regolamento

Entrerà in vigore il prossimo 29 marzo il Dpcm, pubblicato in Gazzetta ufficiale, che contiene il regolamento per l’individuazione delle modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di polizia. Si stabilisce il divieto alla raccolta e al trattamento dei dati sulle persone per il solo fatto della loro origine razziale o etnica (inclusi quelli genetici e biometrici), la fede religiosa, lopinione politica, lorientamento sessuale, lo stato di salute, le convinzioni filosofiche o di altro genere, ladesione a movimenti sindacali. È consentito il trattamento di tale particolare categoria di dati qualora vi siano esigenze correlate ad attività informative, di sicurezza, o di indagine di polizia giudiziaria o di tutela dellordine e della sicurezza pubblica, ad integrazione di altri dati personali. Sono poi disciplinati i casi in cui è consentita la comunicazione dei dati tra Forze di polizia, a pubbliche amministrazioni o enti pubblici e a privati, consistenti, sostanzialmente, nellesigenza di evitare pericoli gravi e imminenti alla sicurezza pubblica e di assicurare lo svolgimento dei compiti istituzionali per le finalità di polizia.

Il Consiglio superiore della magistratura svolge un ruolo “difficile, spesso poco compreso”. Ma si tratta di una “funzione fondamentale della nostra democrazia costituzionale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presiedendo la seduta straordinaria di Plenum del Csm sulla riforma del Regolamento interno. “Nel vostro operato – ha continuato il capo dello Stato – quindi, e’ necessario sempre che gli obiettivi della funzionalita’ e della qualita’ della giurisdizione siano sempre al centro delle scelte di amministrazione. A questi obiettivi e’ finalizzato ogni strumento del Consiglio e tra questi il nuovo regolamento. Perche’ l’obiettivo, naturalmente, e’ sempre tutelare al meglio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. La riforma del Regolamento interno è stata approvata a Palazzo dei Marescialli con 18 voti a favore, 7 astenuti e nessun contrario. “Desidero esprimere apprezzamento per il modo in cui il Consiglio superiore della magistratura ha inteso dare impulso al processo di riforma degli strumenti di normazione secondaria – ha detto il Presidente Mattarella – In questa direzione, la modifica del regolamento interno e’ un risultato particolarmente significativo di questa Consiliatura”. Il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, dopo l’approvazione da parte del plenum del Csm, in seduta straordinaria, del nuovo regolamento interno ha commentato: “Innanzitutto riscriviamo in modo sistematico, organico e completo la fonte delle regole di funzionamento del Consiglio Superiore della magistratura, le finalità sono quelle della trasparenza, leggibilità, conoscibilità degli atti del Consiglio, dell’efficienza e della collegialità”.