Renzi

A tre giorni dal referendum i toni restano alti. “Se vince il No ci teniamo 950 poltrone. E i politici diranno “io ho votato per la riforma ma hanno deciso i cittadini…”. Avranno tutte le scuse di questo mondo, e io non sarò della partita. Se lasceremo il Paese com’è adesso noi condanneremo i nostri figli. Non è un problema del mio governo perché i governi passano. Quest’occasione non ricapita”: così il premier Matteo Renzi a “Mattino Cinque”. “Se domenica si voterà No – ha aggiunto – torneranno anche le province. La legge Delrio è una legge che cancella 300 milioni di emolumenti ma andrà rivista se si decide che in Costituzione devono rimanere le province”.

“Questa e’ una grande occasione per semplificare il sistema, e’ il modo per la politica per essere coerente e credibile, altrimenti non ci guarderemo piu’ allo specchio. Tutti i partiti hanno sempre detto di si’ alle riforme, il merito delle riforme vede tutti i partiti dire si, poi pero’ una volta che si puo’ fare loro dicono no”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo ad un’iniziativa per il Si a Torino. “Noi faremo l’ultima settimana sorridenti” ha aggiunto Renzi “andando casa per casa perche’ la politica non puo’ essere solo il 27 del mese per riscuotere lo stipendio”.

Se vince il si’ al referendum “la priorita’ e’ aprire una stagione di cambiamento in Europa. Se vinciamo il referendum saremo il governo piu’ stabile in Europa”. Lo dice Matteo Renzi, nel corso di un video forum a La Stampa. Il referendum, dice Renzi ricorrendo a una metafora calcistica, “e’ l’assist perfetto. E’ il cross che ti mette da solo davanti al portiere e l’Italia ha l’occasione di entrare nel futuro. Io sono impegnato perche’ sulla base del cross il centravanti possa fare gol. Se la palla va in tribuna, ne parleremo. Ma sicuramente non staro’ a vivacchiare”.

Il voto è “personale, libero e segreto”, ma a giudicare come si vota dall’estero “non è garantita la segretezza”. Lo sostiene il presidente del comitato del No, per il referendum costituzionale, Alessandro Pace. In un incontro con la stampa estera, Pace ha promesso che se il voto all’estero fosse rilevante ai fini della vittoria del sì”, il fronte del no si prepara a fare ricorso: “Avremo la possibilità di effettuare reclamo all’ufficio centrale del referendum”, ha detto.  Il presidente “l’ufficio centrale del referendum è un organo giurisdizionale, e si andrebbe davanti alla Corte Costituzionale”. Pronta la risposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Dopo 2 anni e 4 giorni di discussioni, cinquemila votazioni e 122 modifiche siamo arrivati a questo testo della Costituzione e su questo è il referendum. Ricorsi? Non si nega a nessuno”. Ha continuato il premier: “Segnalo a quelli che fanno ricorso che per il momento i ricorsi li hanno persi tutti. Tutti. Quindi noi saremo anche dei pasticcioni ma evidentemente l’abbiamo scritta bene”. Renzi ha concluso ieri sera il tour per il Sì a Reggio Emilia. Ha sottolineato come le opposizioni “stanno cercando di metterla in rissa. Ci hanno definito serial killer, oggi scrofa ferita – ha detto il premier – Chissà perché ferita: la mettono in caciara, talvolta ci sono cascato anche io ma ora ci sono dodici giorni da vivere con il sorriso e la tranquillità di chi crede nella politica”.

 

Negli “ultimi tredici giorni di campagna elettorale sul referendum” l’agenda di Matteo Renzi questa settimana prevede “molto centronord” dopo che la scorsa settimana ha toccato “molto mezzogiorno”. Lo annuncia il presidente del Consiglio nella sua Enews. “Toccherò tra gli altri Piombino, Livorno, Pisa, Reggio Emilia, Modena, Torino, Savona, Genova, Verona, Vicenza, Venezia, Roma, nello splendido scenario della Nuvola di Fuksas, sabato 26 pomeriggio, alle 17.30, Monza e Bologna”, scrive il premier. “Finalmente – osserva Renzi – stiamo entrando nel merito della riforma e dei cambiamenti che l’Italia potrà avere in caso di vittoria del sì. Certo, c’è sempre chi prova a cambiare argomento, a parlare di altro, dal Governo alla legge elettorale, ma sento da molti di voi che finalmente il clima è cambiato e adesso si inizia a discutere di riforme e non più di tutto il resto”. Sul confronto con i sostenitori del No al referendum costituzionale del 4 dicembre il premier conferma: “Sarebbe per me un piacere accettare il dibattito con Silvio Berlusconi da un lato, nella sua veste di capo del centrodestra e con Beppe Grillo, nella sua veste di capo del Movimento Cinque Stelle. O in alternativa con Davide Casaleggio, nella sua veste di proprietario del Movimento Cinque Stelle”. Intanto Renzi, in una intervista al Quotidiano Nazionale, replica al Financial Times, che ieri ha ipotizzato l’uscita dall’Italia dall’euro in caso di vittoria del No. “Non è in discussione l’euro”, ha detto, ma “i tanti euro che si prendono i politici a cominciare dai fondi del Senato che servono ai Cinque Stelle per pagare affitti e bollette”. Il premier ha sottolineato che “il referendum si giocherà sul filo dei voti” e che Toscana e Emilia “saranno decisive”.

