Renzi

Flavio Tosi al fianco di Renzi nella campagna sul referendum. Il sindaco di Verona, in rotta con la Lega, suo partito di origine é, peraltro, alla ricerca di una sponda politica centrista. Ecco oggi il suo si’ da sindaco pronunciato sulle riforme costituzionali, sottoposte ad ottobre al giudizio degli elettori nel quesito referendario. “Il nostro e’ un voto responsabile centrato sui contenuti. Sosteniamo il si’ perche’ l’alternativa e’ o questa riforma oppure nessuna riforma, e cioe’ il caos”, spiega Tosi in conferenza stampa a Montecitorio, con i parlamentari di ‘Fare!’ Matteo Bragantini, Patrizia Bisinella, Marco Marcolin, Emanuele Prataviera, Raffaela Bellot. Il sindaco di Verona sottolinea che Renzi ha commesso un errore “nella personalizzazione del referendum, perche’ in questo modo ha politicizzato l’appuntamento di ottobre trasformandolo in un referendum pro o contro di lui. Lo stesso errore che si fece nel 2006 rispetto alle riforme del centrodestra, che furono bocciate dal referendum, nonostante fossero delle buone riforme, solo perche’ furono viste come il pretesto per colpire il governo. Bisogna stare invece ai contenuti. E pur perfettibili, i contenuti di questa riforma sono positivi”. A cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto “e del conseguente raddoppio dei tempi, che e’ un non senso dal punto di vista della capacita’ di governo”. Inoltre la riforma “garantisce la governabilita’ e con l’Italicum assicura una maggioranza stabile. ‘La riforma – conclude Tosi – garantisce governabilità. Chi vince, governa’

 

La domanda se la fanno in molti ‘se il Pd perderà il ballottaggio a Roma e Milano cadrà il governo? Renzi risponde in modo chiaro “Assolutamente no, abbiamo già detto che l’esito della permanenza al governo è legato al referendum costituzionale”. Che le amministrative, per il Premier non abbiano valore politico è’ stato già detto. Renzi non ha puntato le sue fiches sulle amministrative, ben sapendo che il rischio di non vincerle era molto concreto. Possiamo sicuramente dire che ha avuto un buon fiuto.

‘La vera partita è il referendum’. Così il premier Matteo Renzi, in risposta a tutti coloro i quali vogliono caricare il voto alle amministrative di un significato politico, ossia come un vero e proprio giudizio sull’azione del governo. “Come abbiamo detto in tutte le salse non è un voto sul governo, ma sicuramente è molto importante per scegliere il futuro della propria città. Ci vogliono sindaci onesti, capaci di tappare le buche, ma anche di dare un orizzonte alle proprie comunità. Il Pd ha messo in campo molti candidati autorevoli. La campagna elettorale sarà importante non per il Governo, ma per le città’. I problemi dei cittadini sono molto concreti. Il primo è il lavoro. Poi bisogna vedere se strade sono tenute bene, se la differenziata è fatta bene o no’. E poi sulla città di Napoli ‘Ciascun napoletano vorrebbe che per andare a lavorare ci fossero strade degne di questo nome e un modello organizzativo. Napoli davanti ha un futuro pazzesco”. E’ finito il tempo delle chiacchiere. Se nelle prossime 36 ore questo lavoro porta a porta darà frutti, questa città tornerà a essere non solo la capitale del Sud ma una delle capitali europee in cui si tornerà a credere. Basta con la cultura della rassegnazione, mettetevi in moto. C’è un grande futuro che aspetta una delle città più belle del mondo”. Cosi le parole del presidente del Consiglio nel comizio di chiusura della campagna elettorale di Valeria Valente. “Referendum sarà partita vera, e io sono disponibile a mettermi in gioco. Se si perde si va a casa ma intanto si vince. Non prometto miracoli ma soluzioni concrete’

Botta e risposta tra il premier Renzi e il vicepresidente della Camera e leader pentastellato, Luigi Di Maio “Il Presidente del Consiglio parla sempre del Movimento 5 Stelle, e’ ossessionato da noi. Lui dice che nei comuni che governiamo noi ci sono problemi, é vero. Ma sono comuni che abbiamo ereditato dalle amministrazioni disastrose del Partito democratico. Noi non ci perdiamo d’animo e stiamo risanando i bilanci dei nostri comuni. Mi spiace che Renzi sia ossessionato dalla parola “onesta’, ma non e’ colpa nostra se il suo partito e’ quello di Mafia capitale, di trivellopoli, dello scandalo banche”. Questa la risposta del grillino Di Maio a Renzi che cosi aveva parlato di loro “ci sentiamo dire onestà da gente che governa in 17 comuni su ottomila e ha casini nella metà di questi. Dicono onestà, ma iniziassero a fare trasparenza, iniziassero a mettere fuori i bilanci e dire che il simbolo non appartiene al nipote del fondatore”.

