Russia

Stati Uniti e Russia al culmine della tensione dopo l’aumento degli attacchi aerei effettuati dalle aviazioni russa e siriana sulla citta’ di Aleppo, controllata in parte da ribelli e militanti islamici. Lo scontro tra i due Paesi, dopo il fallimento del cessate il fuoco in Siria, è stato al massimo durante una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza Onu convocata ieri. “Anziche’ perseguire la pace – ha detto l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Samantha Power – la Russia e il presidente siriano Bashar al Assad proseguono la guerra. Cio’ che la Russia sta sponsorizzando e facendo non e’ antiterrorismo, ma barbarie”. Commentando la situazione in Siria, il portavoce del Cremlino Dmitrj Peskov ha riferito che la situazione nel paese è “molto impegnativa”. Ieri al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e’ emersa una netta distanza di vedute fra Mosca, da una parte, e Washington, Parigi e Londra, dall’altra. “Il Cremlino valuta la situazione come estremamente difficile”, ha detto Peskov, aggiungendo che sinora gli Stati Uniti non sono riusciti a separare l’opposizione moderata e i gruppi terroristici attivi in Siria. “Riteniamo che il tono della retorica da parte di alcuni funzionari britannici e statunitensi sia decisamente inaccettabile. Noi crediamo che tale retorica possa causare gravi danni al processo di risoluzione (del conflitto siriano) e alle nostre relazioni bilaterali”, ha detto Peskov. Intanto al Corriere della Sera, Staffan de Mistura, inviato speciale dell’Onu per la crisi siriana, ha detto che “Senza un accordo tra russi e americani non si puo’ risolvere la crisi siriana”. E questo “lo sanno bene sia a Washington sia a Mosca e l’ho detto con chiarezza nella riunione del Consiglio di Sicurezza – ha affermato – Dobbiamo andare avanti a negoziare, perche’ non ci sono alternative”.

Altra riconferma elettorale per lo zar Putin, nonostante le polemiche che accompagnano le tornate elettorale in Russia. Con il 90% delle schede scrutinate Russia Unita, il partito di Putin, si aggiudica il 54,21% delle preferenze allungando di molto rispetto agli exit poll di ieri sera. Il Partito Comunista è secondo con il 13,54%, i Liberal-democratici terzi con il 13,28% e Russia Giusta quarta col 6,19%. I partiti di opposizione extraparlamentare non hanno superato la soglia di sbarramento del 5% né quella del 3% che dà accesso al finanziamento pubblico. L’affluenza è crollata al 47,84%. Così Interfax. Il risultato elettorale per Russia Unita è “stato buono”, l’affluenza “non molto alta ma comunque positiva”. Così Vladimir Putin parlando alla sede del partito. “La gente – ha detto – si fida di noi per il bene del Paese e ha capito che le promesse non costano nulla. Davanti a noi abbiamo delle sfide da affrontare, problemi da risolvere”. “Possiamo decisamente dire che il nostro partito ha vinto”: lo ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev, formalmente leader del partito di Putin, Russia Unita. “Il risultato è buono – ha proseguito Medvedev -, il nostro partito avrà la maggioranza assoluta, e quanto sarà ampia questa maggioranza sarà deciso in seguito al conteggio dei voti”.

In Siria la Russia ha assunto una posizione importante: questa volta ci sono grandi differenze rispetto ai precedenti accordi fra Usa e Russia sulla Siria perche’, ad esempio, ambedue i paesi si occupano di fermare gli aerei e gli elicotteri dell’esercito governativo, se non altro in tutte le zone in cui non c’e’ Al Qaida o Al Nusra. Anche se c’e’ sempre il rischio che i dettagli operativi possano in qualche maniera intralciare l’accordo”. Lo ha detto intervenendo a Voci del Mattino, Radio1 Rai, l’inviato Onu per la Siria Staffan de Mistura. Per quanto riguarda gli oppositori al governo di Assad, De Mistura li definisce “l’incognita piu’ grande nella realizzazione della tregua”. “Chi era vicino ad Al Qaida per motivi geografici, militari o politici dovra’ fare una scelta. Dovranno rendersi conto che c’e’ un coordinamento militare russo-americano e questa e’ l’occasione per distaccarsi da Al Qaida”.

