Rai3

Parlamentare, prima donna ministro della storia d’Italia, nel 1976, presidente della Commissione sulla Loggia P2, Tina Anselmi è la prima personalità in vita, a ricevere l’omaggio di un francobollo, emesso dalle Poste Italiane, a settanta anni dal voto alle donne. A lei Rai Cultura dedica il documentario “Tina Anselmi. La grazia della normalità” di Anna Vinci, con la regia di Claudia Mencarelli, in onda giovedì 31 agosto alle 13.05 su Rai3, per la serie “Italiani”, con Paolo Mieli. Tina Anselmi viene raccontata a partire dalle sue parole: “Io ripeto sempre, a cominciare dalle mie nipotine, che nessuna vittoria è irreversibile. Dopo aver vinto possiamo anche perdere. Negli anni Sessanta, e nei primi anni Settanta, noi donne impegnate in politica e nei movimenti femminili e femministi, noi parlamentari con responsabilità nei partiti e nel governo eravamo ancora pioniere. Questa parola fa pensare che in seguito saremmo diventate più numerose e avremmo contato di più. Purtroppo, certe speranze sembrano non aver dato i frutti che avevano in serbo”.
È su questo “purtroppo” che s’interroga il documentario, attraverso il materiale delle Teche Rai: un “purtroppo” che trova spiegazioni attraverso le parole della Anselmi in due fatti salienti della politica del nostro Paese. Prima di tutto il mancato approfondimento sulle conclusioni della Commissione sulla P2 e sulla politica “sommersa” alla base del progetto della Loggia che “vive e prospera” – ricordava l’ex presidente. E ci sono poi i fatti di sangue che hanno segnato la storia del nostro paese dal 1976 al 1981, in concomitanza con l’elaborazione del piano di Rinascita Democratica di Gelli e il crescente potere della Loggia P2. E su questo la Commissione aveva tratto cuna conclusione che “documenta la presenza di uomini affiliati alla Loggia in buona parte delle vicende più torbide che hanno attraversato il paese nel corso di più di un decennio”. E c’è poi la Anselmi che ricorda il ruolo della donna, anche in politica: “Quando le donne – dice – si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è per noi politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”. A parlare di lei e del suo impegno civile e politico, la sorella Maria e l’amica Maria Luisa Gazzola; Enzo Giaccotto, segretario particolare durante l’impegno ministeriale dell’Anselmi, prima ministro del Lavoro, nel 1976, e poi nel 1978 ministro della Sanità; Giovanni Di Ciommo, segretario della Commissione Bicamerale sulla Loggia P2 di Licio Gelli. E ancora, Dacia Maraini, testimone degli anni Settanta e delle battaglie femministe e di quelle dei movimenti femminili, e amica della Anselmi, pur nella diversità dei campi politici. (immagine: Tina Anselmi. Fonte: sito web ufficio stampa Rai)

“Assumo questo incarico con grande entusiasmo e gratitudine nei confronti dell’azienda Rai nella quale sono cresciuto e che mi ha dato l’opportunita’ di fare per oltre vent’anni un lavoro sempre appassionante”. Lo ha detto il neodirettore di Rai3, Stefano Coletta, nominato dal Cda di viale Mazzini dopo le dimissioni di Daria Bignardi. “Ho sempre pensato a Rai3 come a uno spazio dalla forte identita’ di servizio pubblico, che parli a tutti, che non escluda, che sia autentica soprattutto nel raccontare il nostro paese. E’ questa la sua natura e vorrei fosse sempre di piu’ il terreno dell’innovazione e della crescita di un linguaggio televisivo di qualita’ e di ascolti”, ha aggiunto Coletta.

