Spagna

L’Isis ha rivendicato gli attentati in Spagna. Dopo l’attacco di un furgone su La Rambla di Barcellona che ha provocato 13 morti e centinaia di feriti, nella notte e’ stato sventato un attentato a Cambrils (Terragona) dove sono stati uccisi 5 attentatori. Ieri sera il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato per questa mattina al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa). L’ambasciata italiana ha fatto, intanto, sapere che ci sono tre italiani feriti nell’attentato di Barcellona. Due al momento le vittime di cui si ha notizia.

Per la maggioranza degli spagnoli il peggio della crisi economica che si e’ abbattuta negli ultimi anni sul paese e’ passato. Secondo il sondaggio Gad3 pubblicato oggi da Abc una maggioranza assoluta della popolazione, il 52,5%, ritiene ora chiuso il periodo piu’ difficile della crisi. Il sondaggio sottolinea pero’ come la piaga della corruzione continui a preoccupare molto gli spagnoli (il 62,5%), piu’ che il terrorismo islamico (50,3%) e l’instabilita’ politica (21,5%).

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, insieme ai ministri delle finanze di Francia, Spagna e Portogallo, ha inviato una lettera alla Commissione europea sottolineando la necessita’ che la politica di bilancio tenga conto della bassa crescita nominale, dell’incertezza di stima del deficit strutturale, degli effetti della crisi sul mercato del lavoro, dei rischi indotti da attitudini protezionistiche su crescita e occupazione sul breve-medio termine. La lettera e’ stata indirizzata al Vice Presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis e al Commissario europeo agli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici. I ministri si dicono fiduciosi che la Commissione terra’ conto degli elementi indicati nella valutazione dei bilanci degli Stati membri e nelle imminenti country specific recommandation. La missiva comincia cosi’: “Poiche’ la prospettiva economica dimostra che la ripresa, seppur modesta sta continuando, e’ il momento opportuno per le economie europee di concentrarsi sulle loro traiettorie vero l’Obiettivo di medio termine”.

“Per voi è normale? Chi sa parli, non minacci. Oggi la stampa ci conferma che la Procura di Catania è in possesso di conversazioni tra scafisti e esponenti di una ONG spagnola. Dagli interrogatori della polizia di Trapani, emergerebbe inoltre che diversi scafisti in passato avrebbero fornito il numero di telefono di alcuni esponenti delle ONG ai migranti per farsi raggiungere. Fatto confermato anche da Frontex”. E’ quanto scrive su Facebook Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera. “Rispetto a tutte queste notizie, secondo una certa intellighenzia io dovrei stare zitto e tollerare. I cittadini sono con noi su questa vicenda, vogliono la verità. Altri vogliono nasconderla, come si è fatto per quelle cooperative vicine al Pd e a Ncd che lucravano sull’immigrazione”, attacca il parlamentare M5S. “Io penso che il dovere della politica sia quello di accertare i fatti in modo da fermare ingiustizie: una cosa – aggiunge Di Maio – sono i salvataggi in mare (che devono fare Marina Militare e Guardia Costiera con le regole di ingaggio che gli fornisce lo Stato italiano), altro è il servizio di trasporto per conto terzi (gli scafisti), che va assolutamente fermato. Ci sono molte ONG oneste, ci aiutino a denunciare. Dicano quello che sanno”.

Carme Chacón, 46 anni, ex ministra della Difesa spagnola, è morta ieri nella sua abitazione di Madrid. Soffriva di una cardiopatia congenita. La politica socialista fu la prima donna a rivestire l’incarico di ministro della Difesa in Spagna, nel 2008 quando aveva 37 anni, durante il governo Zapatero, e lo mantenne fino al 2011. La sua immagine, mentre sfila con il pancione al settimo mese di gravidanza davanti alle truppe spagnole di stanza in Afghanistan, fece il giro del mondo. Il servizio di Guardia medica del 112 di Madrid – riporta il quotidiano spagnolo El Pais – è stato allertato ieri sera alle 19.30 da alcuni familiari che cercavano di mettersi in contatto con Carme Chacon senza riuscirci. I medici hanno potuto solo constatarne il decesso e la sua salma è stata trasportata all’Istituto di medicina legale. “Ho 35 pulsazioni al minuto e il cuore al rovescio, un blocco atrioventricolare completo”, aveva spiegato Chacon, separata e madre di un figlio, parlando del suo stato di salute in un’intervista a La Vanguardia nel 2015, “questo mi fa pensare che ogni giorno sia un regalo’

