del loro lavoro e dei risultati conseguiti. La lettera di Vespa merita rispetto e merita di essere letta con attenzione”. Lo dichiara Alessandro Cattaneo, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e Responsabile Formazione del partito.

“Giovanni Minoli ha ragione: il caso Perego e quello dell’intervista a Riina jr a ‘Porta a porta’ mostrano un’azienda dove non si capisce di chi siano le responsabilità degli errori e come vengano puniti”. E’ quanto scrive su facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Nella sua copertina a ‘Faccia a faccia’ su La7 – prosegue Anzaldi – Minoli ha ricordato, anche attraverso le dichiarazioni in vivavoce del direttore generale Campo Dall’Orto, la disparità di trattamento tra ‘Parliamone sabato’, con la chiusura a seguito della deprecabile immagine della donna trasmessa dalla rete ammiraglia, e l’intervista al figlio del boss mafioso, con la liberatoria firmata solo dopo e i vertici dell’azienda che dissero di essere stati informati poco prima della messa in onda”. “Con Riina jr nessuno pagò, l’intervista che indignò istituzioni e familiari delle vittime di mafia fu trasmessa e la vicenda finì nel dimenticatoio senza responsabili, sebbene fossero arrivati appelli preventivi contro la messa in onda anche dalla commissione Antimafia. Sul caso di Paola Perego, invece, la conduzione del programma è saltata. Difficile comprendere sulla base di quali valutazioni la Rai abbia tenuto atteggiamenti così diversi”, conclude Anzaldi.

 

Silvio Berlusconi non si fida dell’impegno di Renzi a modificare l’Italicum. Ha spiegato il perché a Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta su RaiUno: “Se questo accadrà benissimo, ma oggi è soltanto una promessa e questo governo di promesse ne ha fatte tante e non le ha mantenute – ha detto l’ex cavaliere –  Magari l’intenzione c’è, ma poi possono succedere tante cose. Magari uno scioglimento delle camere, si andrebbe a votare con questa legge, e ci troveremmo dentro una dittatura, di Renzi e del Pd o di Grillo e del M5s”. L’ex presidente del Consiglio ha rilanciato la necessità del proporzionale: “Serve una legge proporzionale con sbarramento, per esempio al 5% per i partiti più piccoli”. Berlusconi dichiara di essere di nuovo alla ricerca di un successore dopo la ‘separazione’ da Stefano Parisi che ha scelto una strada diversa da quella immaginata per lui dal Cavaliere per rilanciare il centrodestra.  “Occorre che il centrodestra trovi qualcuno che contrasti Renzi”, ha ribadito.