In occasione dei Mondiali di nuoto di Budapest, Rai3 dedica una puntata speciale di “Irregolari” a Federica Pellegrini, campionessa del nuoto italiano e internazional, che andrà in onda domenica 23 luglio, alle 21.10.
L’appuntamento apre una serie di puntate che racconteranno la vita di grandi personaggi contemporanei della società italiana attraverso interviste, materiale di repertorio e ricostruzioni/fiction dei momenti chiave della loro vita.
Federica Pellegrini rivela la sua vita tra vittorie e sconfitte. Le Olimpiadi di Atene 2004, Pechino 2008, Rio 2016. La bulimia e gli attacchi di panico. La prima volta che è entrata in piscina e la forza di volontà necessaria per non mollare mai. “Dall’acqua sono nata, come tutti – dice- ma, a differenza loro, io non ne sono più uscita”.
L’amore, i tatuaggi, la passione per i tacchi alti, le serate in discoteca con gli amici e le nottate insonni prima delle gare.
La forza e il carattere di Federica Pellegrini, una vera “irregolare” dello sport, vengono raccontati dai tanti che l’hanno conosciuta e amata: il papà Roberto, la mamma Cinzia Lionello, il fratello Alessandro, le compagne di squadra, la maestra delle elementari, il primo allenatore Max Di Mito e l’attuale allenatore Matteo Giunta, gli amici del mare e del cuore, Isabella Sollazzi moglie di Alberto Castagnetti, Filippo Magnini, Giovanni Malagò, Elisabetta Caporale.

La classe operaia torna in televisione. Dai metalmeccanici con le tute blu ai muratori della Valcamonica, dai proletariati di Danzica ai rider o ai driver di Londra, si riparla di questione sociale con ‘Operai’, il nuovo programma di Gad Lerner, in onda su Rai3 da domenica 7 maggio, alle 22,50. Sei puntate per raccontare come e’ cambiato il mondo del lavoro, dopo la globalizzazione e lo sviluppo della robotica, cosa si deve fare oggi per portare a casa un salario a fine mese. Con interviste sul posto di lavoro, seguendo i lavoratori da quando escono di casa alla mattina, fino al loro rientro in famiglia. “Credo sia saggio tornare a parlare della nuova questione sociale che stiamo vivendo adesso, senza ideologia – ha detto oggi Lerner presentando il programma negli studi Rai di Corso Sempione a Milano – Io credo che in passato, soprattutto noi intellettuali, abbiamo caricato gli operai di troppe responsabilita’: prima abbiamo deciso che dovevano essere loro a guidare la rivoluzione sociale, poi che dovevano essere sempre loro a sacrificarsi per il bene di tutti”. “In realta’ i nuovi operai sono molto diversi da quelli di una volta – ha aggiunto il giornalista – ormai la classe operaia ha divorziato dalla politica”. Non piu’ conflitto sociale quindi (e infatti la prima puntata si intitola ‘Dopo la lotta di classe’), ma sempre sul baratro del rischio di fenomeni di ritorno come i rapporti di lavoro quasi servili (e non solo tra gli immigrati), con i diritti barattati per un salario da miseria. “Ma non e’ un programma da piagnisteo, ho sempre detestato la tv del dolore – ha precisato Lerner – e’ stato difficile pero’ non commuoversi ascoltando molte storie”. Un itinerario che porta dall’ex Fiat Mirafiori a Castel San Giovanni, nel colosso della piu’ moderna logistica, Amazon, fino alle lavoratrice delle cooperative di pulizia, che hanno varato il lavoro ‘spezzettato’: due o tre ore la mattina nei condomini o prima delle inizio delle attivita’ lavorative, e due o tre ore la sera per rassettare gli uffici una volta chiusi. “Un programma da servizio pubblico, in linea con la Rai3 che volevo quando ne ho assunto la direzione”,ha detto la responsabile della rete da un anno e 3 mesi, Daria Bignardi che si e’ detta soddisfatta dei risultati ottenuti finora. I racconti degli operai saranno inframmezzati da atre interviste. Come quella al Premio Nobel Polacco Lech Walesa, fondatore di Solidarnosc, la prima organizzazione sindacale libera in un paese del blocco sovietico e al regista Ken Loach che ha dedicato molte delle sue opere cinematografiche alla quotidianita’ operaia.

