Procura

La creazione di un elenco di professionisti psicologi per affiancare l’attività della polizia giudiziaria o per fornire supporto alla magistratura attraverso le attività di consulenza previste dalla legge. È l’obiettivo del protocollo d’intesa triennale firmato dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, Massimo Russo, e la presidente dell’Ordine degli psicologi della Sicilia, Gaetana D’Agostino. Il protocollo, come si legge nel primo articolo, ha lo scopo di “promuovere rapporti di reciproca collaborazione al fine di migliorare l’attività di raccolta delle ‘sommarie informazioni testimoniali’, attraverso l’individuazione e disponibilità di esperti che utilizzano tecniche, modelli teorici ed operativi dell’ambito psico-forense, in continuo aggiornamento e scientificamente riconosciuti e accreditati”. In quest’ottica, l’Ordine degli psicologi della Sicilia si impegna a garantire, oltre alla lista degli esperti, un ulteriore elenco di psicologi, che per mancanza di esperienza non raggiungono ancora il cut-off necessario indicato dal Consiglio dell’Ordine, che potranno affiancare gli esperti per un periodo di sei mesi al fine di acquisire le specifiche competenze. “Sostenere con attenzione e competenze specifiche il delicato lavoro portato avanti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni – afferma D’Agostino – ci è sembrata essere una risposta necessaria da parte della nostra categoria professionale affinchè la collaborazione ragionata tra psicologi e Procura possa garantire sempre più un’azione qualificata in relazione ai bisogni della giustizia e dei cittadini”. “Un utile protocollo – sottolinea Russo – che valorizza al meglio le competenze e la professionalità dei tanti psicologi impegnati nella complessa attività di tutela e sostegno dei minori e delle persone vulnerabili coinvolti in vicende giudiziarie”.

La Procura di Roma apre un fascicolo, al momento senza indagati o ipotesi di reato, sull’esposto presentato dal Codacons in relazione allo scandalo “Datagate” e il possibile coinvolgimento degli utenti italiani che hanno profili su Facebook. L’indagine è affidata al procuratore aggiunto, Angelo Antonio Raganelli, che ha la delega sui reati informatici e relativi alla privacy. Nell’esposto del Codacons si chiede alla magistratura di verificare possibili fattispecie previste dall’Art. 167 del Codice della Privacy (Trattamento illecito di dati) e dall’art. 169 (Misure di sicurezza).

Lo stabilimento Esso e quelli Isab Nord e Isab Sud del polo Petrolchimico di Siracusa sono stati posti sotto sequestro preventivo per inquinamento ambientale. Il provvedimento e’ stato disposto dal gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della locale Procura “perché è stato riconosciuto un significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti”, comunica la nota in una Procura. Le indagini sono state avviate in seguito a esposti e denunce presentati da cittadini, associazioni ambientaliste e istituzioni locali. “Il provvedimento, subordinato a misure che sono allo studio dei nostri tecnici, lascia attualmente la raffineria nel suo normale assetto operativo”. Lo precisa in una nota della Esso Italiana sul decreto di sequestro preventivo notificato alla Raffineria di Augusta della Esso Italiana da parte della Procura di Siracusa su presunte violazioni in campo ambientale. “La Esso Italiana – prosegue la nota – convinta di avere operato nel rispetto della normativa vigente e delle autorizzazioni rilasciatele, e’ pronta a collaborare con le Autorita’ competenti per chiarire la propria posizione”.

“Il senatore Antonio D’Alì, ieri, un minuto dopo la presentazione delle liste ha avuto notificata una proposta della procura di Palermo per un soggiorno obbligato. L’udienza si terrà a luglio. E’ del tutto evidente che non siamo di fronte alla classica giustizia ad orologeria telecomandata normale, ma addirittura in tempo reale”. A dirlo è il deputato regionale del Psi Nino Oddo esprimendo la sua solidarietà “per una iniziativa che, per le modalità, ritengo oltraggiosa delle minime regole democratiche di una società civile quale si picca di essere l’Italia”. D’Alì, ricevuta la richiesta di soggiorno dalla Dda, ha deciso di sospendere la campagna elettorale per la carica di sindaco di Trapani. “Il mio essere socialista mi porta ad essere un garantista a tutto tondo e per tutte le stagioni – sottolinea Oddo – ma in questo caso, mi sento di dire che le modalità temporali mettono addirittura in secondo piano gli aspetti giuridici. E mi fa meditare, sotto una luce nuova, la fiction col commissario Maltese girata a Trapani e trasmessa in questi giorni dalla Rai in cui gli autori dipingono un connubio fra alcuni magistrati e ambienti politici e dove i colpevoli sono proprio coloro che sembravano al di sopra di ogni sospetto”.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il cantante Gigi D’Alessio con l’accusa di aver evaso un milione e settecento mila euro. Ma il cantautore napoletano ha già fatto, attraverso il legale, l’avvocato Gennaro Malinconico, una serie di ricorsi alla commissione tributaria, contestando le conclusioni dell’accusa. “E finora nessuna sentenza ha mai ritenuto il mio assistito debitore nei confronti dello Stato per tributi non pagati. Gigi è un cittadino da sempre in regola con gli adempimenti prescritti dalla legge” sottolinea l’avvocato Malinconico. Di diversa opinione è invece il pm Saverio Francesco Musolino, secondo cui altri tre imputati avrebbero aiutato l’artista a occultare il pagamento delle somme all’erario attraverso un complesso meccanismo di scatole cinesi, ma anche di episodi grotteschi. Condotte per cui sarebbe necessario lo svolgimento di un processo, come sostiene la procura. “Intanto però va specificato – ricorda il legale del cantante – che attendiamo una decisione su un ricorso presentato a Napoli, mentre siamo in attesa di incardinare due procedimenti a Roma. Anche la posizione penale è provvisoria poiché sarà un gip, e poi eventualmente un giudice, a stabilire se il pm ha torto, o meno”.
Le vicende per cui gli inquirenti ritengono indispensabile lo svolgimento di un dibattimento risalgono al 2011. Sei anni fa il cantautore, che nella sua carriera ha venduto oltre 20milioni di dischi, era titolare della GGD Production srl, società che D’Alessio nel 2010 vendette a un suo uomo di fiducia, almeno cosi inquadrato dalla Procura. Quest’uomo, a sua volta, girò l’intero pacchetto a un americano residente nel Delaware, titolare di un’impresa: la Global Music Entertainment. La scomparsa della GGD e la successiva riapparizione del suo materiale in una società americana sarebbero servite – secondo il pm – a D’Alessio per evitare di dichiarare guadagni pari a 6.040.555 di euro, evadendo – seconda la guardia di Finanza – con questo gioco di vasi comunicanti 997.581 euro di Ires e 770.613 euro di Iva.

