riforme

Confindustria sempre piu’ a sostegno del governo e della sua azione di riforma. Il presidente Boccia conferma l’apprezzamento per il lavoro del Premier sul fronte dell’innovazione. “La crescita deve essere il progetto del Paese. Ribaltiamo il paradigma attuale, non partiamo dai saldi di bilancio partendo dagli effetti di una politica economica”. Così Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea di Assolombarda in corso al Mi.co. “Gli Usa dimostrano che quando c’è coerenza si cresce al ritmo doppio dell’Europa”.

Un commento di Tony Barber sul “Financial Times” boccia la riforma costituzionale italiana oggetto del referendum del 4 dicembre: contrariamente a quanto afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, scrive l’editorialista, la riforma, che riduce drasticamente i poteri del Senato, a favore della Camera dei deputati, e il numero dei senatori da 315 a cento, rendendoli non piu’ elettivi, “farebbe poco per migliorare la qualita’ del governo, della legislazione e della politica”. Renzi, prosegue Barber, attribuisce al bicameralismo perfetto la lentezza del processo legislativo e l’instabilita’, ma “il parlamento italiano approva piu’ leggi all’anno di quelli della Francia, della Germania, del Regno Unito e degli Stati Uniti”. Pur non disponendo della maggioranza al Senato, ricorda il commentatore, lo stesso Renzi e’ riuscito a far approvare leggi centrali del suo programma come quelle sugli sgravi fiscali e sul mercato del lavoro. L’elevato numero di governi che si sono succeduti nella storia repubblicana, argomenta Barber, non dipende dai poteri del Senato: “La spiegazione principale e’ la natura frammentata dei partiti politici italiani. Cio’ riflette la frammentazione della societa’ italiana”. A suo parere, “cio’ di cui l’Italia ha bisogno non e’ approvare piu’ leggi piu’ velocemente, ma meno leggi e migliori. Devono essere scritte in modo accurato e applicate davvero, invece di essere bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione, da interessi particolari e dall’opinione pubblica”. Alle modifiche alla Costituzione, inoltre, si aggiunge la legge elettorale col premio di maggioranza, “anch’essa un cattiva riforma” per l’editorialista. “Nelle capitali dell’Ue – conclude Barber – c’e’ la sensazione che Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza timone, vulnerabile a una crisi bancaria e al movimento anti-sistema Cinque stelle, potrebbe scatenare problemi. Eppure la sconfitta referendaria di Renzi non necessariamente destabilizzerebbe l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, esporrebbe la follia di mettere l’obiettivo tattico della sopravvivenza di Renzi davanti alla necessita’ di una sana democrazia”.