Confronto ieri tra Renzi e Landini sul referendum costituzionale del 4 dicembre nella trasmissione di Lucia Annunziata su Rai3. Toni pacati, ma parole pesanti, è il giudizio dei media. Per il capo della Fiom, “questa riforma è malfatta”. Sul linguaggio usato nella campagna referendaria dal presidente del Consiglio, il numero uno dei metalmeccanici ha dichiarato che “non è da premier”. Renzi, in particolare, si è scusato per la parola “accozzaglia” utilizzata in riferimento ai sostenitori del No e alle loro diverse origini politiche. E sulla riforma ha risposto a Landini che “bisogna cambiare le cose e non difendere la casta, come fate voi”.

“Se il 4 dicembre vince il Si’, come credo, per loro non c’e’ piu’ spazio per tornare al potere. I vecchi leader politici fanno benissimo a giocarsi questa partita politica contro di me, fanno il loro gioco. Non si puo’ restare con le solite facce che per decenni non hanno cambiato il paese. Con De Mita è stato un confronto interessante. Lui ha partecipato a tre commissioni parlamentari per superare il bicameralismo paritario. E’ stato un dibattito meraviglioso, dopo decenni di politica ha criticato la riforma dicendo che è troppo frettolosa”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“Chi dice No non dice No nel merito. Ma o dice No perche’, anche per colpa mia, l’abbiamo buttata in politica, o perche’ dicono No a tutto salvo poi non riuscire ad andare d’accordo su niente se li metti insieme. Io credo al futuro dell’Italia, mettiamoci in moto insieme, non lasciamo l’Italia a chi pur di far fallire noi, fa fallire il Paese. Pur di fare un dispetto al presidente del Consiglio bloccherebbero il Paese, lo terrebbero inchiodato, impantanato nelle sabbie mobili”. Lo dice il premier Matteo Renzi a Matera. “I sondaggi vedono in testa i No? Se fossi scaramantico direi ‘meno male’. Ma la verita’ e’ che la maggioranza delle persone e’ incerta: se parte un tam tam e andiamo di casa in casa a convincere le persone, sara’ meraviglioso. Non lasciate il potere a quelli che hanno sempre vissuto di politica e sono solo interessati a riprendersi un pezzo di potere”. “Noi abbiamo avuto opinioni diverse sul referendum trivelle – dice ai militanti di Matera – ma con il quorum previsto dalla nostra riforma, quel referendum sarebbe stato valido”.

“Mille giorni di strada fatta assieme. C’e’ ancora molto da fare, insieme #lavoltabuona”. Così il premier Matteo Renzi su Twitter e Facebook in occasione del video realizzato sui mille giorni di governo. Nel video, che si apre con le parole del giuramento da presidente del Consiglio, vengono elencati i provvedimenti realizzati dal governo dal momento del suo insediamento. Si va dal Jobs act alla giustizia, dalle unioni civili allo spreco alimentare e al caporalato, dalla riforma delle banche popolari alla legge sul cinema. Dopo mille giorni di governo per il premier le cose “vanno meglio” ma non sempre “vanno bene”. Renzi lo dice a Palazzo Chigi e poi a ‘Otto e mezzo’ su La 7: “Non sono soddisfatto se lo fossi, vorrebbe dire che sto sbagliando tutto”, così ha risposto ieri a Lilli Gruber. Secondo Renzi, “c’è ancora moltissimo da fare nel Mezzogiorno”. Ha dichiarato in conferenza stampa a Palazzo Chigi: l’Italia, tre anni fa, “stava attraversando un’ecatombe di posti di lavoro”, ed ha aggiunto di “voler cambiare l’Europa”, soprattutto su crescita e gestione migranti. Una slide dei mille giorni snocciolava, tra le altre attività, i numeri sull’economia: il Pil al +1,6%, il rapporto deficit/Pil al -0,4%, il debito pubblico a -43 miliardi di euro, i consumi delle famiglie a +3%. Ad eccezione del debito pubblico, che si riferisce al periodo agosto-settembre 2016, le altre cifre si riferiscono al periodo primo trimestre 2014- terzo trimestre 2016. (immagine: Ufficio Stampa Presidenza del Consiglio)

“E’ evidente che, in base alle regole vigenti, ‘Che tempo che fa’ e Fazio, dopo il minuetto da cavalier serventi del bugiardo Renzi di domenica scorsa, dovranno dare uguale spazio alle ragioni della verita’ e quindi del No. Ma stentano ad annunciarlo perche’ essere equilibrati e non al servizio della sinistra e’ per loro fatica immane. Dicano chi avranno ospite domenica per il No. Non ci costringano ad aggiungere esposti ad esposti. Sara’ Salvini a ribattere al bugiardo Renzi? Bene. Lo dicano. Altrimenti sapremo come agire nelle sedi e con i modi opportuni per tutelare il diritto e il pluralismo. Solo per obbligo saranno un po’ pluralisti”. Lo afferma in una nota Maurizio Gasparri (FI), vicepresidente del Senato.