rottamazione

“Rottamare la riflessione politica come si e’ fatto dopo le amministrative 2016, il referendum, le comunali 2017, e’ stato ed e’ un grave errore”. E’ quanto scrive, in un post su facebook, l’ex presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino del Pd. “Invece di imparare dalle sconfitte e di correggere gli errori si persevera come se nulla di serio fosse successo”, conclude Bassolino.

“Non e’ la Lega a dover decidere: basta un progetto chiaro, prima gli italiani e prima il lavoro degli italiani, poi tutto il resto del mondo, poi chiedete a Berlusconi o agli altri se sono d’accordo o no”. Lo ha detto Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, in un’intervista alla radio genovese Babboleo news. “Se qualcuno pensa di continuare a difendere questo euro – aggiunge – questa Europa, di stare con Renzi, non sara’ sicuramente nostro alleato e proveremo a vincere da soli”, ha aggiunto. “Noi non vogliamo rottamare nessuono. Io sono per guardare avanti. Non vogliamo proporre agli italiani ricette o minestre che andavano bene 20 anni fa – precisa Salvini alla domanda se rottamare Berlusconi e unirsi a Toti e Meloni – Giovanni Toti sta lavorando molto bene, rivoluzionando la situazione in Liguria, Giorgia Meloni altrettanto. Roberto Maroni e Luca Zaia sono due dei governatori piu’ amati d’Italia. Il nostro obiettivo e’ estendere il buon governo di Liguria, Veneto e Lombardia al resto d’Italia”, ha detto Salvini.

“Ora tocca al Pd riconnetersi con l’Italia”. Non ha dubbi l’onorevole del Partito democratico, Francesco Boccia, a proposito del futuro del partito. “E’ finito un ciclo – ha detto da Bari – nel senso che la legislatura volge al termine. Il segretario del Pd, il presidente del Consiglio Renzi ha fatto alcune scelte – ha continuato – secondo me troppo in solitudine, il risultato e’ sotto gli occhi di tutti. E’ evidente che gli italiani bocciando la riforma costituzionale, gli hanno detto che non gli andava bene quel tipo di Paese. Ho chiesto piu’ volte a Renzi – ha chiarito Boccia – di ascoltare gli altri, di fare un esercizio che chi fa politica deve sapere fare. Non e’ possibile che sono tutti rottami polverosi, tutti. Anche quelli che hanno provveduto a fare la storia della sinistra in questi 20 anni: da Prodi a Veltroni, passando per Bersani D’Alema, Letta, Bindi. Chiunque avesse avuto un ruolo nel 20 anni scorsi – ha ribadito – era un rottame da portare allo sfascio. Non si puo’ vivere di nuovismo e basta, anche le novita’ – ha concluso – hanno senso se sono figlie di una visione e anche di una capacita’ di connettersi al mondo che e’ cambiato”.

“La classe dirigente e’ il sistema di persone che gestisce la complessita’ di una societa’, i cui attributi sono: competenza, esperienza, carattere. Quest’ultimo e’ una variabile non prevedibile, cambia da individuo a individuo. Gli altri due no. La competenza nasce dalla formazione scolastica e professionale; l’esperienza richiede un percorso, ed e’ cio’ che davvero oggi manca. Tutti i percorsi che consentivano di accumulare esperienza sono stati smantellati, in ambito economico ma anche politico”. Lo dice al Fatto Quotidiano Franco Bernabe’, secondo il quale la liquidazione delle partecipazioni statali e’ stato un colpo per la formazione della classe dirigente. Quello della rottamazione, aggiunge, “e’ un processo che risale agli ultimi vent’anni, a dopo il crollo dei partiti tradizionali”. Prima la classe politica si formava “nel territorio”, aggiunge, “con un percorso che aveva momenti di formazione e un cursus honorum che ti permetteva di farti conoscere, di acquisire e accumulare competenze politiche, amministrative e giuridiche. Improvvisamente tutta l’attenzione si e’ spostata sulla leadership. Il potere viene gestito dal capo, in un momento in cui i partiti sono stati svuotati”. Da questo si esce a suo avviso con la consapevolezza “che si deve ricostruire il Paese. Non esiste una formuletta magica, bisogna reintrodurre meccanismi fondamentali che prevedono esperienza, competenza, merito”. “Spesso cito il caso della Cina dove il sistema degli esami di stato introdotto quasi 1500 anni fa e’ stato l’unico meccanismo di selezione della classe dirigente a tutti i livelli”.

“Serve una grande rottamazione anche per la Sicilia. Se mi si consente una provocazione, occorrerebbe prendere l’Isola, immergerla per tre volte nell’Oceano indiano, per essere certi che non resti vivo nessuno, e poi rimetterla al suo posto, tra le sue bellezze, per un nuovo rapporto tra uomo e natura. Anche questa in fondo e’ una rottamazione…”. E’ la provocazione del presidente emerito della Fondazione Sicilia Giovanni Puglisi, intervenendo alla presentazione della mostra “Guttuso, la forza delle cose”, a Villa Zito, a Palermo, curata da Fabio Carapezza Guttuso e Susanna Zatti.

“Se c’è un limite che contesto a Renzi, al quale riconosco un talento naturale nella comunicazione politica, è l’essersi circondato spesso di sostenitori che si riconoscevano nelle tre scimmiette (non vedo, non sento, non parlo) o nella politica da maggiordomi. Ma come si fa a far politica confondendola con la pratica di servire il potere. Chi fa politica dice anche no al proprio capo quando sbaglia. I silenzi sentiti nel Pd su alcune vicende fanno male. Quella tarantina è solo l’ultima, ma la lista è lunga a partire da alcune riforme sbagliate come quelle connesse al mondo finanziario. Ma possibile che nemmeno di fronte al futuro dei nostri figli non si trovi la forza di dire a un leader che prende una decisione sbagliata, no, così non va. A fare celebrazioni siamo bravi tutti, a dire non sono d’accordo ci si ritrova in pochi. Io sarò sempre leale, come lo sono stato in questi tre anni di segreteria Renzi, ma mai prono a interessi che vanno contro i principi per cui mi batto nè contro la mia terra e il mio Paese”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Renzi “è un talento e ha impresso alcuni cambiamenti di rotta della politica italiana – ha proseguito Boccia – Ma la rottamazione è stato solo uno slogan contro le generazioni precedenti e non si è trasformato in pratica politica. La rottura giovani – vecchi è servita solo a scalare il Pd, ma nella società non si è vista per questo la maggior parte dei giovani ci vota contro. Oggi serve riordinare il Paese non rottamarlo. Renzi è arrivato al potere grazie a un Pd contendibile. Preservi questo valore unico nel panorama politico italiano. Da nessun’altra parte accade questo né nella Lega, né in Forza italia, né nel M5S. Lo dico senza polemica, è un dato oggettivo”.