Sicilia

Al primo gennaio 2016 gli stranieri residenti in Sicilia sono 183.192, il 3,6% della popolazione regionale. Si conferma la contrazione dei ritmi di crescita dei cittadini stranieri nel corso degli ultimi anni. L’aumento rispetto all’anno precedente è del 5,2% (+ 9mila unità). Diversamente dal dato nazionale, dove la componente femminile rappresenta il 52,6% del totale, in Sicilia gli uomini costituiscono il 51,1% della popolazione straniera. I minori sono 35.365, il 19,3% dei cittadini stranieri residenti in Regione. L’aumento rispetto al 2015 è pari a 1.202 unità, ma se rapportiamo il numero dei minori al totale della popolazione straniera (183.192), si registra una flessione di 0,3 punti percentuali. I dati sono contenuti nel IV Rapporto Migrazioni 2016 che sarà presentato venerdì 21 aprile a Palermo, al Complesso Monumentale dello Steri, Chiesa Sant’Antonio Abate di Piazza Marina.
Al primo gennaio 2016 i cittadini rumeni, con 53.189 presenze, continuano a primeggiare la classifica delle nazionalità presenti in Sicilia (+2.417 unità rispetto al 1° gennaio 2015). Seguono i cittadini stranieri provenienti dalla Tunisia (19.244), dal Marocco (14.840), dallo Sri Lanka (13.452) e dal Bangladesh (8.134). I cittadini rumeni costituiscono la prima collettività nelle province di Catania (10.737), Ragusa (7.515), Messina (7.301) e Palermo (6.909). I tunisini si concentrano soprattutto nelle Province di Ragusa (7.952) e Trapani (5.364). I marocchini sono presenti in misura maggiore a Messina (3.258) e a Palermo (2.641). Gli immigrati dello Sri Lanka si distribuisco in prevalenza tra le Province di Messina (4.402), Palermo (3.902) e Catania (3.736). I bangladesi risiedono quasi esclusivamente nella Provincia di Palermo (5.874).  Al primo gennaio del 2016, le persone con permesso di soggiorno in Sicilia risultavano 113.474, rappresentanti il 2,9% del totale dei titolari di permessi di soggiorno a livello nazionale. La maggior parte dei permessi di soggiorno nella Regione è intestata ad un maschio (60%). Quasi il 16% dei titolari di un permesso valido è di nazionalità tunisina (17.942 persone). Seconda nella graduatoria decrescente è la comunità marocchina (14.548 persone) con una crescita del 62% negli ultimi otto anni. Al terzo posto, si colloca la comunità dello Sri Lanka, ormai radicata sul territorio siciliano con 12.600 permessi nel 2016. La comunità bengalese triplica la propria presenza tra i titolari di permesso di soggiorno negli otto anni considerati, passando da 2.451 individui del 2008 ai 7.310 di inizio 2016. La crescita è maggiormente sostenuta per la componente maschile. La comunità albanese si pone al quinto posto tra le collettività più numerose per permessi di soggiorno detenuti (6.904 individui). Il maggior numero assoluto dei permessi si rileva nelle province di Palermo (21,7%), Catania (20,5%), Messina (15,8%) e Ragusa (13,6%).Oltre un quinto dei titolari di permesso è minorenne (21,3%) mentre la maggior presenza si concentra nelle classi centrali tra i 25 e i 39 anni.

“Oltre 4.500 migranti sono stati soccorsi al largo delle coste libiche in un giorno. Porto Empedocle, Augusta, Pozzallo, Catania, Messina: la Sicilia ancora una volta viene invasa dall’arrivo di migliaia di clandestini, grazie alle solite Ong e alla complicita’ delle nostre autorita’. In sole 24 ore sono stati recuperati tanti migranti quanto la capienza di 3 nuovi Cie del piano Minniti”. Lo afferma Alessandro Pagano della Lega, che aggiunge: “Sta tutta qui l’insostenibilita’ delle politiche del governo Renzi-Gentiloni e quindi la totale inutilita’ dei decreti appena approvati dal Parlamento. Continuando di questo passo si sfondera’ anche il tetto dei 350mila arrivi nel 2017”. Per il parlamentare è “Un’invasione legalizzata. Ma nessuno tra gli scienziati buonisti che ci governano pensa di bloccare le partenze”. Conclude Pagano: “Il sistema e’ destinato a crollare, le tensioni sociali ad aumentare mentre i morti in mare non diminuiscono. E il piano con al Sarraj? Se questi sono i risultati, qualcuno dovrebbe rassegnare le dimissioni”.

