Renzi

Con l’italicum, se il M5s vincesse al ballottaggio, “noi avremmo Grillo”. E’ l’estremo argomento che Eugenio Scalfari usa per convincere Matteo Renzi a cambiare la legge elettorale, prevedendo il premio di maggioranza a chi prende almeno il 50 per cento al primo turno. “Se tu non cambi la legge elettorale, io voto no al referendum”, minaccia Scalfari. Renzi non si fa convincere. E arriva a ‘difendere’ il leader M5s pur di salvare il principio della stabilita’ di governo: “Se vince Grillo e’ perche’ prende un voto in piu’. E’ per colpa nostra. E comunque Grillo non vince se siamo bravi, perche’ siamo piu’ credibili. L’idea di avere una legge elettorale che blocchi, secondo me non funziona”, dice Renzi. Il premier aggiunge rivolto alla platea: “Votano Grillo? Si prendono Grillo. E a Roma, se votano Raggi si prendono Raggi”. Il premier ha anche detto che sarebbe favorevole al termine dei due mandati imposti per legge

Flavio Tosi al fianco di Renzi nella campagna sul referendum. Il sindaco di Verona, in rotta con la Lega, suo partito di origine é, peraltro, alla ricerca di una sponda politica centrista. Ecco oggi il suo si’ da sindaco pronunciato sulle riforme costituzionali, sottoposte ad ottobre al giudizio degli elettori nel quesito referendario. “Il nostro e’ un voto responsabile centrato sui contenuti. Sosteniamo il si’ perche’ l’alternativa e’ o questa riforma oppure nessuna riforma, e cioe’ il caos”, spiega Tosi in conferenza stampa a Montecitorio, con i parlamentari di ‘Fare!’ Matteo Bragantini, Patrizia Bisinella, Marco Marcolin, Emanuele Prataviera, Raffaela Bellot. Il sindaco di Verona sottolinea che Renzi ha commesso un errore “nella personalizzazione del referendum, perche’ in questo modo ha politicizzato l’appuntamento di ottobre trasformandolo in un referendum pro o contro di lui. Lo stesso errore che si fece nel 2006 rispetto alle riforme del centrodestra, che furono bocciate dal referendum, nonostante fossero delle buone riforme, solo perche’ furono viste come il pretesto per colpire il governo. Bisogna stare invece ai contenuti. E pur perfettibili, i contenuti di questa riforma sono positivi”. A cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto “e del conseguente raddoppio dei tempi, che e’ un non senso dal punto di vista della capacita’ di governo”. Inoltre la riforma “garantisce la governabilita’ e con l’Italicum assicura una maggioranza stabile. ‘La riforma – conclude Tosi – garantisce governabilità. Chi vince, governa’

 

La domanda se la fanno in molti ‘se il Pd perderà il ballottaggio a Roma e Milano cadrà il governo? Renzi risponde in modo chiaro “Assolutamente no, abbiamo già detto che l’esito della permanenza al governo è legato al referendum costituzionale”. Che le amministrative, per il Premier non abbiano valore politico è’ stato già detto. Renzi non ha puntato le sue fiches sulle amministrative, ben sapendo che il rischio di non vincerle era molto concreto. Possiamo sicuramente dire che ha avuto un buon fiuto.

Le elezioni amministrative dicono che Renzi è davvero in difficoltà. Non a caso da giorni metteva le mani avanti. Ovunque, il Pd e i suoi candidati sono indietro rispetto alle attese. E questa è la buona notizia per il centrodestra. Ma la cattiva notizia è che, con l’eccezione di di Parisi a Milano, il nuovo bipolarismo nazionale rischia di essere quello tra M5s e Pd. Per questo, comunque finisca il ballottaggio di Milano, serve un centrodestra davvero nuovo. Serve una volontà seria di mettere tutto in discussione. Oggi, nonostante esista una maggioranza potenziale di elettori di centrodestra nel Paese, il centrodestra “ufficiale” rischia ,e sceglie,di essere fuori partita. Noi Conservatori e Riformisti proponiamo un profondo cambiamento nel metodo con le primarie , e nel programma con scelte serie e credibili . Al centrodestra non basterà “appiccicare” in qualche modo quello che c’è . Manca una componente innovativa, liberale, riformatrice. Ci candidiamo a organizzarla. Nei prossimi giorni lanceremo i primi appuntamenti per iniziare a costruirla”. Così Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti.

‘La vera partita è il referendum’. Così il premier Matteo Renzi, in risposta a tutti coloro i quali vogliono caricare il voto alle amministrative di un significato politico, ossia come un vero e proprio giudizio sull’azione del governo. “Come abbiamo detto in tutte le salse non è un voto sul governo, ma sicuramente è molto importante per scegliere il futuro della propria città. Ci vogliono sindaci onesti, capaci di tappare le buche, ma anche di dare un orizzonte alle proprie comunità. Il Pd ha messo in campo molti candidati autorevoli. La campagna elettorale sarà importante non per il Governo, ma per le città’. I problemi dei cittadini sono molto concreti. Il primo è il lavoro. Poi bisogna vedere se strade sono tenute bene, se la differenziata è fatta bene o no’. E poi sulla città di Napoli ‘Ciascun napoletano vorrebbe che per andare a lavorare ci fossero strade degne di questo nome e un modello organizzativo. Napoli davanti ha un futuro pazzesco”. E’ finito il tempo delle chiacchiere. Se nelle prossime 36 ore questo lavoro porta a porta darà frutti, questa città tornerà a essere non solo la capitale del Sud ma una delle capitali europee in cui si tornerà a credere. Basta con la cultura della rassegnazione, mettetevi in moto. C’è un grande futuro che aspetta una delle città più belle del mondo”. Cosi le parole del presidente del Consiglio nel comizio di chiusura della campagna elettorale di Valeria Valente. “Referendum sarà partita vera, e io sono disponibile a mettermi in gioco. Se si perde si va a casa ma intanto si vince. Non prometto miracoli ma soluzioni concrete’

