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E’ durato tre ore l’interrogatorio del candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli, indagato per voto di scambio politico-mafioso. A interrogare l’ex deputato, assistito dall’avvocato Sal Mormino, sono stati la coordinatrice del pool antimafia che si occupa della zona di Borgo Vecchio Caterina Malagoli e il Pm Sergio Demontis. All’uscita dal Palazzo di giustizia Ferrandelli non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. “Faremo una conferenza stampa, non oggi, ma nei prossimi giorni. So che fate il vostro lavoro, ma adesso non dico niente”. Alla domanda su come è andato l’interrogatorio non ha voluto rispondere.

Il tribunale civile di Roma ha respinto i ricorsi presentati dall’avvocato Venerando Monello sulla legittimita’ del contratto tra il sindaco di Roma Virginia Raggi e la Casaleggio associati e sulla possibile ineleggibilita’ che ne sarebbe derivata. La tesi sulla possibile ineleggibilità era sostenuta anche dal Pd, ma i giudici non si sono espressi, definendo inammissibile il ricorso. “Non esiste alcun contratto tra Virginia Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse”, scrive su Facebook Davide Casaleggio. “Il contratto che per mesi in tanti hanno citato e pubblicato non e’ stato nemmeno letto – prosegue Casaleggio – nel documento vengono nominati Beppe Grillo e lo scomparso Gianroberto Casaleggio, nel loro ruolo di garanti del Movimento 5 Stelle”.”Le cause di ineleggibilita’ – ha spiegato il legale della Raggi all’Agi – vengono normate per legge, non e’ questo il caso”.

Il candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferradelli ha ricevuto un invito a comparire per essere sentito nell’ambito di una indagine relativa ad una ipotesi di voto di scambio per le elezioni del 2012. Lo rende noto lo stesso Ferrandelli. “Rimango sorpreso come, dopo quasi cinque anni,- aggiunge – proprio nel pieno di una campagna elettorale in cui sto registrando grande entusiasmo e partecipazione da parte delle palermitane e dei palermitani per la mia candidatura, si apre un’indagine su di me”, commenta.  “Ieri mattina ho ricevuto un invito a comparire per essere sentito nell’ambito di una indagine relativa ad una ipotesi di voto di scambio per le elezioni del 2012″. Ho chiesto di essere ascoltato al più presto in modo da chiarire con celerità la mia posizione e di fugare eventuali dubbi sulla mia condotta che è sempre stata improntata alla massima trasparenza ed al rispetto delle leggi. Ricordo a tutti che un anno e mezzo fa mi sono dimesso da deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana all’interno della quale rivestivo il ruolo di vicepresidente della commissione antimafia, proprio denunciando l’abbassamento della tensione morale all’interno del parlamento siciliano”. A Ferrandelli, “preme informare subito i cittadini ed i miei elettori per il grande rispetto che ho per loro ed al tempo stesso rassicurarli della mia assoluta estraneità ai fatti. Quanto accaduto non scalfisce minimamente la mia volontà di concorrere alla carica di sindaco di Palermo, anzi la rafforza – ha concluso -, sapendo di dover lottare con ancora maggiore forza e determinazione per affermare i valori della partecipazione democratica nei quali ho sempre creduto e nei quali voglio continuare a credere”.

‘Solo per cambiare’, ‘Solo con i palermitani’, ‘Solo per Palermo’. Sono gli slogan scelti da Fabrizio Ferrandelli, candidato a sindaco di Palermo, per la sua campagna di comunicazione per le amministrative di primavera. ”Stiamo tirando dritti per la nostra strada – ha detto durante una conferenza stampa convocata nel suo comitato a piazza Sturzo -. Da mesi abbiamo iniziato una grande stagione di ascolto con i palermitani”. L’ex parlamentare del Pd, che ha lasciato il suo scranno all’Assemblea regionale siciliana in contrapposizione con il suo partito e con il governatore Rosario Crocetta, nei giorni scorsi non ha rinnovato la tessera del Pd. ”Non c’è una comoda poltrona che mi aspetta – ha assicurato – ho lasciato un partito di governo e la mia candidatura guarda solo al bene di Palermo. Io non ho ambiguità, gli altri partiti sono confusi, si dividono”. E sul no ai simboli di partito ha aggiunto: “Non abbiamo mai fatto una questione di simboli, che rappresentano un’identità, noi ci stiamo occupando di una questione amministrativa. Siamo intenzionati al di là delle appartenenze a scrivere un programma con tutti coloro che ci staranno. Per noi amministrazione di Palermo non è una questione tattica”. ”Abbiamo incontrato fisicamente più di 50mila palermitani – ha spiegato -, raccogliendo le preoccupazioni ma anche alcune soluzioni a svariati temi, abbiamo aperto più di 40 punti territoriali nei quartieri e raccolto oltre 2.700 indicazioni di proposta. Abbiamo un percorso lineare senza ambiguità perché stiamo incontrando cittadini liberi che si stanno mettendo insieme per il bene della città. Abbiamo costruito liste con più di 100 candidati al Consiglio comunale. Abbiamo lavorato come formiche in città”. Per finanziare la campagna elettorale di Ferrandelli ogni cittadino potrà, se vuole, dare il suo contributo. “Abbiamo organizzato degli aperitivi e c’è anche un conto corrente a disposizione” ha concluso.

“Una visita rapida, ma molto proficua”. E’ con queste parole che il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato il viaggio di lavoro che lo ha portato la vigilia a Betlemme e il giorno di Natale a Tel Aviv. “Sono sempre piu’ convinto che i sindaci debbano lavorare insieme”, ha aggiunto. Durante la breve missione natalizia, il Sindaco Sala ha incontrato la prima cittadina di Betlemme Vera Baboun e quello di Tel Aviv Ron Huldai. “Con la sindaca Baboun – ha affermato – abbiamo discusso del contributo che Milano puo’ offrire a Betlemme, soprattutto nel campo della gestione dei rifiuti e in quello relativo alla gestione delle acque. Milano puo’ contare su ottime municipalizzate, che in questo caso possono essere di grande aiuto”. Il 24 dicembre, a Betlemme, il sindaco Sala ha poi partecipato alla Messa di mezzanotte celebrata dall’Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, cui ha preso parte anche il premier palestinese Abbas. Di mobilita’, turismo, sicurezza e innovazione si e’ parlato, il 25 dicembre, nel corso dell’incontro con Huldai a Tel Aviv. “Possiamo insegnare molto sul tema della mobilita’, ma per quanto concerne la sicurezza – ha spiegato Sala – abbiamo molto da imparare da Tel Aviv, dove c’e’ un sistema di controllo capillare e molto evoluto”.

Giuseppe Sala torna a fare il sindaco di Milano. Lo ha annunciato il primo cittadino in un post su Facebook mettendo fine alla sua ‘autosospensione’ annunciata nei giorni scorsi per conoscere a fondo le accuse per cui è indagato nell’inchiesta sulla piastra di Expo 2015. “Le verifiche svolte dai miei legali in queste giornate – ha spiegato il sindaco – hanno chiarito sufficientemente il merito dell’indagine e l’inesistenza di altri capi di imputazione”. Ha scritto Sala: “Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività”.