Buone notizie per la pace in Siria: Russia e Stati Uniti hanno trovato un accordo per un cessate il fuoco che aiuti a portare Paese verso una fase di transizione politica, anche attraverso una collaborazione militare sul campo: un accordo che, se applicato, entrerà in vigore già da lunedì 12 settembre. L’accordo segnerà un ‘punto di svolta’ in direzione della fine della sanguinosa guerra civile, secondo il segretario di Stato Usa, John Kerry, che ha fatto l’annuncio alla stampa a notte fonda insieme al suo omologo russo, Serghiei Lavrov, a Ginevra, al termine di una lunga maratona negoziale di oltre 13 ore. Secondo Lavrov, il regime dell’alleato Bashar al Assad, a questo punto è “pronto” a collaborare. L’obiettivo finale dell’accordo è creare le condizioni per la ripresa dei negoziati di pace, hanno detto i due ministri degli esteri. Una svolta possibile, ha fatto capire Kerry, se verrà messa in pratica anche dal regime di Bashar al Assad, alleato di Mosca, e anche dai gruppi ribelli sostenuti dagli Usa.

I due personaggi hanno molte analogie: una sostanziale diffidenza nei confronti delle procedure democratiche e un decisionismo che mal si concilia con il pluralismo e la cultura dei diritti. Oggi altro episodio di quello che può essere chiamato un vero e proprio ‘flirt’ Trump-Putin: il candidato presidenziale repubblicano ha detto che se verrà eletto alla Casa Bianca avrà relazioni “molto buone” col presidente russo. Il tycoon ha poi apprezzato il leader del Cremlino definendolo un “leader” e sostenendo che ha un “gran controllo sul suo Paese”, in contrapposizione a Obama. Trump si e’ detto poi felice di ricevere complimenti dal presidente russo. Se Putin “dice grandi cose su di me diro’ grandi cose su di lui”, ha proseguito, assicurando pero’ che i complimenti del leader del Cremlino non influenzeranno le sue decisioni come presidente.

Le consultazioni tra Usa e Russia su un cessate il fuoco in Siria “potrebbero portare a un accordo già entro 24 ore”. E’ quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Jubeir, che oggi si trova a Londra per partecipare ai colloqui del nucleo ristretto dei Paesi del gruppo degli ‘Amici della Siria’. “Ci auguriamo di riuscire a raggiungere un’intesa e un accordo che porti all’applicazione della dichiarazione di Ginevra 1 e della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 2254 per dare il via a una fase di transizione che conduca la Siria verso un nuovo futuro in cui (il presidente siriano, ndr) Bashar al-Assad non abbia posto”, ha aggiunto Jubeir, sottolineando che l’unica opzione del regime di Damasco è quella di andarsene, che sia con una soluzione politica o militare, come si legge sul sito della tv araba ‘Al-Arabiya’. Ai colloqui di oggi a Londra parteciperà anche l’Alto comitato per i negoziati che rappresenta l’opposizione siriana a Ginevra, il quale presenterà la sua visione sulla fase di transizione in Siria.