Botta e risposta tra il premier Renzi e il vicepresidente della Camera e leader pentastellato, Luigi Di Maio “Il Presidente del Consiglio parla sempre del Movimento 5 Stelle, e’ ossessionato da noi. Lui dice che nei comuni che governiamo noi ci sono problemi, é vero. Ma sono comuni che abbiamo ereditato dalle amministrazioni disastrose del Partito democratico. Noi non ci perdiamo d’animo e stiamo risanando i bilanci dei nostri comuni. Mi spiace che Renzi sia ossessionato dalla parola “onesta’, ma non e’ colpa nostra se il suo partito e’ quello di Mafia capitale, di trivellopoli, dello scandalo banche”. Questa la risposta del grillino Di Maio a Renzi che cosi aveva parlato di loro “ci sentiamo dire onestà da gente che governa in 17 comuni su ottomila e ha casini nella metà di questi. Dicono onestà, ma iniziassero a fare trasparenza, iniziassero a mettere fuori i bilanci e dire che il simbolo non appartiene al nipote del fondatore”.

Landini,votare no oggi per poter dire si’ domani leader Fiom, Renzi lascia? Su 60 mln non c’e’ un solo genio. “Votare no oggi significa poter dire di si’ domani al cambiamento della societa’” e significa rafforzare la possibilità di “poter continuare a far si’ che le persone si associno tra di loro e discutano”: cosi’ il leader della Fiom Maurizio Landini oggi a Firenze al convegno promosso da ‘Liberta’ e giustizia’ per sostenere le ragioni del no al referendum sulla riforma costituzionale. In alcuni passaggi del suo intervento Landini si e’ riferito anche all’annuncio di Renzi circa il suo abbandono della politica se dovesse prevalere il no: “Mi chiedo – ha detto fra l’altro – se in questo Paese dove siamo 60 milioni ci sia solo un genio e nessun altro che sia in grado di impegnarsi’

Parole dure quelle pronunciate da Stefano Fassina, ex Pd, contro il premier. “E’ fantastico che Renzi cavalchi l’antipolitica. E’ uno che ha vissuto di politica, ha avuto credito dalla politica e non ha mai lavorato in vita sua, a 14 anni si e’ fatto assumere dall’azienda del padre facendo pagare i contributi alla Provincia di Firenze e cavalca l’antipolitica. Finche’ lo fa Grillo ha un senso, anche se non lo condivido, ma che lo faccia uno che ha sempre campato di politica e’ davvero inaccettabile e mi dispiace che sia nel partito dove sono stato io per tanto tempo, perche’ con quell’approccio li’ vince la destra, e questo deve essere chiaro”. Così il candidato sindaco di Roma di Si-Sel, Stefano Fassina. “C’e’ un popolo di sinistra che non vota piu’ Pd e non lo voterebbe neanche se io tornassi nel partito e mi genuflettessi a Renzi. Un pezzo di popolo che non si riconosce piu’ nel Pd di Marchionne, delle trivelle, di questa revisione costituzionale. E’ un’illusione, quel popolo li’ o non va a votare oppure vota qualcun altro. Noi rispondiamo a una domanda che esiste, non a una domanda che creiamo noi: chi pensa questo si illude”.

“Il governo Renzi e il governatore di Bankitalia Visco provano a non parlare del sistema bancario italiano, e quando trattano l’argomento lo fanno in modo opaco e fumoso. La realta’ e’ che la crisi delle nostre banche e’, anche secondo molti osservatori terzi, ben piu’ grave di quanto non vogliano farci credere”. Così su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il Fondo Atlante, messo in piedi in fretta e furia per evitare il peggio, ha messo solo alcune raffazzonate toppe comprando un po’ di tempo, ma il problema e’ stato solo rimandato e per alcuni istituti di credito potrebbe ripresentarsi prima di quanto pensiamo. Il governo, invece di rinviare il rinviabile, dovrebbe intervenire con decisione e determinazione, evitando palliativi che lasciano il tempo che trovano. Serve uno scossone al Paese, una presa d’atto e di responsabilita’ da parte di Renzi e da parte di Padoan. Dicano agli italiani il reale stato dell’arte. Scappare non serve a nessuno, tantomeno a loro”.

Il premier non ci sta e risponde all’accusa di difensore degli interessi della casta e dei poteri forti che da più parti gli viene lanciata.”Stiamo facendo una battaglia per ridurre il numero dei politici con il referendum: faremo vedere chi e’ davvero la casta, la casta sono quelli contrari”.  Così il premeir Matteo Renzi durante una iniziativa a Varese. Renzi sul palco ha lanciato anche un appello in vista del referendum agli elettori della Lega Nord. “Sulla battaglia per il referendum – ha aggiunto – si misura la distanza tra la realta’ e i fatti, la distanza enorme tra cio’ che voleva fare la Lega Nord all’inizio e quello che fa adesso”.