riforme

“Sono doppiamente dannose le polemiche che riguardano i temi politici generali e non il merito del referendum: innanzitutto perche’ non consentono un voto aderente all’oggetto della discussione, e cioe’ dire Si’ o No alla riforma della Costituzione, con il rischio che, in caso di vittoria del No, perderemmo altri 10 anni esattamente come accaduto nel 2006 con la bocciatura della riforma Calderoli; inoltre, l’uso strumentale di un appuntamento che riguarda le modifiche Costituzionali per colpire politicamente Renzi e il governo metterebbe il Paese su di un percorso complicato, dato che gli effetti inaspettati di questa scelta potrebbero anche non essere positivi per l’Italia, che verrebbe a trovarsi di nuovo in una fase di forte instabilita’ politica”. Lo ha detto il senatore e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, ai microfoni di Radio Radicale. “Nel 2011 l’inadeguatezza e l’incapacita’ politica del governo Berlusconi nel rispondere a un’emergenza finanziaria fu scambiata per un complotto dei mercati. Evidentemente – ha sottolineato Della Vedova – non era cosi’: l’esecutivo si reggeva su pochissimi voti e non era ormai in grado di affrontare la piu’ grave crisi del debito che ci sia mai stata in Italia. Ovviamente i mercati erano preoccupati, cosi’ come lo sono oggi nel caso di una eventuale vittoria del fronte antieuropeista e antieuro di Salvini e Grillo. La tesi del complotto demo-pluto-giudaico-massonico, secondo cui questa riforma e’ legata alle richieste delle grandi banche e dei grandi gruppi d’interesse come sostengono alcuni esponenti del No, e’ puerile: chi non vuole affrontare la realta’ per quella che e’ – ha concluso Della Vedova – cerca sempre un nemico esterno”.

“La mia visione personale e’ che in tutti i Paesi di Europa le riforme strutturali vanno fatte. Ed e’ vero in tutti i paesi, chiunque sia alla guida”. Lo ha detto il ceo di Generali Philippe Donnet a chi gli chiedeva se sia preoccupato che una vittoria del no al referendum costituzionale possa portare instabilita’. “Questo Governo ha intrapreso delle riforme importanti e vanno portate a casa. Per farlo e’ meglio la stabilita’ politica. Se non dovesse esserlo, ci sara’ un rallentamento”. Donnet aveva comunque premesso che al momento e’ difficile fare previsioni su una vittoria del si’ o del no.
 

“Non rispondo sul referendum italiano. Comunque non c’entra nulla il referendum con il quadro mondiale, bisogna vedere come si presenta la politica”. Cosi’ Romano Prodi al quotidiano online Affaritaliani.it. “Ma lei dira’ prima del 4 dicembre se vota Si’ o No? “No, lo so solo io come votero’ perche’ ormai sono un cittadino privato e basta”. Quindi non fara’ endorsement per il Si’ o per il No? “No, perche’ non c’e’ alcun bisogno di farlo. Avendo taciuto fino ad oggi non c’e’ motivo che io parli”. Ma andra’ a votare? “Certamente si’, andro’ a votare perche’ sono un cittadino italiano ed e’ giusto andare alle urne”.

“È giusto che il voto sul referendum sia pro o contro Renzi, perche’ Renzi ha voluto queste schiforme non con un’ampia maggioranza del Parlamento, ma le ha imposte a colpi di maggioranza del suo partito e della sua maggioranza di governo. È chiaro che se le ha imposte in questa maniera, con la violenza, con i voti notturni e i voti di fiducia, e’ chiaro che ha messo dentro se stesso in queste riforme”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a TgCom24. “Se gli italiani bocciano le riforme, bocciano lui, bocciano Renzi. È sbagliato dire non si deve personalizzare, innanzitutto perche’ a personalizzare e’ stato lui e poi perche’ queste riforme non sono state fatte da un ampio arco costituzionale, ma dal suo partito e dalla sua sedicente maggioranza. Perche’ al Senato Renzi non aveva la maggioranza, ha dovuto imbarcare Verdini e Alfano che erano stati eletti nel fronte opposto nel 2013. Quindi, ha voluto lui fare di queste riforme delle riforme di maggioranza ed e’ chiaro che se queste riforme vengono bocciate viene bocciata la maggioranza, viene bocciato lui, questo e’ matematico”.

“E’ importante che la riforma del codice penale entri al piu’ presto in vigore. La commissione Giustizia da tempo sta facendo un lavoro puntuale e approfondito. Arrivare ora alla sua approvazione finale e’ un impegno da portare a termine. Il tema della giustizia in Italia presenta ancora delle criticita’, come ricordano le recenti parole di Papa Francesco e l’appello dei Radicali, nonostante i vari interventi sistemici gia’ messi in atto di recente. Per questo e’ fondamentale completare in tempi brevi quel quadro di riforme e portare a regime quel processo riformatore e innovatore che riavvicini il nostro Paese agli standard europei”. Lo dichiara la senatrice Monica Cirinna’ della commissione Giustizia.

