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Avviso di chiusura delle indagini preliminari per il sindaco di Cerda (Palermo), Salvatore Geraci, deputato regionale eletto con Sud chiama Nord e transitato nella Lega, componente della Commissione regionale antimafia. E’ lui stesso a comunicarlo: “Risulto essere indagato per abuso d’ufficio e minaccia aggravata”. Secondo l’accusa avrebbe cercato di far passare la processione davanti alla casa del boss Vincenzo Civiletto, e sarebbe arrivato a minacciare il comandante dei vigili urbani che lo ha impedito. Risponde il primo cittadino: “C’é stato un tentativo di ‘mascariamento’ da parte di chi mi ha denunciato, ma non vi sono capi d’accusa relativi a un qualche coinvolgimento con la mafia, voto di scambio e mazzette. Sono sereno, fiducioso perché ho sempre agito nel bene. Credo nella giustizia e nel lavoro della magistratura”.

Condanna confermata in appello per l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi per l’alluvione del novembre 2011 in cui persero la vita sei donne tra cui due bambine. In primo grado era stata condannata a cinque anni. Il marito dell’ex sindaco, Bruno Marchese, subito dopo la lettura della sentenza ha avuto un malore: ha cominciato a tremare e si è accasciato in terra. La moglie non era in aula. Secondo l’accusa, i politici e i tecnici genovesi non chiusero le scuole nonostante fosse stata diramata l’allerta 2 e, la mattina della alluvione, non chiusero con tempestività le strade. Dalle indagini era emerso che “gli uffici comunali di protezione civile avevano ricevuto notizie allarmanti già alle 11 mentre il rio Fereggiano esondò intorno all’una”. In quelle due ore c’era la possibilità di evitare la tragedia con alcuni accorgimenti che “non vennero messi in atto”, aveva scritto il pm. I vertici della macchina comunale “non solo non fecero quello che andava fatto” ma, secondo l’accusa, “falsificarono il verbale alterando l’orario dell’esondazione”. Quel documento secondo gli inquirenti venne alterato per sostenere la tesi secondo cui quel giorno sulla città si abbatté una bomba d’acqua di per sé imprevedibile. All’indomani della tragedia venne aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo plurimo contro ignoti. Grazie alle testimonianze dei cittadini, alle loro foto e video, gli investigatori hanno scoperto che la verità contenuta nei verbali presentati dagli uffici comunali era ben diversa da quanto veramente accaduto. Vennero così ipotizzate le accuse relative al verbale ‘taroccato’: il falso, appunto, e la calunnia perché gli imputati scrissero nel documento che il volontario di protezione civile risultava presente sul rio a monitorare l’andamento dell’acqua quando invece non arrivò mai sul posto. Nella tragedia del Fereggiano morirono Shpresa Djala, mamma di 29 anni e le figlie Gioia (8 anni) e Janissa di 10 mesi, Serena Costa (18), Angela Chiaramonte (40) ed Evelina Pietranera (50).

La causa di beatificazione di Giorgio La Pira, ex sindaco di Firenze, deputato democristiano e uno dei padri della Costituzione repubblicana, ha raggiunto una fase importante. “E’ stata completata la ‘Positio’, ossia la raccolta di tutta la documentazione depositata a livello diocesano”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, al termine della messa celebrata oggi nella basilica di San Marco in occasione dei 40 anni dalla scomparsa del ‘sindaco-santo’, come è chiamato a Firenze.
Sui tempi di conclusione della causa l’arcivescovo ha dichiarato: “Non li sappiamo. L’auspicio e’ che, visto l’interesse della Chiesa per questo straordinario personaggio, possa esserci un’accelerazione”. (immagine:www.giorgiolapira.org)

“Dobbiamo continuare a proclamare ogni giorno Roma fieramente e sempre antifascista”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, intervenendo in Campidoglio in occasione dell’iniziativa organizzata con l’Anpi, dal titolo L’antifascismo in marcia, a contrasto della commemorazione del 95esimo anniversario della Marcia su Roma.  “Purtroppo – ha continuato – qualcuno vorrebbe portare indietro le lancette della storia, veicolando messaggi di violenza e discriminazione. Ci siamo sempre opposti e continueremo a opporci a tutto cio’, con gli strumenti a nostra disposizione”.

“Il sindaco di Licata, a suo modo, e’ un eroe: gli hanno bruciato la casa, e’ costretto a muoversi con la scorta e malgrado tutto non ha mai fatto un passo indietro. La solidarieta’ e’ scontata, ora la politica pero’ deve fargli sentire davvero il suo appoggio. Angelo Cambiano e’ un esempio per gli altri primi cittadini, spero che non molli e continui la sua battaglia di civilta’. Non e’ lui che deve andarsene ma chi quel territorio l’ha saccheggiato e sfregiato per troppi anni”. Cosi’, in un’intervista a la Repubblica, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, che annuncia che la nuova ondata di sanatorie locali sara’ fermato dal governo se queste risulteranno in contrasto con le leggi statali.