‘Ma dove vado? Un passo indietro? Un passo di lato? Ma dove vado? Il movimento ce l’ho dentro. E’ impossibile uscire da una cosa che hai creato, e’ come quando sei dentro al jazz. E’ cosa tua”. Beppe Grillo sembra porre fine cosi’ alle voci che vorrebbero accreditare un disimpegno dalla prima linea da parte del cofondatore del M5S. Anche davanti a personalita’ che stanno crescendo nel Movimento come Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. ‘La cosa che si denota e’ che questi ragazzi vicino a me sono diventati grandi leader, opinion leader e trascinatori di massa… Mettono quasi paura… Anche dal punto di vista psichiatrico”, ha scherzato. Una quasi ‘incoronazione’ alla quale manca pero’ la corona che Grillo si tiene stretta pur porgendola alla platea quando spiega che le battaglie politiche dipendono dalla gente: “Italiani, noi abbiamo cominciato, ora la palla e’ vostra. Questo e’ il vostro momento di dire No. Oggi il No e’ la forma piu’ bella e gloriosa di fare politica”. E non c’e’ nulla di impossibile, assicura: “sette-otto anni fa, io e un manager dell’Olivetti che oggi avrebbe dovuto stare qua ma che non c’e’ piu’ – ha detto ricordando cosi’ Gianroberto Casaleggio -, abbiamo capito che la parola ‘impossibile’ non esiste”. Non impossibile, estende il concetto, come fare fronte alla “stratificazione di merda galattica” che il MoVimento ha trovato nella Capitale: “A Roma abbiamo trovato una stratificazione di merda galattica di tutte le qualita’…. Ma la Raggi e gli assessori sono determinati, e ce la faremo. Ora il centro e’ pulito, abbiamo trovato anche 24 milioni di euro per aggiustare gli autobus rotti, e ci siamo accorti che sabotavano anche il riciclo dei rifiuti”. Sabotaggi anche mediatici cui devono far fronte i cinquestelle. Uno di questi e’ – denuncia in questo caso Di Battista – quello della Rai targata Tg1: “Quando ho capito che Renzi avrebbe occupato i media sui referendum perche’ disperato e frustrato per l’eventuale esito del referendum costituzionale – ha arringato la piazza l’ideatore del tour ‘coast to coast’ – ho capito che non potevo stare a casa ad agosto e dovevo muovermi. Ecco perche’ oggi il Tg1 va boicottato”. Dopo critiche, anche dure a Benigni, Napolitano, Renzi, Verdini e Boschi, Di Battista ha denunciato come questo governo stia distruggendo lo stato sociale: “mai – ha detto – Berlusconi lo ha fatto come questi che lo fanno col pugno chiuso e chiamandosi compagni tra di loro…”. “L’unico argomento che possono citare – ha detto a sua volta Di Maio sempre riferendosi al governo – sono le riforme, ma lo fanno mentre fanno macelleria sociale. Ci sono nove milioni di poveri in Italia e 380 imprese che muoiono ogni giorno eppure parlano solo di riforme…”.

Preoccupati dagli “aspetti deleteri che la riforma Renzi-Boschi, l’Italicum e il loro combinato disposto, produrrebbero sul funzionamento della nostra democrazia”, i parlamentari del centrodestra hanno deciso di dar vita ad un coordinamento per organizzare insieme la campagna referendaria per il ‘no’, in “sinergia e nel rispetto dei diversi comitati già nati sul territorio”. Esponenti di Fi, Lega, Fdi, ‘Idea’ e Popolari per l’Italia si sono incontrati oggi a Palazzo Madama per definire la strategia contro il ddl Boschi in vista dell’appuntamento di ottobre. Si è deciso inoltre, di “accompagnare la campagna per il ‘no’ con una proposta di riduzione del numero dei parlamentari e semplificazione dell’iter legislativo, che renderebbe il percorso di approvazione delle leggi molto più rapido, chiaro e veloce di quanto non accada con una riforma contorta che ha complicato invece di semplificare”. Una volta “sgomberato il campo dal pasticcio targato Renzi-Boschi”, assicurano i parlamentari del centrodestra, questa proposta di potrà essere approvata velocemente, anche con la convergenza di altre forze politiche”. L’iniziativa intergruppo, si legge in una nota, sarà coordinata dai senatori Cinzia Bonfrisco, (Cor), Paolo Romani (Fi), Mario Mauro (Pi), Roberto Calderoli (Lega), Gaetano Quagliariello (Idea), Laura Bignami (ex M5S).

“Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro? A quelli che in buona fede temono che io “personalizzi” il referendum e mi scrivono preoccupati, voglio chiedere una mano: volete che non sia un referendum su di me? Ok. Datemi una mano. Mettetevi in gioco voi. Per evitare che personalizzino contro di me, personalizzatela voi. Spiegate a tutti i vostri amici di cosa si parla quando si parla di referendum. Raccontate la verità sul referendum. Perché la verità è fondamentale. Basta dire la verità e vinceremo questo referendum: la verità è più forte delle bugie, sempre”. Lo scrive nella sua e-news il premier Matteo Renzi.