San Pietroburgo

‘Il terrorismo si è trasformato nell’arma sistematica di una guerra che non conosce confini o raramente ha un volto’. E’ il pensiero di Jacques Chirac, ex presidente della Repubblica Francese. Nulla di più vero. La convivenza impossibile con il regime della paura che il ‘terrore’ vuole instaurare é già una vittoria di chi, per ragioni economiche, religiose, politiche e di potere, vuole toglierci ciò che di più importante possediamo: la libertà e la sicurezza. L’attentato di San Pietroburgo, con i suoi 14 morti e con le decine di feriti, non sarà l’ultimo. Altri agguati, altro sangue, altre grida di dolore per le strade del mondo. Obiettivo: diffondere la paura nel pianeta, per cambiare le nostre abitudini, le nostre convinzioni. Un attacco alla civiltà. Siamo tutti coinvolti.

I “nostri pensieri” sono con “tutta la popolazione della Russia”: cosi’ l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, oggi pomeriggio sul suo account Twitter. “Seguiamo le notizie che giungono da San Pietroburgo, con tutti i ministri degli Esteri dell’Ue. “I nostri pensieri – scrive – sono con tutta la popolazione della Russia”. Secondo quanto riporta una fonte dell’agenzia di stampa “Ria Novosti”, sarebbero almeno 20 le vittime delle due esplosioni di oggi nella metropolitana di San Pietroburgo.

Matteo Renzi e’ a San Pietroburgo dove trascorrera’ la giornata di chiusura di campagna elettorale per le elezioni amministrative. Il premier visitera’ in mattinata un cantiere Astaldi aperto nella citta’ russa poi si trasferira’ al business forum, una sorta di Davos russa che ogni anno riunisce migliaia di imprenditori da tutto il mondo e dove quest’anno l’Italia e’ ospite d’onore. Renzi interverra’ all’assemblea plenaria e poi incontrera’ Vladimir Putin. Dopo il bilaterale Putin e Renzi assisteranno alla firma di una decine di accordi tra imprese russe e italiane. Al Forum di Pietroburgo è giorno di Renzi, tra sanzioni e accordi. Il presidente del Consiglio, è atteso al Forum Economico Internazionale. Al centro del dibattito sulle prospettive economiche del Paese e su quelle globali il tema delle sanzioni che gravano sul Paese delle sanzioni: il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker ha già chiarito che le misure varate oltre due anni fa per la crisi ucraina non saranno revocate sino alla “completa applicazione degli accordi di Minsk”. Curiosità per il discorso che terrà Renzi e che potrebbe alleggerire la posizione assunta nei confronti di Putin e della Russia. Il premier ha insistito sulla necessità di un consolidamento dei rapporti con Mosca ed ha ribadito il ruolo centrale della Russia nello scacchiere internazionale.