“Mi candido a Presidente della Regione siciliana”. Ecco l’ultima provocazione del critico d’arte Vittorio Sgarbi. Ad annunciarlo lo stesso Sgarbi intervenendo alla trasmissione ‘Casa Minutella’ su Trm. “L’ho deciso stanotte – spiega – e ho già molte idee per la Regione”. Occhi puntati sui musei, sulle pale eoliche che, come ha annunciato vuole “distruggere”, ma anche sul turismo. “Ho molte idee – dice Sgarbi – e penso che i siciliani mi voteranno”.

Sono 152 le aziende siciliane che quest’anno parteciperanno al Vinitaly che si terrà a Verona dal 9 al 12 aprile. Alla più grande manifestazione dedicata al mondo del vino ci sarà anche “Palcoscenico Sicilia”, lo spazio istituzionale allestito dall’assessorato regionale Agricoltura e dall’Irvo, che  ospiterà  14 iniziative dedicate al vino e all’olio del territorio.
“ Il vino è l’ambasciatore della Sicilia che cambia – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. Saranno 152 le aziende vinicole presenti, circa il 15% in più rispetto allo scorso anno che hanno potuto partecipare anche grazie ai fondi stanziati dalla misura 3.2 del Psr sulla promozione. Ppresenti anche 16 aziende olivicole che esporranno i loro prodotti al padiglione Sol. Nella preparazione degli eventi quest’anno abbiamo voluto costruire un filo invisibile che prova a raccontare la Sicilia che sta cambiando e lo faremo a partire dalla giornata di apertura del 9 aprile, alle 16.00 con lo scrittore Gaetano Savatteri, autore del libro “E’ ancora la Sicilia di una volta?”. Continua l’assessore: “In quell’occasione dimostreremo, attraverso i vini, che la nostra terra non è più quella di una volta. Quest’anno al Vinitaly  metteremo in mostra il meglio della nostra produzione enologica e racconteremo le tappe dello straordinario successo che stiamo registrando in questo settore.”
L’imbottigliato di vini con etichette Igt e Doc, in Sicilia “è in aumento“ sottolineano Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia e Antonio Rallo presidente del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia. “Nel 2016 abbiamo superato 1,7 milioni di ettolitri imbottigliati e le Doc crescono più delle Igt. Questo conferma il ruolo di trascinatore che la Doc Sicilia ha verso le altre Doc territoriali. Al Vinitaly andiamo con la consapevolezza di essere tra le prime doc italiane per volume di imbottigliamento”
Gli eventi si articoleranno in quattro giornate: degustazioni con 36 etichette selezionate di Grillo, vini dell’Etna e Cerasuolo di Vittoria. Previsto un confronto tra i vini dell’Etna e i vini del Barolo. Non mancheranno i momenti dedicati ai vini dolci come Passito di Pantelleria, Malvasia e Marsala.
Uno spazio sarà dedicato a vino e turismo con la presentazione del treno dei vini dell’Etna. Riconoscimenti alle startup del vino e dell’olio, premi agli ambasciatori del vino siciliano nel mondo e spazi riservati alla ricerca sui vitigni antichi con la presentazione del volume “Identità e ricchezza del vigneto in Sicilia”, oltre ad una degustazione di vini sperimentali promossa dall’Irvo.
 Ci sarà anche un momento per la solidarietà con la presentazione dell’Olio della Pace, in collaborazione con Medici Senza Frontiere e le organizzazioni di produttori. Verrà prodotto un olio con tutte le varietà di ulivo presenti nel Mediterraneo che si trovano nel territorio di Enn, promosso anche attraverso la catena coop, come simbolo della pace.  