Landini,votare no oggi per poter dire si’ domani leader Fiom, Renzi lascia? Su 60 mln non c’e’ un solo genio. “Votare no oggi significa poter dire di si’ domani al cambiamento della societa’” e significa rafforzare la possibilità di “poter continuare a far si’ che le persone si associno tra di loro e discutano”: cosi’ il leader della Fiom Maurizio Landini oggi a Firenze al convegno promosso da ‘Liberta’ e giustizia’ per sostenere le ragioni del no al referendum sulla riforma costituzionale. In alcuni passaggi del suo intervento Landini si e’ riferito anche all’annuncio di Renzi circa il suo abbandono della politica se dovesse prevalere il no: “Mi chiedo – ha detto fra l’altro – se in questo Paese dove siamo 60 milioni ci sia solo un genio e nessun altro che sia in grado di impegnarsi’

Parole dure quelle pronunciate da Stefano Fassina, ex Pd, contro il premier. “E’ fantastico che Renzi cavalchi l’antipolitica. E’ uno che ha vissuto di politica, ha avuto credito dalla politica e non ha mai lavorato in vita sua, a 14 anni si e’ fatto assumere dall’azienda del padre facendo pagare i contributi alla Provincia di Firenze e cavalca l’antipolitica. Finche’ lo fa Grillo ha un senso, anche se non lo condivido, ma che lo faccia uno che ha sempre campato di politica e’ davvero inaccettabile e mi dispiace che sia nel partito dove sono stato io per tanto tempo, perche’ con quell’approccio li’ vince la destra, e questo deve essere chiaro”. Così il candidato sindaco di Roma di Si-Sel, Stefano Fassina. “C’e’ un popolo di sinistra che non vota piu’ Pd e non lo voterebbe neanche se io tornassi nel partito e mi genuflettessi a Renzi. Un pezzo di popolo che non si riconosce piu’ nel Pd di Marchionne, delle trivelle, di questa revisione costituzionale. E’ un’illusione, quel popolo li’ o non va a votare oppure vota qualcun altro. Noi rispondiamo a una domanda che esiste, non a una domanda che creiamo noi: chi pensa questo si illude”.

“Il governo Renzi e il governatore di Bankitalia Visco provano a non parlare del sistema bancario italiano, e quando trattano l’argomento lo fanno in modo opaco e fumoso. La realta’ e’ che la crisi delle nostre banche e’, anche secondo molti osservatori terzi, ben piu’ grave di quanto non vogliano farci credere”. Così su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il Fondo Atlante, messo in piedi in fretta e furia per evitare il peggio, ha messo solo alcune raffazzonate toppe comprando un po’ di tempo, ma il problema e’ stato solo rimandato e per alcuni istituti di credito potrebbe ripresentarsi prima di quanto pensiamo. Il governo, invece di rinviare il rinviabile, dovrebbe intervenire con decisione e determinazione, evitando palliativi che lasciano il tempo che trovano. Serve uno scossone al Paese, una presa d’atto e di responsabilita’ da parte di Renzi e da parte di Padoan. Dicano agli italiani il reale stato dell’arte. Scappare non serve a nessuno, tantomeno a loro”.

Il premier non ci sta e risponde all’accusa di difensore degli interessi della casta e dei poteri forti che da più parti gli viene lanciata.”Stiamo facendo una battaglia per ridurre il numero dei politici con il referendum: faremo vedere chi e’ davvero la casta, la casta sono quelli contrari”.  Così il premeir Matteo Renzi durante una iniziativa a Varese. Renzi sul palco ha lanciato anche un appello in vista del referendum agli elettori della Lega Nord. “Sulla battaglia per il referendum – ha aggiunto – si misura la distanza tra la realta’ e i fatti, la distanza enorme tra cio’ che voleva fare la Lega Nord all’inizio e quello che fa adesso”.

Berlusconi: con Renzi rischio regime autoritario, non c’è libertà “In Italia quattro colpi di Stato da Mani pulite in poi” . Cosi il leader di Forza Italia in diretta a Radio Radio ‘nel nostro Paese’ ci sono stati”quattro colpi di Stato” e con l’effetto combinato della riforma costituzionale e della riforma elettorale, il cosiddetto Italicum, c’è il rischio di una deriva autoritaria. Il primo dei colpi di stato è stato quello di “Mani pulite, poi quando Bossi ha fatto cadere il Governo per una vicenda nella quale sono stato assolto pienamente, poi nel 2011 quando siamo stati costretti alle dimissioni dal capo dello Stato e poi quando ho partecipato alle elezioni nel 2013 dopo che mi ero allontanato dalla politica nel 2012 e in 23 giorni ho aumentato i voti al mio partito del 10%; hanno visto che io ero ancora pericoloso allora si sono presi uno dei tanti processi contro di me, hanno composto un cosiddetto collegio feriale con quattro giudici di sinistra e un altro che poi ha detto che quella sentenza era una mascalzonata, un plotone di esecuzione contro di me”. Oggi, ha sostenuto ancora l’ex presidente del Consiglio, “C’è un signore che si chiama Matteo Renzi, al governo abusivamente e illegittimamente, sostenuto da sessanta senatori che sono stati eletti per contrastare la sinistra e hanno tradito il loro mandato alla Camera con 130 deputati che la Corte, nonostante i giudici di sinistra, ha dichiarato incostituzionali. E questo signore non solo governa ma occupa militarmente tutto l’occupabile negli enti pubblici come la Rai e ha voluto cambiare la Costituzione e mettendo insieme questo cambio con l’Italicum si avrebbe una sola Camera che fa le leggi e un solo partito, il suo, e un solo leader, Renzi, che diventerebbe il padrone del governo, del Parlamento e di tutto e gli italiani si troverebbero di fronte a qualcosa che io non saprei definire altrimenti che un regime”. Secondo Berlusconi l’Italia è di fronte al rischio di “una deriva autoritaria che non ci meritiamo, oggi siamo in una democrazia sospesa e se non c’è democrazia non c’è libertà”.

Renzi esprime soddisfazione per il rientro in Italia di Salvatore Girone ma avverte: ora dobbiamo consentirgli di vivere con gioia questo momento in famiglia. Da qui la necessità di evitare mancanza di sobrietà e di stile. Il che si traduce in un parere negativo in merito all’ipotesi di far sfilare il marò alla parata del 2 giugno. “Non sono andato ad accogliere Girone a Ciampino “proprio per evitare strumentalizzazioni”. I marò – bisogna evitare che siano “esibiti come bandierine politiche”.