sondaggio

Si attesta al 61% (+3% in 7 giorni) l’attuale affluenza alle urne in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre, mentre si allarga a 3 punti la forbice tra Si’ e No, a vantaggio di chi e’ contro la riforma voluta dal governo (40% a  37%). Una settimana fa la situazione era 39% a 38% per il No). E’ quanto emerge da un sondaggio dell’Istituto Ixe’, illustrato oggi  ad Agora’ (Raitre). Gli elettori del Pd rimangono fortemente propensi a votare si’ (71%), quelli M5S e Lega Nord a votare no (71% e 61%). Il Pd guadagna (+0,1%) e il M5S perde (-0,6%) nelle intenzioni di voto dell’Istituto Ixè, presentate oggi ad Agorà (Raitre). Il partito di Matteo Renzi, in una settimana, passa dal 33,4% al 33,5%, mentre il M5S passa dal 29,1% al 28,5%. La Lega Nord cala di mezzo punto (12,9%). Balzo di 1,3% Forza Italia, che sale dal 9,5% al 10,8%. Sale di un punto, in una settimana, la  fiducia sia in Matteo Renzi (33%) sia nel governo (31%). Lo dice l’Istituto Ixe’, che ha fatto un sondaggio illustrato oggi ad Agora’ (Raitre). Tra i leader politici, da segnalare il 21% di fiducia per Grillo e Meloni. Secondo un sondaggio Ixe’, andato in onda oggi ad Agora’ (Raitre), il 45% degli italiani e’ preoccupato dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni americane. Il 47%, invece, non ha paura del nuovo presidente Usa. Lo scrive in una nota la redazione di Agora’.

 

Un nuovo sondaggio dimostra come la corsa verso la conquista per la Casa Bianca sia particolarmente dura per i due candidati: Hillary Clinton e Donald Trump sono praticamente testa a testa. A meno di otto settimane dalle elezioni presidenziali, la candidata democratica vanta il 46% delle dichiarate preferenze, solo il 2% in più rispetto al rivale repubblicano. Questo, se si prendono in considerazione le persone che dicono che probabilmente voteranno. Se si includono tutti gli elettori registrati, Clinton ha 5 punti percentuali di vantaggio, al 46%. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da New York Times e CBS News. Se tuttavia la rilevazione viene allargata agli altri due candidati in campo, il libertario Gary Johnson e la rappresentante dei Verdi Jill Stein, tra l’ex segretario di Stato e il miliardario di New York c’è un pareggio al 42% ciascuno. Johnson, reduce da una gaffe portentosa (non sapeva dell’esistenza della città siriana Aleppo), raccoglie l’8% dei voti e Stein il 4%. L’insoddisfazione per i due candidati principali è ampiamente diffusa: tra chi dice di volere votare per Clinton o Trump, poco più della metà li sostiene con convinzione. Gli altri hanno dubbi o spiegano di votare semplicemente per uno dei due con l’intento di fare fuori l’altro. In generale solo il 43% dei probabili elettori si descrive molto entusiasta di votare l’8 novembre.

Il 69% degli italiani ritiene che nei confronti del fondamentalismo islamico servirebbe una maggiore prevenzione, secondo un sondaggio Ixe’ per Agora’ Estate (Raitre). Per il 29% andrebbero usate invece le maniere forti. A suo parere, nei confronti del fondamentalismo islamico servirebbero: – le maniere forti 29% – maggiore prevenzione 69% – non saprei 2%. Si apre nel Paese il dibattito sulle modalità di contrasto al fenomento del terrorismo. La paura che aleggia incoraggia il confronto fra le varie tesi: prevenzione o repressione? Maggiore collaborazione fra Stati e sistemi di intelligence? Il buon senso suggerirebbe l’adozione di misure diversificate. Vedremo nelle prossime settimane quali misure verranno adottate dai singoli Paesi e quali dagli organismi internazionali.

Si chiama Generation What ed è un sondaggio internazionale che ha l’obiettivo di fornire una fotografia della gioventù europea, per conoscerne i gusti, le speranze, le ambizioni, le paure.
Possono partecipare uomini e donne dai 16 ai 34 anni attraverso la Rai, che guida l’edizione italiana, collegandosi al sito internet www.generation-what.it e compilando il questionario. Il sondaggio sarà online fino al 31 ottobre. Ideato da un gruppo di lavoro di sociologi, il questionario pone 149 domande che interessano sei aree della vita della Generazione Millennial: la famiglia; gli amici e i colleghi; la percezione del sé (sentimenti e sessualità), società e lavoro, il futuro, l’Europa. Il progetto è nato da un’idea di France Télévision nel 2013. Dopo il successo decretato da 230 mila questionari compilati e 23 milioni di risposte, che hanno prodotto documentari e dibattiti sull’universo giovanile in chiave europea, l’Ebu (European Broadcasting Union, Unione europea dei servizi pubblici radiotelevisivi), ha lanciato il programma a livello internazionale e lo ha indicato come priorità del 2016. A guidare l’edizione italiana è la Rai con la collaborazione del sito Repubblica.it. Sono 12 i paesi aderenti a Generation what: Francia, Germania, Austria, Belgio, Spagna, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Galles, Repubblica Ceca e Grecia.
“Generation What – ha detto il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto – rappresenta una splendida occasione per svolgere il nostro ruolo di servizio pubblico permettendoci di capire meglio il nostro Paese e di intercettare e comprendere in maniera più approfondita i sentimenti delle nuove generazioni”.