Renato Brunetta

“Forza Italia è un partito forte, nazionale, ramificato storicamente su tutto il territorio, presente al nord, al centro e al sud nel nostro Paese. Negli ultimi anni, anche in relazione al nuovo scenario politico tri o quadri-polare, Forza Italia, secondo tutti i sondaggi e anche nelle elezioni amministrative che si sono susseguite, ha più consenso nelle regioni del Mezzogiorno rispetto ad altre aree del Paese. Forse solo in alcune zone della Lombardia arriviamo ad avere le percentuali che possiamo vantare in Campania o in Calabria, in Sicilia o in Puglia”. Così in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera.
“Dire, come ha fatto l’amico Giovanni Toti oggi a ‘Il Messaggero’, che al sud c’è ‘incapacità di creare consenso e di fare squadra’ è assai inesatto – si legge nel comunicato pubblicato sul sito di Forza Italia – Così come dire, sempre parole del governatore ligure, che ‘quelli che erano i nostri granai d’Italia, faticano a dare le messi che davano una volta’ è sorprendentemente ingeneroso nei confronti di regioni che dal ’94 ad oggi e anche nel recente passato hanno fatto la fortuna di Forza Italia e del centrodestra”.
Continua il presidente dei forzisti a Montecitorio: “Sapendo di interpretare correttamente il suo pensiero, forse espresso male dall’amico Toti, mi permetto di completare il ragionamento. Il governatore della Liguria voleva solo spronare i nostri dirigenti e militanti locali a far ancora di più, a migliorare le nostre performance per vincere alle prossime elezioni politiche con la golden share di Forza Italia nella coalizione di centrodestra. Semmai ci fosse un problema al sud, questo sarebbe causato da qualche altro partito alleato che non è forte e ben radicato in tutto il Paese come lo siamo noi. Noi vogliamo un centrodestra forte, plurale e vincente in tutta Italia e Forza Italia, partito nazionale da sempre, lavora per questo grande obiettivo. Siamo certi che Toti lavorerà con grande impegno nella sua Liguria per far primeggiare Forza Italia e il centrodestra, il nostro auspicio è che tutte le altre forze alleate, che vogliono avere valenza nazionale e non locale, si rafforzino sempre più in tutto il territorio, in modo da essere competitivi in tutta Italia e con qualsiasi legge elettorale. Questa, e solo questa, sarà la chiave per la nostra vittoria alle prossime elezioni politiche del 2018”.

“Abbiamo avuto un’accelerazione nella discussione in merito alla nuova legge elettorale. Stiamo lavorando, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, per trasformare il Rosatellum in un modello tedesco, che garantista rappresentanza e governabilita’”. Lo ha detto ieri Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da TeleNord, in occasione di una sua visita a Genova per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Marco Bucci. “Penso che in Parlamento ci possa essere grande convergenza su questo sistema. E poi, con una legge elettorale approvata con grande condivisione, si puo’ anche andare a votare in autunno”.

“Un tentativo eversivo contro Renzi? La sua denuncia è certamente legittima, ma puzza di ipocrisia. Da molti anni c’è un utilizzo abnorme di intercettazioni che vengono passate ai giornali in modo illegale. Noi lo abbiamo denunciato quando accadeva contro Berlusconi e lo facciamo anche oggi. Mentre i compagni del Pd hanno costruito la loro battaglia politica anche con questi strumenti”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”. “Pubblicare un’intercettazione illegale configura il reato di ricettazione, esattamente come un gioielliere che compra un orologio rubato. Noi l’abbiamo sempre pensata così e abbiamo la coscienza a posto – ha detto Brunetta – Nel Pd, invece, in questi giorni va in scena un ‘contrordine compagni’. La legge è chiara oggi come lo era allora, solo che quando c’era di mezzo Berlusconi quelli del Pci-Pds-Ds-Pd andavano in piazza a manifestare contro il bavaglio e con lo slogan ‘Intercettateci tutti’. Perché Renzi non denunciò allora il tentativo eversivo contro Berlusconi? Solo se lo avesse fatto, oggi sarebbe credibile. E invece contro gli avversari quelle telefonate facevano comodo… si vergognino”. Noi “non abbiamo mai usato questi strumenti illegali contro gli avversari. E anche in questi giorni ho denunciato il circuito giornalistico-giudiziario che fa danni spaventosi alla democrazia. Fino a livelli eversivi. Ma la denuncia di Renzi mi fa male per la sua ipocrisia. Non ha diritto di gridare allo scandalo”, ha sottolineato Brunetta.

