“La classe dirigente e’ il sistema di persone che gestisce la complessita’ di una societa’, i cui attributi sono: competenza, esperienza, carattere. Quest’ultimo e’ una variabile non prevedibile, cambia da individuo a individuo. Gli altri due no. La competenza nasce dalla formazione scolastica e professionale; l’esperienza richiede un percorso, ed e’ cio’ che davvero oggi manca. Tutti i percorsi che consentivano di accumulare esperienza sono stati smantellati, in ambito economico ma anche politico”. Lo dice al Fatto Quotidiano Franco Bernabe’, secondo il quale la liquidazione delle partecipazioni statali e’ stato un colpo per la formazione della classe dirigente. Quello della rottamazione, aggiunge, “e’ un processo che risale agli ultimi vent’anni, a dopo il crollo dei partiti tradizionali”. Prima la classe politica si formava “nel territorio”, aggiunge, “con un percorso che aveva momenti di formazione e un cursus honorum che ti permetteva di farti conoscere, di acquisire e accumulare competenze politiche, amministrative e giuridiche. Improvvisamente tutta l’attenzione si e’ spostata sulla leadership. Il potere viene gestito dal capo, in un momento in cui i partiti sono stati svuotati”. Da questo si esce a suo avviso con la consapevolezza “che si deve ricostruire il Paese. Non esiste una formuletta magica, bisogna reintrodurre meccanismi fondamentali che prevedono esperienza, competenza, merito”. “Spesso cito il caso della Cina dove il sistema degli esami di stato introdotto quasi 1500 anni fa e’ stato l’unico meccanismo di selezione della classe dirigente a tutti i livelli”.