Rai3

“Io sono disponibilissimo: ci sono i 20 punti nostri e gli altri partiti ci devono dire perche’ non sono d’accordo sui nostri 20 punti, anche perche’ la maggioranza dei nostri 20 punti ce li hanno copiati negli ultimi 5 anni e li hanno messi nei loro programmi. Detto questo, se le forze politiche vorranno aggiungere altri temi, trovare la quadra, convergere su altri temi e metterci a lavorare per gli italiani, io sono d’accordissimo, l’unica cosa su cui non sono disponibile e’ lo scambio di poltrone e a reclutare voltagabbana”. Lo ha detto il candidato premier Luigi Di Maio, ospite di Agora’ su Rai Tre.

Michele Santoro dopo 22 anni torna su Rai3 con M, programma di approfondimento che andra’ in onda da giovedi’ 11 gennaio in prima serata per quattro puntate dalla sede Rai di Torino. Banche, immigrazione, evasione fiscale e Roma Capitale saranno i temi monografici delle quattro puntate. “Rai3 e’ sempre stata la mia casa, solo che bisogna intendersi sul concetto di casa, la casa e’ da dove si parte ma resta sempre quella – ha detto il giornalista – Per fare una cosa seria ci vuole un certo numero di mesi. Io ci voglio riprovare – faccio quello che i TG non fanno, quello che il flusso non mi suggerisce spontaneamente”. Tra i collaboratori di Santoro, ideatore del programma, anche Gianni Dragoni, Walter Molino e Guido Ruotolo. (Immagine: www.michelesantoro.it)

Lunedì 30 ottobre nuovo appuntamento con Report, in onda su Rai3 alle 21.05. Le inchieste della puntata riguarderanno: il dna e il business legato alla genetica (ll patrimonio di Giorgio Mottola); il grano e la sua provenienza (Che spiga!) di Manuele Bonaccorsi; l’acquisto di diamanti allo sportello della banca (Com’è andata a finire? – Occhio al portafoglio di Emanuele Bellano).
L’attenzione sarà puntata anche sui fondi erogati alle università dal Miur e sul mondo dei tatuaggi. (Immagine: sito web ufficio stampa Rai)

Il dialogo con i propri figli è sempre stato un problema per qualunque genitore. Un problema che negli ultimi anni si è ulteriormente complicato per l’ingombrante presenza dello smartphone, quello che possiamo considerare un nuovo strumento di separazione tra persone.
Nella puntata di “Quante Storie” in onda lunedì 23 ottobre, alle 12.45, su Rai3, il giornalista Aldo Cazzullo racconta a Corrado Augias le difficoltà di un padre alla ricerca di una conversazione vera e profonda con i suoi ragazzi, tra social network e fake news.
Nel corso della trasmissione si parlerà anche di nomofobia, ovvero della paura di perdere il proprio telefonino. L’argomento sarà trattato con il linguista Giuseppe Antonelli.

Con l’inchiesta Legittima difesa, in onda lunedì 16 ottobre alle 21.15 su Rai3, nell’ultima puntata del ciclo autunnale, PresaDiretta si interroga sull’insicurezza degli italiani, che ricorrono sempre di più al possesso delle armi.
Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno i porto d’armi civili in Italia sono circa 1 milione e 200 mila, ma il trend è in crescita e il numero risale al 2015. Di questi, una piccola parte sono quelli “per difesa personale”, di coloro che fanno un lavoro che li espone al rischio di aggressioni, come magistrati, avvocati, gioiellieri e i vigilantes. Poi ci sono i cacciatori, che sono quasi 700 mila, anche questi in aumento. Infine c’è il porto d’arma cresciuto più di tutti, quello “per uso sportivo”: ce l’ha quasi mezzo milione di italiani. Un certificato medico, due marche da bollo, un pomeriggio di corso presso un Poligono di tiro a segno nazionale per la parte teorica e quella pratica e se superi le prove hai il porto d’arma. PresaDiretta lo ha fatto. Con quel pezzo di carta si possono avere fino a 9 pistole e un numero illimitato di fucili.
Ma quante sono davvero le armi nel nostro paese? Non lo sappiamo con precisione perché l’ultimo censimento è di 9 anni fa. Le stime dicono che il numero si aggira tra i 7 e i 12 milioni. Quel che sappiamo però è che l’Italia ha un drammatico record: siamo il paese, secondo solo agli Stati Uniti, con il più alto numero di morti per arma da fuoco. 
Gli Stati Uniti invece per numero di armi possedute non sono secondi a nessuno, in America le armi sono più numerose degli abitanti. E la legge sulla legittima difesa, ferma in Parlamento, renderà più sicure le nostre case? A PresaDiretta il punto di vista dei partiti politici.