Mercoledì 19 aprile dalle ore 15.30 a Marsala, presso l’Aula Biblioteca del Tribunale, avrà luogo il primo incontro del ciclo di “Tavole Rotonde in Psicologia Giuridica”, volte ad approfondire la complessità e la delicatezza del lavoro dello specialista psicologo giuridico-forense in una serie di incontri organizzato da un gruppo di Ctu e periti del territorio in sinergia con il Tribunale e la Procura di Marsala.
Sempre più assistiamo, infatti, ad una crescente domanda di consulenza psicologica da parte degli operatori del diritto. L’obiettivo degli incontri, dunque, è offrire un approfondimento su tematiche altamente specifiche, al fine di creare occasioni di confronto professionale e scientifico-culturale tra i tecnici con le diverse professionalità coinvolte nel contesto psicogiuridico – magistrati, avvocati, assistenti sociali, medici.
E’ esperienza comune a chi si occupa, in qualità di consulente tecnico e perito, dell’accertamento e della valutazione delle infinite manifestazioni della soggettività in ambito giuridico che affollano il contesto forense, constatare come sia necessario l’utilizzo di buone e qualificate prassi mantenendo l’operato entro confini concettuali e metodologici ben definiti.
Il ciclo di incontri, la cui partecipazione è gratuita, è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Marsala con 2 crediti formativi e patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia. L’appuntamento di mercoledì 19 aprile sarà incentrato sull’argomento: “La Ctu in materia di affidamento dei minori e valutazione delle capacità genitoriali nei casi di separazione e divorzio”. Seguiranno a maggio e a ottobre ulteriori incontri su altre tematiche.

La Procura distrettuale di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di 17 persone per turbativa d’asta nell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi al Cara di Mineo, dal 2011 al 2014, e per reati amministrativi del Sol.Calatino. Lo riporta l’Ansa, riferendosi alla notizia pubblicata dal quotidiano La Sicilia. Tra le persone, il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, in qualità di soggetto attuatore del Cara, Luca Odevaine, il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, ex presidente del consorzio dei Comuni “Calatino Terra d’ Accoglienza”; l’ ex direttore del consorzio, Giovanni Ferrera; gli ex vertici dell’ Ati interessati. L’udienza preliminare è stata fissata per il 28 marzo prossimo, davanti al Gup Santino Mirabella. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Raffaele Vinciguerra e Marco Bisogni.

“La corruzione è ancora un fenomeno gravissimo”, lo ha detto il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, aggiungendo che il fenomeno in Sicilia è ancora più complicato perché “si intreccia con la presenza della mafia e le indagini diventano ancora più complesse”.

La Procura di Pescara ha convocato una conferenza stampa alle 15,00 per fare il punto sulle indagini relative alla tragedia dell’hotel Rigopiano. Intanto la Prefettura di Pescara comunica in una nota che “proseguono le operazioni nell’ambito dell’edificio dell’Hotel Rigopiano per raggiungere ulteriori locali interni, attivita’ resa difficile dalla necessita’ di realizzare aperture nelle murature portanti per riuscire a passare da un ambiente a quello successivo”. E “sono in corso le operazioni per il recupero della sesta vittima, individuata nella giornata di ieri. Completata nel corso della notte la realizzazione di una ulteriore pista tra l’area di raccolta dei soccorritori e il fronte dell’albergo, la quale ora agevola l’attivita’ e l’afflusso di ulteriori mezzi meccanici”.

“Le lesioni procurate a Stefano Cucchi, il quale fra le altre cose, durante la degenza presso l’ospedale Sandro Pertini subiva un notevole calo ponderale anche perché non si alimentava correttamente a causa e in ragione del trauma subito, ne cagionavano la morte”. Per la procura di Roma sarebbe questa la causa della morte di Stefano Cucchi, il giovane deceduto all’ospedale Pertini, dieci giorni dopo il suo arresto per droga. I magistrati, a chiusura di indagini, sottolineano che “in particolare la frattura scomposta” della vertebra “S4 e la conseguente lesione delle radici posteriori del nervo sacrale determinavano l’insorgenza di una vescica neurogenica atonica” con conseguente difficoltà nella minzione, “con successiva abnorme acuta distensione vescicale per l’elevata ritenzione urinaria non correttamente drenata dal catetere vescicale a permanenza”. Per i magistrati questa situazione avrebbe finito per accentuare “la bradicardia giunzionale con conseguente aritmia mortale”. Gli inquirenti hanno ritenuto infondata l’ipotesi della epilessia, come era emerso nel corso dell’ultima perizia. Sono 5 i carabinieri sotto accusa per pestaggio. “Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia”, ha commentato la sorella del giovane, Ilaria Cucchi, sul suo profilo Facebook.