“Noi stiamo dalla parte dei magistrati che fanno quotidianamente il loro dovere. Noi vogliamo che quei magistrati che, legittimamente, hanno scelto di fare altro i capi di gabinetto, i presidenti di Regione, i presidenti di commissione, i sindaci, i consulenti abbiamo delle regole ben precise per queste loro uscite dalla magistratura. Regole prima, durante e dopo. Se queste regole non ci sono la magistratura perde di credibilità . Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa del gruppo azzurro in merito al provvedimento sulle toghe in politica. Noi stiamo dalla parte dei 9700 magistrati che fanno quotidianamente il loro dovere, e vogliamo, per quei 300 magistrati che hanno deciso di fare per un po’ di tempo altro, regole ben precise a garanzia di tutti i cittadini, ma a garanzia soprattutto della credibilità della magistratura. Questo provvedimento, rispetto a quello approvato a larga maggioranza tre anni fa a Palazzo Madama, è stato totalmente annacquato, porterà a nulla, dovrà tornare al Senato e non verrà regolamentato alcunché. Quindi, neanche in questa legislatura sarà stata approvata una legge per regolare le cosiddette porte girevoli. Questo è indecente e inaccettabile, e questo è avvenuto soprattutto grazie al Pci-Pds-Ds-Pd, che continua a rivelarsi come il partito dei magistrati politicizzati”.

“Aspettiamo con serenita’ il giudizio della Corte Costituzionale sull’Italicum, per poi, una volta lette le motivazioni, avviare il lavoro parlamentare”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Per Brunetta il lavoro parlamentare è “indispensabile, per ragioni di metodo e di merito. Di merito perche’ necessariamente le sentenze non saranno auto-applicative, per un problema di metodo politico perche’ a fare le leggi e’ il Parlamento e non la Corte Costituzionale”. Continua il presidente dei forzisti a Montecitorio: “Il Parlamento si assuma le sue responsabilita’, e sulla base dei giudizi della Corte, quello del 2014 e quello del 24 gennaio 2017, legiferi in piena autonomia. Poco tempo, tanto tempo, il tempo che sara’ necessario per poi andare ad elezioni. Grande serenita’, grande determinazione e idee chiare sul prodotto finale che Forza Italia persegue, ossia una legge elettorale a base fortemente proporzionale. Per il resto, come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siamo pronti a collaborare, in Parlamento, con tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione”.

“Dopo la sonora sconfitta referendaria il Pd di Renzi e Orfini non puo’ piu’ dare le carte, men che meno sulla riforma della legge elettorale. L’unico tavolo possibile e’ e rimane il Parlamento”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Pertanto – prosegue -, no a un Nazareno 2.0, no all’ennesima forzatura da parte del Pd. La legge elettorale, cosi’ come evidenziato piu’ volte dal Presidente della Repubblica, sia realmente condivisa ed elaborata da tutte le forze che siedono in Parlamento, solo cosi’ potra’ avere quell’autentica legittimazione politica che e’ mancata a tutte le orribili riforme di Renzi bocciate dagli italiani. La strada e’ tracciata: pronuncia della Consulta il 24 gennaio e poi discussione nelle Commissioni affari costituzionali e nelle Aule di Camera e Senato di una nuova legge che garantisca governabilita’ e rappresentativita’. Elementi questi che il Mattarellum, anche modificato, in presenza di un sistema ormai tripolare, non riuscirebbe a garantire”. “Il Pd di Renzi e Orfini se ne faccia una ragione, sotterri l’ascia di guerra, elabori il lutto della sconfitta referendaria e in Parlamento – conclude – ragioni con tutti di legge elettorale alla pari”.