Il 9 novembre 1989 crolla il Muro di Berlino che divideva in due la cittàdal 1961. Il Muro era il simbolo della guerra fredda, della cortina di ferro che separava l’occidente dall’Europa dell’est e il suo crollo è un evento epocale perché segna la fine del sistema di relazioni internazionali e di regimi interni imposto dall’Unione Sovietica all’Europa orientale dopo la seconda guerra mondiale. A raccontarlo è “Tramonto rosso.
“La fine del Pci
” di Stefano di Gioacchino che Rai Cultura propone martedì 3 ottobre alle 21.10 su Rai3 per “L’Italia della Repubblica, con un’introduzione di Paolo Mieli. Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, Claudio Petruccioli, membro della segreteria nazionale del Pci dal 1987 al 1991.
Il processo di dissoluzione dell’est è rapidissimo – in Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, Polonia, Jugoslavia – mentre nell’ottobre del 1990, a un anno dalla caduta del muro, con il trattato di unificazione la Germania torna a essere uno Stato Unitario. Il processo di disgregazione investe anche le repubbliche sovietiche. Nel dicembre del 1991, dopo il fallimento di un colpo di stato contro Gorbaciov, si dissolve l’Urss e nasce la Csi, una federazione che riunisce la Russia e le ex repubbliche sovietiche con l’esclusione di quelle baltiche e della Georgia.
Anche nei paesi occidentali la caduta del comunismo ha avuto forti ripercussione. Soprattutto in Italia, terra di confine tra i due sistemi, e paese con il più grande Partito comunista dell’Europa occidentale. Pochi giorni dopo la caduta del muro di Berlino, davanti ai militanti della sezione Bolognina, il segretario Achille Occhetto annuncia che il Partito comunista cambierà nome e statuto.
È l’inizio di una grande discussione che porterà nel 1991 alla nascita del Partito Democratico della Sinistra.
Il documentario è arricchito da interviste tratte dal repertorio delle teche Rai e dà voce a protagonisti dell’epoca: Piero Fassino, Luigi Berlinguer, Pietro Ingrao, Sergio Garavini, Bettino Craxi. Nella puntata anche i contributi dello storico Silvio Pons, del politologo Piero Ignazi e del giornalista Luca Telese.

Lunedì 25 settembtre alle 21.15 Rai3 trasmette una nuova puntata di “Presadiretta” dal titolo I Mammasantissima, in cui si torna sul terreno della lotta alla criminalità organizzata. Una vera e propria spy story, nella quale si intrecciano la politica, la ‘ndrangheta e la massoneria. Sulla ‘ndrangheta si è detto e visto molto, sappiamo della sua pervasiva capacità di infiltrarsi nelle istituzioni e negli appalti, di lucrare sulla spesa pubblica, di gestire il traffico internazionale di droga, conosciamo la sua abilità nel cambiare pelle e il suo fiuto per gli affari. L’inchiesta di PresaDiretta prova a fare un passo avanti, entra nelle stanze segrete del potere politico criminale per raccontare chi sono quelli che le abitano, i Mammasantissima. A PresaDiretta, il racconto del livello segreto, il supervertice criminale, in cui si sono fusi ‘ndrangheta, massoneria deviata e politica, all’interno del quale si decide tutto: strategie economiche e politiche a livello nazionale. Un’inchiesta ricca di rivelazioni, intercettazioni, testimonianze di pentiti e di latitanti. In questa eccezionale puntata alcuni dei testimoni più importanti dell’impegno dello Stato nella lotta contro la criminalità organizzata come la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi e Giuseppe Lombardo, Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, che da anni indaga il livello più evoluto della criminalità e conosce i territori segreti dell’Anti Stato. In Studio, ospite di Riccardo Iacona, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, uno dei magistrati più noti e in prima linea nella battaglia contro la ‘ndrangheta.