“Non ho mai detto che il Governo se ne deve andare. E’ stato il presidente del Consiglio a porre questo problema”. Lo ha detto Massimo D’Alema a margine di una manifestazione per il No all’ObiAll a Firenze. Renzi “ha detto che aveva sbagliato”, poi il tema “lo ha riproposto, poi ha detto di nuovo che aveva sbagliato ma e’ tutta una confusione che sta facendo lui da solo, con se stesso”, ha continuato l’ex premier. “Per quanto mi riguarda io non vado a votare sul Governo. Credo che sia necessario respingere una riforma sbagliata, tutto qui”, ha aggiunto D’Alema, ricordando che le sue critiche al governo sono verso “una politica che non riesce a far decollare il Paese”.

Il giudice del tribunale di Milano Loreta Dorigo ha respinto i ricorsi presentati dall’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida e un gruppo di legali che sollevavano alcune questioni di costituzionalita’ relative al quesito del referendum del prossimo 4 dicembre. Per il giudice non si ravvisa “una manifestata lesione del diritto di liberta’ di voto degli elettori per difetto di omogeneita’ nell’oggetto del quesito referendario”.

Oggi il ministro dell’Interno Angelino Alfano parteciperà all’Astoria Palace Hotel di Palermo, al il convegno sul tema “Riforma Costituzionale e Senato delle Regioni” (le ragioni del Sì). Relatori dei lavori, che inizieranno alle 10, i professori dell’Università di Palermo, Alberto Stagno D’Alcontres, Antonella Sciortino, Roberto Natoli, Lorenzo Maria Dentici. Introdurrà l’incontro Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars. Parteciperanno i parlamentari  Piero Alongi, Marcello Gualdani, Bruno Mancuso, Dore Misuraca, Simona Vicari. Le conclusioni sono affidate al ministro Alfano.

“Non vi e’ dubbio sul fatto che eventuali processi riformatori relativi a burocrazia e istituzioni incidano sulle dinamiche economico-finanziarie oltre che sugli investimenti. I mercati sono da sempre attenti a questo fattore, che e’ capace di dirottare flussi di risorse. L’incertezza politica e i rischi al ribasso sono aumentati” per l’Italia. Lo afferma Fitch, sottolineando che le riforme costituzionali aiuterebbero a creare un clima piu’ favorevole per le riforme economiche velocizzando il processo legislativo.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà ricevuto oggi dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il premier Renzi e la moglie Agnese sono attesi intorno alle 9 del mattino (le 15 in Italia) alla Casa Bianca. Dopo la solenne cerimonia di benvenuto i due leader pronunceranno un discorso seguito da un incontro bilaterale e da una conferenza stampa congiunta (intorno alle 11.40, le 17.40 in Italia). Al centro dell’incontro di Renzi con Obama ci saranno le riforme, il futuro dell’Europa, la crescita economica, il terrorismo come annunciato dal portavoce della Casa Bianca Josh Earnest durante la conferenza stampa di presentazione della visita ufficiale del premier Renzi a Washington. “Ospitare una cerimonia come una visita ufficiale e una cena di Stato per celebrare la collaborazione, amicizia e alleanza è qualcosa che il presidente ha sentito come importante prima di concludere il suo mandato”, ha detto Earnest. Per gli Usa “l’Italia è da lungo tempo uno degli alleati più forti e vicini dell’America”. Lo dichiara Barack Obama in una intervista a La Repubblica, pubblicata nel giorno in cui il presidente del Consiglio Renzi è ricevuto alla Casa Bianca. Il presidente americano apprezza del premier italiano la “visione e le riforme ambiziose”, in particolare la sua consapevolezza riguardo al fatto che “Paesi come l’Italia devono proseguire il loro percorso di riforme per aumentare la produttività, stimolare gli investimenti privati e scatenare l’innovazione”. E sull’incontro con il premier italiano, Obama afferma: “Matteo sa bene che il progresso deve essere ancora più veloce, e un tema centrale delle nostre discussioni sarà come i nostri Paesi possano continuare a lavorare insieme per creare più crescita e occupazione su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Guardando al vecchio continente, dichiara il presidente degli Usa: “altri Paesi hanno adottato un approccio diverso. Credo che le misure di austerità abbiano contribuito al rallentamento della crescita in Europa. In certi paesi, abbiamo visto anni di stagnazione, che ha alimentato le frustrazioni economiche e le ansie che vediamo in tutto il continente, soprattutto tra i giovani che hanno più probabilità di essere disoccupati”.