Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Senato, non ha dubbi e in una intervista al Messaggero ammette ‘I moderati senza alternative, non possono che schierarsi con Renzi a sostegno del sì al referendum che sarà lo spartiacque della politica italiana: finalmente avremo un momento di verità. Da un lato chi tenta di riformare le istituzioni dopo decenni di insuccessi, dall’altro una variegata convergenza di persone che cercano di bocciare il governo e il premier Renzi. Oggi i moderati italiani non possono avere il loro futuro nel centrodestra. La sfida é tra populismo e riformismo’

Ai sessantotto ex militanti, tra dirigenti ed attivisti del movimento del ’68 che hanno firmato un appello in favore del SI al referendum costituzionale “ho mandato una mail, con queste testuali parole: col rispetto dovuto a vecchi compagni di lotta, vi chiedo se vi siete per caso bevuti il cervello”. Lo dice il leader del movimento studentesco ed ex parlamentare Mario Capanna a ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio1. “Se avessi la possibilita’ voterei NO con due voti, non con uno. E’ ridicolo – sostiene Capanna – che il Senato venga ridotta ad una Camera di serie B, con consiglieri regionali e sindaci. E poi c’e’ un’altra cosa. Ricordate la legge di De Gasperi del 1953, che venne chiamata ‘legge truffa’?. Ecco, la legge elettorale di Renzi e’ una supertruffa, perche’ con l’Italicum basta che un partito prenda anche solo il 23% che poi al ballottaggio puo’ prendere la maggioranza assoluta. Cosi’ abbiamo voti di serie A e voti di serie B: ci vota per i vincitori avra’ un voto doppio – ha concluso Capanna -, mentre gli altri avranno un voto dimezzato”.

Se si votasse oggi per il referendum costituzionale, andrebbe alle urne il 74% degli elettori Pd, il 58% del M5S, il 67% della Lega Nord e il 45% di Forza Italia. L’affluenza complessiva, secondo l’Istituto Ixe’ che ha fatto un sondaggio illustrato oggi ad Agora’ (RaiTre), e’ invece al 50%. Nelle intenzioni di voto si’ e no sono entrambi al 38%, con elettori Pd compatti per confermare la riforma costituzionale (73%) e quelli del M5S decisamente contrari (68%).

“Credo che l’elettorato moderato oggi sta guardando al SI’ perche’ ha paura che dopo il NO ci sia il vuoto”. Cosi’ Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia, Stefano Parisi, parlando del referendum costituzionale dai microfoni di Mix24 su Radio 24. “Io penso che innanzitutto – ha spiegato – dobbiamo dimostrare che se vince il NO in Italia c’e’ comunque una continuita’ e c’e’ soprattutto una forza di governo che e’ il centro destra che si candida a governare con serieta’ e fa le riforme vere”. Secondo Parisi “Sempre i fronti del NO sono variegati. Non e’ certo un’alleanza politica strategica. Anche con Zagrebelsky credo che io sia una delle persone piu’ lontane al mondo da Zagrebelsky eppure siamo nel fronte del no” Quello di Parisi e’ un No alla riforma “Complessivo, perche’ mantiene una grande confusione nel rapporto tra regioni e stato. Azzera definitivamente qualsiasi forma di federalismo fiscale in Italia. Il che vuol dire che, se passa il SI’, le tasse a tutti i livelli, anche a livello locale le decidera’ il Presidente del Consiglio. Poi il nuovo Senato e’ una grande confusione. Guardi di cosa buona c’e’ l’abolizione del CNEL”.