Ppe

‘Stiamo lavorando per attrezzare una proposta politica convincente per gli elettori siciliani e credibile per le cose da fare. I tanti disoccupati sono disinteressati alla mera logica delle candidature e chiedono che la politica faccia ogni sforzo possibile per contrastare la mancanza di lavoro e la poverta’. Occorre un piano straordinario, attraverso una seria reinfrastrutturazione del nostro territorio e con la risoluzione definitiva dell’annoso prolema dello smaltimento dei rifiuti per poter rilanciare la nostra economia che non e’ solo agricoltura e turismo ma che e’ soprattutto quello. Per fare cio’ serve una coalizione che non solo vinca le elezioni ma che, in quanto coesa, possa governare. Per questo e’ apprezzabile il lavoro svolto ad oggi da Gianfranco Micciche’, leader di Forza Italia che, insieme a noi, ha chiaro l’obiettivo programmatico ed ha anche cercato con determinazione di rafforzare l’asse del Ppe in Sicilia. Trovo condivisibile la posizione assunta nei confronti del partito di Alfano: sono della stessa famiglia politica del Ppe e vanno coinvolti, rispettandoli e dando loro la possibilita’ di esprimere pienamente la loro politica dentro la coalizione nella formazione del programma cosi come nella scelta di chi dovra assumerne la guida’. On Saverio Romano, leader di Cantiere popolare

“Nella sua intervista a al Tempo Silvio Berlusconi cortesemente avverte l’Ncd che Forza Italia non e’ un taxi. Forza Italia pero’ e’ in una posizione assai contraddittoria perche’ se si colloca sul terreno del Ppe non puo’ certo allearsi con Lega e Fdi. Ne’ una via d’uscita puo’ essere quella delle due monete, l’euro per uso internazionale e la lira per uso interno. A sua volta l’Ncd deve far si che il 18 marzo – data scelta per una assise nella quale cambiera’ il suo nome – dovra’ dar vita ad un partito di centro che metta nel conto di andare alle elezioni da solo o con un patto federativo con le altre forze che adesso sostengono il governo Gentiloni”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, Ncd. “Il partito-movimento che nascera’ il 18 marzo dovra’ rivolgersi agli italiani che non si riconoscono ne’ nel populismo prevalente nel centrodestra ne’ nello scontro fra leaderismo e paleo-sinistra per di piu’ con la complicazione giustizialista populista rappresentata da Emiliano che oggi e’ in atto nel Pd. Questa scelta implica alcuni precisi contenuti programmatici: europeismo, Nato, taglio della spesa pubblica corrente, riduzione della pressione fiscale. Cio’ implica un sostegno pieno all’attuale governo per la fine naturale della legislatura: con una legge elettorale proporzionale le alleanze verranno dopo le elezioni anche perche’ oggi nessuno sa quale configurazione politica avra’ il centrodestra e neanche quale sara’ l’esito dello scontro senza esclusione di nessun colpo in atto oggi nel Pd”, conclude.

“Oggi il centrodestra italiano deve scegliere: o sta col Ppe e la Merkel, oppure sta con Le Pen. Confalonieri l’ha fatto notare e ha ragione. Questi sapientoni di Forza Italia che sanno solo distruggere mi sembrano per meta’ incompetenti e per meta’ dilettanti allo sbaraglio. Perche’ oggi la grande questione non e’ tra sinistra e destra, ma tra il populismo nelle varie sembianze, da Le Pen a Grillo, e le forze responsabili”. Cosi’ il leader centrista Pier Ferdinando Casini in un’intervista alla Stampa. “Confalonieri esprime il buonsenso di chi deve far tornare i conti e, quando sente certe idiozie alla Salvini tipo uscire dall’euro, dice a Fi: ma vi rendete conto che, continuando a scuotere l’albero dell’anti-renzismo, alla fine ne raccogliera’ i frutti solo Grillo? Una prospettiva che Confalonieri non puo’ accettare, ma nemmeno Berlusconi. Difatti ha ripetuto piu’ volte che M5S per lui rappresenta il pericolo piu’ serio”. “Qualora il centrodestra assumesse i connotati di forza seria e responsabile, decisa a fare argine contro i populismi, verrebbero meno le motivazioni di tante divisioni. Se invece l’obiettivo fosse la demolizione di Renzi nella speranza di sostituirlo, beh, allora auguri”, dice Casini, convinto che “una volta cacciato Renzi, il pallino del gioco non tornera’ a destra. Se lo prendera’ M5S. Per cui – conclude – posso capire certi risentimenti del mondo berlusconiano nei confronti del premier, ma impostarci su una politica a me sembra follia”.