“Il voto referendario, con il 60 a 40 per il No, ha non solo certificato il fallimento della riforma costituzionale ma anche di quella elettorale ad essa connessa. Il voto referendario e’ stato soprattutto il voto sui 1000 giorni di Renzi e sulla sua occupazione brutale della vita politica italiana, del potere, della nostra democrazia”. Lo dice il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. “Ricordiamo l’occupazione notturna dell’Aula durante la discussione ed il dibattito sulla riforma costituzionale, ricordiamo i tre voti di fiducia sull’Italicum, gli insulti che Renzi ha rivolto a chi gli si opponeva, anche su materie delicate come quella del terremoto – prosegue -. Quando un governo mette al centro della sua azione politica delle riforme che diventano, per la loro connotazione, per il significato che si da’ loro e per la volonta’ che ci si mette, eversive e che vengono fatte solo per il potere, non per semplificare, non per risparmiare, non per migliorare, ma solo per potare un uomo solo al comando. Nonostante i media asserviti, tutti, nonostante l’occupazione militare della Rai. Non era mai successo nella nostra storia repubblicana un fatto di questo genere. Il 60 a 40 ha bocciato il Pd di Renzi, ha bocciato il renzismo e questo e’ un bene, mi fa gioire, respiro con piu’ gioia – conclude Brunetta -. Non ha solo bocciato una cattiva riforma costituzionale e una cattiva legge elettorale ma ha bocciato un modo deteriore di intendere la politica”.

“Renzi e’ spudorato. Domenica a ‘Che tempo che fa’ ha usato il traino di un gruppo musicale come i Coldplay per andare in tv a fare propaganda. È indecente”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al ‘Fatto Quotidiano’. “I Coldplay erano in programma a ‘Che tempo che fa’, Renzi no. Ma il presidente del Consiglio li ha usati per fare un blitz, per andare in video subito dopo la loro esibizione e sfruttare il loro picco d`ascolto. È roba da Paese sudamericano. Certo che l`ho denunciato all`Agcom, l`Autorita’ sulle comunicazioni, e anche alla Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Il comportamento del direttore generale Rai, Antonio Campo Dall`Orto, e del conduttore del programma Fabio Fazio, e’ indecente”, conclude.

Prosegue lo scontro tra Forza Italia e il governo Renzi. Renato Brunetta non perde occasione per attaccare l’Esecutivo e per apostrofare in malo modo il premier. Con  l’avvicinarsi del voto referendario i toni non  potranno che inasprirsi. Il capogruppo di Forza Italia attacca duramente “Forza Italia aveva creduto al Nazareno, finche’ Renzi non l’ha cambiato per ben 17 volte – sia sull’Italicum, sia sulla riforma costituzionale -, la 18esima volta con l’elezione di Mattarella al Colle. Berlusconi ha capito l’imbroglio e Renzi e’ rimasto solo con Alfano e Verdini. Renzi e’ un imbroglione”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Renato Brunetta esprime “solidarietà” ai telespettatori di Politics “dopo l’ignobile pollaio che abbiamo potuto vedere” ieri sera, con l’intervista a Matteo Renzi. Telespettatori, insiste il capogruppo di Fi intervenendo alla Camera dopo le comunicazioni del premier sul Consiglio Europea, “che non si erano ancora ripresi dalla domenica bestiale, senza calcio, Renzi-Giletti, fatta in spregio alla regolamentazione della par condicio che è stata approvata pochi giorni dopo. Deve essere davvero disperato per aver bisogno di questa invasione, avendo tutti i giornaloni dalla sua parte, dopo aver blindato i tg, dopo aver condizionato le tv private. Ne aveva proprio bisogno? Non ne ha guadagnato la sua credibilità”. E su questo punto Brunetta cita alcuni sondaggi: “La fiducia in lei si è dimezzata in 30 mesi, da 60% a 30. In 30 mesi in cui lei ha potuto fare carne di porco della democrazia parlamentare, nonostante questo la fiducia nella sua persona è crollata di 30 punti. La gente ha capito la malattia politica che la affligge, l’azzardo morale, il non mantenere la parola. Studi la teoria dei contratti dell’ultimo premio Nobel: l’azzardo morale è imbrogliare. L’hanno capito i cittadini quando andranno a votare il 4 dicembre”.