Procura

Il ministro dello Sport, Luca Lotti, è stato sentito dai pm della procura di Roma per la vicenda degli appalti Consip. Il ministro, assistito dal suo legale Franco Coppi, rispondendo alle domande del pm Mario Palazzi, avrebbe affermato di non essere a conoscenza delle indagini relative alla Consip e quindi non avrebbe potuto rivelare circostanze sull’inchiesta. Lotti è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. Il ministro avrebbe anche affermato, riferendosi all’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, di “non frequentarlo” e di “averlo visto solo due volte nell’ultimo anno”. Marroni, sentito come persona informata sui fatti dai magistrati di Napoli, secondo Il Fatto Quotidiano avrebbe fatto il nome dell’allora sottosegretario e oggi ministro. “E’ stato un interrogatorio molto sereno”, ha detto l’avvocato Coppi all’Agi, “Il ministro ha negato qualsiasi responsabilità, fornendo ai magistrati anche dei riscontri che saranno approfonditi nelle prossime settimane”.

ll governatore della Campania Vincenzo De Luca e’ indagato per istigazione al voto di scambio dalla Procura di Napoli. Si tratta dell’inchiesta scaturita dall’audio, pubblicato dal sito “Il fatto quotidiano”, di un incontro avvenuto in un albergo napoletano tra De Luca e circa trecento sindaci della Campania alla vigilia del referendum costituzionale per la campagna in favore del sì. Durante il suo intervento il governatore, con un linguaggio colorito, aveva sollecitato i sindaci a svolgere una intensa campagna per il si’. Agli atti dei pm anche l’esposto, presentato all’indomani della diffusione dell’audio, dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino. De Luca, replicando alle polemiche, aveva parlato di “reato di battuta”, sottolineando il contesto ridanciano del suo invito. “Il livello di imbarbarimento a cui siamo arrivati nel nostro Paese – ha scritto su Facebook il governatore della Campania – lascia ormai senza parole. Come sempre, tranquilli tutti. Nessuno si distragga. Al lavoro”.

Sono ancora in corso i lavori per rimuovere il viadotto che è crollato ieri, in provincia di Lecco, provocando una vittima e alcuni feriti, di cui l’autista del Tir. La Procura di Lecco intanto ha aperto un’inchiesta che sarà, con tutta probabilità, per omicidio colposo e disastro colposo. E’ stato l’autoarticolato che trasportava bobine di acciaio, probabilmente per il suo peso, a causare il crollo mentre percorreva il viadotto. L’Anas sui fatti di Annone Brianza afferma di aver dato ordine alcune ore prima della tragedia, con “ripetuti solleciti a una immediata chiusura”. Un cantoniere Anas, addetto alla sorveglianza del tratto della strada sulla quale è crollato il cavalcavia, avendo notato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ne ha disposto immediatamente la rimozione e la chiusura parziale della strada in corrispondenza del cavalcavia. Il cantoniere, in presenza della Polizia Stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, per sollecitarli alla immediata chiusura della strada nel tratto comprendente il cavalcavia. La Provincia ha richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato. La Provincia ieri ha risposto che “Non serviva un’ordinanza, se Anas riteneva di chiudere la strada poteva chiuderla”. L’Anas ha competenza sulla statale, ma non sul cavalcavia crollato che è provinciale. “Apriremo rapidissimamente una commissione d’inchiesta”, ha annunciato il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, che si è recato personalmente sul luogo.