La Russia è il primo Stato ad accogliere la proposta Onu di sospendere i bombardamenti ad Aleppo per consentire l’invio di aiuti umanitari nella città sotto assedio. Per la Russia la tregua sarebbe possibile di 48 ore su base settimanale. A comunicarlo è il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. Il cessate il fuoco temporaneo dovrebbe iniziare la prossima settimana. La richiesta era stata avanzata dall’Onu. L’inviato speciale per la Siria, Staffan de Mistura, ieri aveva annunciato la sospensione della task force umanitaria per i combattimenti continui che ostacolano gli aiuti ai civili. De Mistura aveva chiesto una tregua di almeno 48 ore, in particolare ad Aleppo. Uno “stop immediato ai combattimenti” ha chiesto l’Alto rappresentante Federica Mogherini a nome dell’Ue, sottolineando che l’Unione europea “condanna fortemente l’escalation della violenza ad Aleppo”, e in particolare “gli attacchi contro i civili” e quelli “eccessivi e sproporzionati da parte del regime siriano”.

Il Cio ha deciso di non vietare la partecipazione a Rio 2016 a tutti gli atleti della Russia, nonostante il rapporto McLaren della Wada sul cosiddetto ‘doping di Stato’. “Un atleta non deve soffrire o essere sanzionato – ha detto il presidente Thomas Bach – per un sistema di cui non faceva parte. Noi ci siamo regolati col desiderio di fare giustizia a favore degli atleti puliti”. La Russia e’ “riconoscente” per la decisione “obiettiva” del Cio di non sospendere il Comitato olimpico di Mosca per lo scandalo doping. Per il ministro dello Sport, Vitali Mutko, si tratta di una scelta “oggettiva, adottata nell’interesse del mondo sportivo e per l’unita’ della famiglia olimpica”. Ed ha aggiunto: “Accogliamo con favore il fatto che il Cio, diviso tra la responsabilità collettiva e diritti concreti degli atleti, ha deciso che ogni atleta la cui reputazione è impeccabile e senza traccia di doping, ha il diritto di partecipare alle Olimpiadi”.

‘Cina e Russia dovrebbero espandere la loro cooperazione politica per fronteggiare meglio l’attuale complessita’ dello scenario internazionale. E’ quanto affermato dal presidente cinese, Xi Jinping, al termine del colloquio con l’omologo russo, Vladimir Putin, giunto oggi in visita a Pechino. “Piu’ complesso diventa il contesto internazionale, piu’ dobbiamo essere guidati da uno spirito di cooperazione strategica, di amicizia, e dobbiamo migliorare il nostro sostegno reciproco, rafforzare la cooperazione politica e strategica e approfondire i nostri rapporti”, ha detto il presidente cinese. Xi Jinping ha aggiunto che grazie agli sforzi congiunti delle autorita’ di Pechino e Mosca, il fatturato del commercio bilaterale nel periodo gennaio-maggio ha raggiunto una soglia vicina ai 26 miliardi di dollari.

Siamo appena agli inizi del campionato europeo di calcio e continuano a ripetersi i gravi episodi di violenza, gli scontri e i feriti tra hooligan. La polizia francese non sembra nelle condizioni di gestire il fenomeno. Ieri lancio di lacrimogeni su inglesi e russi e intanto il Cremlino convoca ambasciatore: la città di Lille é ancora sotto assedio dei tifosi. L’ultimatum con minaccia di espulsione della nazionale russa in caso di nuovi incidenti non ha rappresentato un freno perché al termine della gara tra Russia e Slovacchia, la città francese è stata di nuovo oggetto di tafferugli e di danneggiamenti a negozi e auto. Il bilancio di fine giornata sembra un bollettino di guerra: 36 ultrà arrestati e 16 feriti  e sale la tensione tra Mosca-Parigi: il Cremlino infatti non ha gradito l’arresto dei tifosi russi e ha convocato l’ambasciatore francese a Mosca. La Russia protesta sostenendo di non essere stata informata dell’operazione di polizia che ha portato al fermo di alcuni bus di tifosi. L’ambasciatore francese in Russia, Jean-Maurice Ripert, è stato convocato dal ministero degli Esteri russo per la detenzione, due giorni fa, di un gruppo di tifosi russi diretto da Marsiglia a Lille per assistere alla partita con la Slovacchia.