“In Sicilia il tasso di disoccupazione resta fra i piu’ alti d’Italia e sempre piu’ giovani scelgono di emigrare. Non ci sono stati interventi per l’agricoltura e il turismo, settori che avevano dato timidi segnali di ripresa. Ha chiuso il Petrolchimico di Gela mentre pochissimo si e’ visto per la reindustrializzazione dell’area di Termini Imerese, dopo la chiusura della Fiat con il conseguente crollo dell’export di prodotti della raffinazione e della meccanica. Improvvisazioni, promesse e demagogia ma nessun fatto concreto nonostante le costanti richieste di questo sindacato di affrontare le vertenze. Lo confermiamo ancora una volta: la politica del governo Crocetta e’ stata assolutamente fallimentare”. Cosi’ il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, alla vigilia della IX Conferenza regionale di Organizzazione, che si terra’ domani e giovedi’, a Messina. L’appuntamento e’ presso la Camera di Commercio, in piazza Felice Cavallotti 3, a partire dalle 9, con la registrazione dei delegati. Alle 10, la relazione del segretario organizzativo della Uil Sicilia, Luisella Lionti, e a seguire il dibattito. Alle 18 le conclusioni del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. I lavori riprenderanno giovedi’ con l’intervento alle 10 del segretario organizzativo della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Alle 12.30 le conclusioni del segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, e a seguire l’approvazione del Documento finale. Agli Stati Generali si fara’ il punto della situazione sulle principali emergenze: Formazione, Precari, ex Province e Rifiuti. Saranno anche individuati i punti programmatici per la prossima legislatura, primi fra tutti sviluppo e buona occupazione. “In un contesto in cui la politica siciliana continua a collezionare disastri – aggiunge Barone -, e’ certo che il sindacato rappresenta un punto di aggregazione capace, invece, di dare riposte concrete ai cittadini. Non solo attraverso la contrattazione nei posti di lavoro, ma fornendo soprattutto servizi essenziali che non sono piu’ garantiti dal welfare pubblico”.

Sara’ accanto ai disabili per affermare i lori diritti e coinvolgere altri che in Sicilia e in Italia possono amplificare la loro voce. L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice lo ha assicurato incontrando un gruppo di disabili che ha ricevuto nei locali della Curia arcivescovile. Tra loro Rosa Foti, responsabile della Pastorale per i disabili della diocesi di Palermo e i fratelli Gianluca e Alessio Pellegrino che nei giorni scorsi si sono battuti strenuamente per chiedere al governo regionale i servizi dovuti. “Siamo venuti per invitarla a essere imprudente – dice Alessio Pellegrino – e a non pensare a cosa sia politicamente corretto, istituzionalmente garbato, ma solo a cosa sia giusto o sbagliato. Ci permettiamo di parlarle con toni di decisa implorazione perche’ quella che stiamo portando avanti e’ una battaglia per la verita’ e la giustizia. Ci continuano a prendere in giro. I suoi figli ‘piu’ ultimi’ e piu’ messi alla prova dalla vita, le stiamo chiedendo aiuto. Noi stiamo dando il nostro esempio, stiamo lottando perche’ non si mercifichi il nostro dolore”. “Sono oltre 20.000 – commenta la diocesi – i disabili che soffrono mentre la politica sta pensando di tamponare questa falla morale di anni di immobilismo e ignavia elargendo soltanto qualche provvidenza economica”. “Alle comunita’ parrocchiali dico di stare vicini, prossimi a chi ha piu’ bisogno – dice l’arcivescovo – e alle istituzioni chiedo che chi si e’ assunto il compito di amministrare, per fare si’ che la citta’ degli uomini sia veramente umana, non puo’ fare altro che impegnarsi a partire da chi non ha voce”.

Si sono conclusi i conteggi delle convenzioni di circolo del Pd che in tutta la Sicilia hanno visto la partecipazione al voto di oltre 24mila iscritti. Al momento con i dati raccolti, dall’organizzazione del partito, le tre mozioni hanno ottenuto: Matteo Renzi 72,35%; Andrea Orlando 22,28%; Michele Emiliano 5,29%. Lo rende noto il responsabile organizzazione Pd Sicilia, Antonio Rubino. “Sono stati giorni molto intensi – dice – ma al tempo stesso carichi di entusiasmo che hanno visto i nostri circoli mobilitarsi, in modo sereno ed ordinato, in ogni parte dell’isola. Siamo molto soddisfatti e pronti a fare partire la macchina organizzativa per le primarie del 30 aprile”.

