Rabino

Una campagna condivisa in maniera trasversale da otto gruppi parlamentari per accelerare l’approvazione del ddl sul cyberbullismo e stimolare il dibattito sulla violenza nel web. Oggi alla Camera è stato presentato il manifesto appello di otto gruppi parlamenti #blocchiamoiviolenti, promosso dal deputato di Scelta civica-Ala Mariano Rabino. Oltre a lui hanno aderito Gabriella Giammanco (Forza Italia), Marta Grande (Movimento 5 Stelle), Cristian Invernizzi (Lega Nord), Simona Malpezzi (Partito democratico), Walter Rizzetto (Fratelli d’Italia), Rosanna Scopelliti (Nuovo Centrodestra) e Arturo Scotto (Sinistra Italiana). “C’è tutta la rappresentanza politica in Parlamento, credo che sia la prima iniziativa così trasversale. Non è una proposta di legge. Per un verso tutti noi condividiamo che la legge sul cyberbullismo veda la più rapida approvazione, ma vogliamo dare anche un’accelerata sul dibattito sull’evoluzione dei social e del web. Ciò che è diffamazione verbale classica deve essere respinta anche sul web”, spiega Rabino. Dal fronte dem Malpezzi avverte: “E’ importante concentrarsi sulla scuola. Serve un’educazione all’uso dei social, la piazza virtuale di strumenti come Facebook e Whatsapp rischia di diventare una piazza di violenza a loro insaputa”. Secondo l’iniziativa infatti, che vuole creare un vero e proprio di gruppo di riferimento sul tema, il cittadino che desidera dialogare con le istituzioni e aprire dibattiti sulle tematiche importanti possiede un canale diretto per farlo, ma i commenti volgari e offensivi sono un ostacolo alla circolazione delle idee. In queste dinamiche così difficili è molto importante il ruolo della polizia postale, come sottolinea Giammanco: “Non si deve accettare questa violenza, da questo punto di vista è importante il potere della denuncia, chiunque può farlo. Non si deve sottovalutare il ruolo di chi gestisce magari dei gruppi, serve educazione civica in rete, rischia di diventare uno sfogatoio. Anche Facebook ha cercato di contrastare i violenti in rete, noi siamo in dirittura d’arrivo con il cyberbullismo e come legislatori dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Non dobbiamo stare fermi ma reagiamo e denunciamo”. Oggi il gruppo incontrerà la presidente della Camera Laura Boldrini. “Lei ha sposato questo progetto, lei più di altri è in campo su questo tema. Insieme a lei dobbiamo lanciare il messaggio: non rimaniamo indifferenti, perché oggi può capitare a me e domani può capitare a te”, ha detto Rabino a margine della presentazione.

“Matteo Renzi deve immediatamente mettersi alla guida del ‘Popolo del Sì’, del Sì alle riforme e alla modernizzazione del Paese, come ha chiesto di fare oggi Enrico Zanetti in una intervista rilasciata ad Avvenire”. Così Mariano Rabino, portavoce di Scelta Civica – Ala per la Costituente liberale e popolare. “Noi di Scelta Civica – Ala ci siamo – dichiara Rabino – anche se abbiamo deciso di non sostenere il governo Gentiloni, proprio perché non aveva e non ha senso un governo fotocopia, senza Renzi”. Per il parlamentare: “Gli ultimi sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera, secondo i quali il M5S supera il PD e diventa il primo partito italiano, nonostante i disastri della Raggi a Roma, gli arresti, il pasticcio combinato a Bruxelles con l’Alde, dimostrano che il malessere degli italiani non tiene conto delle ideologie e quasi più neppure dei programmi dei partiti politici”. E quindi “bisogna dimostrare di sapere e volere fare poche cose, semplici, immediate, vicine alle esigenze dei cittadini”. Rabino illustra il programma dei prossimi giorni: “Lavoreremo nelle prossime settimane per mettere insieme le forze liberali e moderate che hanno sostenuto le riforme del governo Renzi e che, senza ambiguità, si considerano alternative alla destra populista e lepenista di Salvini, e ritengono ineludibile, per il bene dell’Italia, un’alleanza con un rinnovato partito guidato da Matteo Renzi”.