Riparte l’appuntamento con “Report” e con Sigfrido Ranucci che raccoglie il testimone da Milena Gabanelli da lunedi’ 27 marzo alle 21.30 su Rai3. Tra i servizi in scaletta: Sotto le stelle di Bernardo Iovene. Una stella Michelin cambia la vita a un ristorante e allo chef, ma anche le forchette del Gambero Rosso e i cappelli dell’Espresso possono fare la fortuna di un cuoco, che da quel momento ha la possibilita’ di partecipare a trasmissioni televisive, eventi culinari nazionali e internazionali, avere sponsor, diventare consulente, docente e fondare scuole. Ma agguantare stelle, cappelli e forchette ha un prezzo. Qual e’? L’inchiesta di Bernardo Iovene racconta come dietro il fantastico mondo della cucina ci sia in realta’ un gioco delle parti e un intreccio promiscuo tra cuochi, fornitori e critici delle piu’ prestigiose guide. Un indotto che porta soldi e notorieta’ a pochi e che crea un sogno: soltanto nel 2016 sono stati circa duecentomila i ragazzi che hanno frequentato gli istituti professionali alberghieri, il 21% in piu’ rispetto al 2010. L’altra faccia della medaglia ci mostra un mestiere che non ha tutela sindacale, dove il doppio turno e’ la regola, e dove la meta’ dello stipendio e’ in nero. E ancora un servizio dal titolo Ricercatori e ricercati di Giulio Valesini. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche gestisce un budget di circa un miliardo e duecento milioni di euro. Ma come lo fa? Una parte dei soldi della ricerca sono stati spesi in gonfiabili, ortaggi, vino, tappeti orientali. Dalle carte di un audit interno del Cnr di cui Report e’ venuto in possesso, emergono convegni contabilizzati piu’ volte, richiesta di finanziamenti con firme false e progetti di ricerca inesistenti. All’Istituto per l’ambiente marino costiero, uno dei piu’ prestigiosi del Cnr, alcuni acquisti venivano fatti all’insaputa dei ricercatori responsabili dei progetti. Segue il servizio Ospiti indesiderati di Alessandra Borella. Hanno soppiantato le classiche candeline per torte. Si chiamano fontane luminose, stelline scintillanti o sparkler. In realta’ sono petardi e sopra la panna, con le scintille, scende una pioggia di metalli pesanti tossici per la salute. Nella normativa europea sui fuochi di artificio non c’e’ alcuna deroga che possa far pensare al contatto con il cibo. E cosi’ ogni azienda di import-export sulle etichette scrive un po’ quello che vuole: inserire nella torta, in un terreno soffice, in posizione stabile, in verticale, usare solo all’esterno, usare ovunque anche all’interno. Questo perche’ c’e’ un vuoto normativo. Infine La decadenza di Alessandra Borella. L’aula del Senato ha salvato dalla decadenza il senatore Augusto Minzolini, che pero’ sarebbe interdetto dai pubblici uffici, dopo la sentenza definitiva per peculato per l’uso improprio delle carte di credito Rai, confermata in Cassazione il 12 novembre 2015.

Tre documenti per non dimenticare cosa è stata la Shoah, la più grande tragedia del XX secolo, saranno proposti da “La Grande storia” – con gli interventi di Paolo Mieli – in onda lunedì 30 gennaio, alle 23.10, suRai3. L’inizio è affidato alle immagini della liberazione di Auschwitz, girate dai cineoperatori dell’Armata Rossa, che testimoniano il male assoluto. Si parlerà poi di scienza, o sarebbe meglio dire pseudoscienza, rappresentata dallo spietato medico di Auschwitz Joseph Mengele, i suoi folli esperimenti, la sua ‘ossessione’ per i gemelli. Infine, il primo piano sulla pervasiva propaganda nazista, raccontata attraverso la figura di Julius Streicher, propugnatore delle tesi antisemite, attraverso la sua rivista “Der Sturmer”.

E’ stata una donna dai mille mestieri: pianista, giornalista, attrice ma soprattutto animatrice di feste mondane; ha vissuto l’intero arco della sua vita tra Londra, Parigi, New York e Montecarlo. E’ Elsa Maxwell, la penna più “avvelenata” del giornalismo di costume statunitense: un personaggio raccontato dal professor Francesco Perfetti a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura condotto da Michela Ponzani in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Elsa Maxwell ha saputo raccogliere le confidenze degli uomini e delle donne più famosi e potenti del suo tempo: Roosevelt, Churchill, Enrico VIII, Cole Porter, Charlie Chaplin e Maria Callas, e per questo si è meritata l’appellativo di “pettegola d’America”. Una personalità poliedrica che ha attraversato due guerre mondiali, gli anni ruggenti, il divismo hollywoodiano e la dolce vita, sempre con un occhio disincantato e arguto.