“Questo e’ il frutto delle politiche sbagliate del governo Renzi. Da un lato l’introduzione del contratto a tutele crescenti, che non e’ altro che un contratto precario che dura tre anni e che solo Dio sa se verra’ poi rinnovato alla scadenza. Dall’altro l’aver eliminato tanti strumenti di flessibilita’, compresi i contratti di collaborazione a progetto o i voucher, mette le aziende nell’impossibilita’ di assumere e quindi coloro che gia’ lavorano sono sottoposti ad uno stress e gli altri non hanno accesso al mercato del lavoro”. Lo ha detto Renata Polverini, coordinatrice nazionale del Dipartimento Politiche del Lavoro e Sindacali di Forza Italia, in occasione di un incontro con le parti sociali e datoriali presso la Sala Rossa dell’Assemblea Regionale Siciliana, a Palermo, commentando l’inchiesta pubblicata stamattina sul Corriere.it, che racconta “un Paese spaccato a meta’” tra chi lavora 12 ore al giorno e chi e’ disoccupato. All’iniziativa erano presenti il coordinatore regionale azzurro Gianfranco Micciche’, il consigliere regionale di Forza Italia Sicilia Vincenzo Figuccia e i senatori Francesco Scoma e Renato Schifani. In Sicilia i dati sull’occupazione sono anche piu’ gravi che altrove: “E’ una terra straordinariamente bella ma priva di infrastrutture, di logistica e di tutti quei servizi utili alle imprese e ai lavoratori. Abbiamo una burocrazia molto pesante, tant’e’ che, rispetto all’occupazione giovanile, i dati sono molto piu’ alti del 40 per cento di media nazionale. Siamo qui per presentare agli attori protagonisti del contesto economico e sociale quello che per noi deve essere un intervento strategico e mirato, un vero Jobs Act che preveda investimenti e un processo di riforme dell’amministrazione e della burocrazia, interventi infrastrutturali e la possibilita’ di accedere al credito in maniera agevolata: tutto quello che il governo Renzi non ha fatto”.

L’ex presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo è stato assolto dall’accusa di concorso esterno alla mafia. L’ex leader dell’Mpa è stato condannato a due anni per voto di scambio. Questa la sentenza della Terza Corte d’appello di Catania nel processo a Lombardo dopo circa 8 ore di camera di consiglio. L’ex presidente della Regione era stato condannato in primo grado a sei anni e otto mesi.

“La chiusura dell’Ufficio di Catania del Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Sicilia e’ un grave errore del presidente Crocetta e dell’Amministrazione da lui guidata. Si tratta infatti di un passo indietro preoccupante sul terreno della tutela dei diritti fondamentali delle persone ristrette, cui viene negato un importante presidio di assistenza e monitoraggio”. Lo dichiarano Riccardo Magi, Michele Capano e Zelda Raciti, rispettivamente segretario, tesoriere e membro della Giunta di Radicali Italiani. “Una scelta che fa seguito all’enorme ritardo con il quale il Garante regionale e’ stato nominato – cioe’ tre anni dopo l’istituzione dell’ufficio – e che non puo’ essere motivata con la necessita’ di tagliare le spese del bilancio regionale, come pure alcuni hanno provato a fare in questi giorni. Il “risparmio” si fa sulle centinaia di fonti di spreco di un apparato burocratico elefantiaco come quello della Regione Sicilia, di certo non risparmiando pochi spiccioli sulla pelle, gia’ martoriata, dei detenuti degli istituti penitenziari della Sicilia orientale. Come Radicali invitiamo quindi la Regione, piuttosto silente sui temi del rispetto dei diritti umani, a riconsiderare la scelta compiuta, riprendendo a operare con efficienza e tempestivita’ in un’area del Paese molto difficile come la Sicilia”.