”In ½ h”, l’approfondimento giornalistico di Rai3 condotto da Lucia Annunziata, raddoppia: da domani alle 14.30 sarà ”1/2 h in più”. Sessanta minuti in cui le tradizionali interviste faccia a faccia saranno integrate da servizi filmati e approfondimenti sui ”dossier” più caldi della politica italiana ed internazionale. La prima puntata della nuova stagione sarà dedicata al rapporto tra Germania e Italia. La Germania è al voto. La vittoria di Angela Merkel appare scontata, ma quali scenari si aprono per l’Unione Europea e per i mercati? E l’Italia, che è già in campagna elettorale, riuscirà ad entrare in campo? Con Lucia Annunziata Ferruccio De Bortoli, Yanis Varoufakis, Enrico Letta, Veronica De Romanis e un’intervista esclusiva al presidente della Bundesbank Jens Weidmann.

“Torino Torino la bella città, si mangia si beve e bene si sta!”: questa era una filastrocca recitata dai bambini pugliesi e calabresi alla fine degli anni ’50 e dà la misura del potere di attrazione della città industriale. Il fenomeno delle migrazioni interne rappresenta una delle conseguenze più rilevanti della crescita industriale e a questo fenomeno è dedicato “L’Italia della Repubblica”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 20 settembre alle 13.05 su Rai3.
Dal 1951 al 1960 oltre due milioni di persone abbandonano il Mezzogiorno per trasferirsi nelle città del nord o all’estero. Si viaggia a bordo del treno del sole, il simbolo di quei viaggi che hanno unito il nord al sud dell’Italia. Si parte dalla Puglia, dalla Sicilia, dalla Campania, ma anche il settentrione ha i suoi emigranti. Il Sud diventa il serbatoio di manodopera per il triangolo industriale. Gli effetti sono immediati: le campagne si spopolano e le città si riempiono con evidenti problemi di sovraffollamento e insufficienza dei servizi. Si parte con in tasca l’indirizzo di un compaesano che può ospitarti in attesa di trovare un lavoro. Si vive in pensioni, in locande, a volte in soffitte e l’integrazione non è facile. Spesso i “meridionali” sono guardati con diffidenza e ci vorrà del tempo perché l’integrazione avvenga.
Ernesto Olivero, intervistato da Michele Astori, spiega capire l’impatto dei movimenti migratori sulle città e sulle vite degli italiani che hanno raggiungo il nord negli anni ‘60. La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale del contributo degli storici Piero Bevilacqua  ed Emilio Franzina,  del demografo Antonio Golini e del giornalista e scrittore Goffredo Fofi.

Sarà il “capitale naturale” il protagonista della seconda puntata della nuova stagione di PresaDiretta, in onda domani alle 21.15 su Rai3. E’ un tesoro inestimabile che va protetto perché custodisce tutto quello che ci serve per vivere: l’acqua, l’aria, la terra, la biodiversità. E’ però anche un patrimonio fragile, aggredito dal riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici che ormai sono sotto gli occhi di tutti e ci riguardano sempre più da vicino.
A PresaDiretta l’allarme degli scienziati e le risposte della politica con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
Le telecamere di PresaDiretta hanno poi attraversato da nord a sud i Parchi e le Aree protette dell’Italia, che rappresentano un decimo del nostro territorio, molto di più della media delle altre nazioni europee. Hanno scoperto luoghi unici e di inestimabile bellezza, come le foreste Casentinesi, il Parco dello Stelvio, il Parco della Majella, l’arcipelago della Maddalena: un patrimonio naturale unico ma anche molto fragile. “Il capitale naturale” è un racconto di Riccardo Iacona con la collaborazione di Marco Piazza, Alessandro Macina, Antonella Bottini, Raffaella Notariale, Marcello Brecciaroli, Massimiliano Torchia, Andrea Vignali.
( fonte immagine: Ufficio Stampa Rai)