Gazebo social news conquista anche la serata del lunedì su Rai3 dopo la costante crescita di ascolti con una media oltre il 5.5 di share e crescente apprezzamento del pubblico. Il programma, dopo la sosta natalizia, tornerà in onda lunedì 9 gennaio con 5 puntate a settimana a partire dalle 20.10 (lunedì – venerdì). Promossi Diego Bianchi, Marco Dambrosio (Makkox), Andrea Salerno e tutto il cast di “Gazebo Social news”.
Da domenica 15 gennaio tornano anche le seconde serate, con degli speciali-evento, una volta al mese.
“Il gruppo di Gazebo – ha dichiarato Daria Bignardi, direttore di Rai3 – riesce ad intercettare un pubblico che non guarda la Tv. Diego Bianchi e il suo gruppo realizzano un programma innovativo di controinformazione che contamina tv e social. Per questo nella prossima stagione abbiamo deciso di allungare la striscia anche al lunedì”.
La trasmissione ha avuto anche un forte impatto sul versante social. Gazebo è attivo sui maggiori social network: facebook, twitter e Instagram e produce quotidianamente contenuti crossmediali (aggiornamenti, foto, video) anche in esclusiva web. Su facebook 8 milioni di visualizzazioni complessive dei video caricati durante la stagione (da settembre 2016). Su Twitter 175.000 follower e da settembre 2016 gli oltre 1200 tweet hanno superato i 14 milioni di visualizzazioni complessive. Instagram, aperto quest’anno, ha raggiunto 30.000 follower e fa largo uso di “storie” multimediali.

“Sembra chiaro a tutti che il governo Gentiloni appena nato e’ in assoluta continuita’ con il governo Renzi. La maggioranza, come dicevamo noi di Forza Italia, aveva i numeri da sola per rifare un governo. Certo, ci aspettavamo decisamente altro, perche’ la sensazione che si trasmette e’ che abbia vinto la voglia di potere e sia stato ignorato il voto popolare. Penso francamente che Maria Elena Boschi tornando al governo come se nulla fosse accaduto abbia fatto male a se stessa e al Partito democratico”. Lo ha detto Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, ad “Agora’”, su Rai Tre. “In alcune occasioni, nella vita come in politica, servirebbe e sarebbe opportuno fare un bagno di umilta’, dignita’ e stile. Se io mi fossi trovata nella posizione di Maria Elena Boschi – dopo una campagna referendaria come quella appena finita, dopo aver legato il proprio destino politico ad una riforma della Costituzione, e dopo la netta vittoria del No a quella stessa riforma – mi sarei dimessa, avrei lasciato, sarei stata coerente. Ma le scelte sono anche frutto della cultura politica che si acquisisce negli anni. La Boschi, per mesi e mesi, ha fatto lezione a tutti da maestrina in cattedra. La coerenza e’ un valore e quindi mi aspettavo che tenesse fede alla parola data anche perche’ la riforma bocciata dagli italiani aveva il suo volto e la sua firma”.

Bianca Berlinguer torna su Rai3 con un appuntamento quotidiano di mezz’ora su cronaca, politica e informazione, ‘Carta Bianca’, il titolo della trasmissione, sarà in diretta dal lunedi’ al venerdi’ dal 7 novembre alle 18.25. Ospiti della prima puntata Renzo Arbore, e l’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro. La giornalista, che dopo sette anni ha lasciato la direzione del Tg3 e la conduzione dell’edizione delle 19, dichiara: “Non vogliamo sovrapporci al tg. Faremo un tipo di informazione diversa. Non utilizzeremo i corrispondenti della Rai, ad esempio. E’ chiaro pero’ che se dovesse avvenire un terremoto, un attacco terroristico di portata, in quel caso rischieremo la sovrapposizione perche’ le notizie sono importanti. Se ci sara’ un’emergenza la copriremo e su questo saremo attrezzati. Mi hanno seguito tre donne, l’ex capo della cronaca del tg3, l’ex caporedattore di Lineanotte e una collega del politico. Io credo nella Rai”. Aggiunge la giornalista: “Abbiamo ottenuto carta bianca su tutto. Il pubblico e’ abituato a vedermi in una chiave molto seria, fredda e distaccata. Spero di far conoscere un altro lato di me stessa. Ci piacerebbe anche far sorridere”.