“Una scommessa vinta, e lo riconoscono anche gli scettici e chi mi ha attaccato”. Il sindaco Eligio Giardina si gode “il successo nel mondo di Taormina” grazie alle immagini del G7. Passeggia nel centro della Perla dello Ionio rilassato e guarda i turisti in fila per farsi una foto a un selfie davanti il grande tabellone con la scritta e il logo G7 di Taormina 2017 rimasto in piazza Belvedere. Taormina senza la ‘rossa rossa’ e’ piena di visitatori, gruppi di comitive si mescolano a militari e forze dell’ordine che fanno una passeggiata o shopping prima di tornare a casa. “E’ stato un successo oltre le aspettative – commenta il sindaco – abbiamo fatto conoscere Taormina al mondo, quello che e’ la Sicilia e quello che l’Italia riesce a fare quando fa squadra, quando c’e’ sinergia. In 40 giorni siamo riusciti a fare cose che si fanno in anni”. Riuscendo a superare gli inevitabili disagi e a convincere anche che si era lamentato perche’ “domenica non e’ potuto andare a messa” o chi “ha visto il nipotino soltanto oggi, nonostante sia nato da due giorni”. E chi ha convinto invece di piu’ il sindaco e’ stata madame Brigitte Macron: “si vede che il presidente francese ha qualcuno su cui potere contare, in famiglia e in politica…”. Lei e’ anche ‘innamorata’ di Taormina: “dobbiamo tornare – ha detto al sindaco – in questo posto meraviglioso e potercelo godere come coppia”.

“Guardate che le province esistono, sono reali sono concrete. La provincia di Salerno ha 2700 chilometri di strade e 148 istituti scolastici. Bisogna provvedere. Se non vogliamo mandare in dissesto il 75 per cento delle province italiane, questa assise deve ripartire dalle province”. E’ l’accorato appello di Giuseppe Canfora, sindaco di Sarno e presidente della provincia di Salerno, all’assemblea nazionale del Pd.

“Leoluca Orlando vende una storia che non c’e’: quella sua e’ intrisa di politica e molto spesso non e’ stata buona politica. Dire no ai partiti, piu’ che una abiura, appare come una catarsi che vive nel momento del declino della sua esperienza. Ognuno di noi e’ quello che e’ stato. Puo’ essere diverso, forse, in futuro ma non nel presente, cercando di camuffare cio’ che porta dietro di se’. Apprezziamo invece il tentativo di chi, come Ferrandelli, nonostante un percorso articolato e differente dal nostro, si mostra intenzionato ad unire le forze per un progetto nuovo per la citta’ e non esclude quella buona politica, indicandola come una prospettiva politica – popolare ed europea – che ci piace e sulla quale intendiamo lavorare’. Così Saverio Romano, leader di Cantiere popolare e Gianfranco Micciche’, coordinatore Forza Italia-Sicilia.

“Il mio partito si chiama Palermo, non voglio perdere tempo con altri argomenti. Chi vuole aggregarsi è il benvenuto, ma se qualcuno pensa che è un altro partito, non si avvicini”. Lo ha detto il sindaco uscente di Palermo Leoluca Orlando aprendo, con un bagno di folla, la campagna elettorale. Non cita mai il Pd, con il quale c’è una trattativa in corso per l’eventuale appoggio al primo cittadino. Ma ribadisce più volte che il suo partito “è Palermo”. Non cita mai neppure i sui avversari, da Fabrizio Ferrandelli a Ugo Forello del M5S. “Ci aspettano cinque anni di esami, perché gli esami non finiscono mai, per mettere in sicurezza valorie visioni”, dice Orlando. Il sindaco ha aperto la campagna elettorale con lo slogan ‘Facciamo Squadra’.

Hillary for mayor: un’ipotesi non da escludere. Lo scrive il New York Post citando il magnate dei supermercati della Grande Mela, John Catsimatidis, secondo cui l’ex candidata democratica alla presidenza Usa sarebbe quasi pronta a tornare nell’arena politica come sindaco di New York, sfidando quest’anno l’attuale primo cittadino Bill de Blasio. Secondo Catsimatidis, proprietario della catena Grestides, la Clinton e’ decisa al 50%. Catsimatidis ha detto che e’ anche pronto a mettersi da parte lui stesso come candidato sindaco in caso Hillary decidesse effettivamente di correre. “Le ho parlato – ha detto Catsimatidis – e non mi ha detto mai oppure no. Secondo la mia opinione personale e’ 50-50”. Il magnate si era gia’ candidato per i repubblicani nel 2013 ma perse le primarie a favore dello sfidante Joe Lhota.