Francois Hollande sbarca oggi a Malaga per il XVesimo vertice ispano-francese. Il presidente e i sei ministri al seguito, scrive il quotidiano “El Pais”, affronteranno temi squisitamente bilaterali – l’interconnessione energetica, la collaborazione antiterroristica -, ma la riunione sara’ centrata sulle varie sfide che deve affrontare l’Unione europea, compreso “l’aperto antieuropeismo” di Donald Trump. Ma la missione ha per Madrid un altro valore aggiunto. “Holande invitera’ Rajoy alla riunione dei quattro grandi dell’Ue dopo l’uscita della Gran Bretagna – Francia, Germania, Italia e Spagna – che vuole convocare a Parigi prima del Consiglio di marzo e del vertice di Roma indetto per i 60 anni dei Trattati”. A quell’incontro, la Spagna consolidera’ la sua presenza “nel nucleo dirigente della Ue”. Ora il paese ha un governo stabile, ricorda la testata, e “la situazione e’ cambiata radicalmente: Hollande, che non si ripresenta alle elezioni presidenziali di aprile, affronta i suoi ultimi mesi all’Eliseo con il rischio “che il suo posto sia preso dalla “eurofoba Marine Le Pen”. E “l’italiano Matteo Renzi, che escluse Rajoy dal triunvirato formato dopo il referendum britannico, e’ stato sostituito da Paolo Gentiloni, molto piu’ ben disposto verso la Spagna”. E Madrid puo’ contare anche sull’appoggio di Berlino: “Merkel ha gia’ invitato Rajoy al saluto fatto dall’ex presidente degli Stato Uniti Barack Obama a Berlino a novembre”. “Parlero’ con Hollande del futuro dell’Europa, e credo che siamo d’accordo sull’essenziale”, diceva giovedi’ Rajoy a “France Press” in una dichiarazione che il quotidiano assume come prova del ritorno di Madrid al “primo piano della politica europea”.

I sondaggi parlano chiaro: il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) e’ oramai la terza forza politica, dietro i popolari (Pp) al governo e dietro anche la formazione antisistema di Podemos. Ma dopo diversi mesi passati a constatare una emorragia di consensi, i socialisti ottengono dai dati elaborati a gennaio dal Centro di ricerche sociali (Cis) ben l’1,6 per cento di consensi in piu’ rispetto a ottobre. La ragione, per i quotidiani di centrodestra “El Mundo” ed “Abc” e’ indubbia: l’elettorato premia la linea moderata e di responsabilita’ che ha portato il partito, astenendosi al voto di investitura, a consentire al conservatore Mariano Rajoy di formare un governo di minoranza. I pronostici del Cis, molto accreditati presso l’opinione pubblica spagnola, assegnano al Pp un 33 per cento (0,5 per cento in meno rispetto ad ottobre), il 21,7 per cento a Podemos (-0,1 per cento), il 18,6 per cento ai socialisti e il 12,4 a Ciudadans (-0,4 per cento), partito centrista che garantisce appoggio esterno al governo.

E’ terminata la lunga fase di stallo della politica spagnola. Dopo l’investitura concessa dal Parlamento, il leader del Partito popolare (Pp) Mariano Rajoy si appresta a giurare come presidente del governo. Giovedi’ presentera’ al Re Filippo VI la lista dei ministri e per venerdi’ e’ atteso il primo consiglio dei ministri. Il voto con cui Rajoy ha ottenuto il secondo mandato ponendo fine a una vacatio di oltre trecento giorni ha aperto diversi scenari politici nel paese. Il piu’ sensibile riguarda il destino del Partito socialista spagnolo (Psoe): l’astensione della maggioranza dei suoi parlamentari ha garantito a Rajoy la maggioranza semplice, utile a diventare capo del governo per la seconda volta – una costante da quando la Spagna e’ tornata alla democrazia – ma ha creato una frattura nelle stesse file socialiste. Il voto contrario espresso dai socialisti catalani (Partit dels Socialistes de Catalunya, Psc) sara’ oggetto di un confronto con la dirigenza centrale che potrebbe anche portare a rivedere il patto che da decenni lega le due entita’. Polemica anche la decisione dell’ex segretario Pedro Sa’nchez di non presentarsi al voto e di dimettersi da deputato. Contrario a un nuovo mandato di Rajoy, Sa’nchez ha detto di volersi ricandidare alla guida del partito disegnando una strategia piu’ vicina alle politiche del partito emergente Podemos. “E’ stato un errore definirli semplicemente populisti”, ha detto Sa’nchez in una dichiarazione rilanciata dai media locali. Per il quotidiano conservatore “El Mundo”, il nuovo esecutivo costretto a governare in minoranza, dovra’ essere molto piu’ attento alle questioni politiche rispetto al profilo economico che lo ha contraddistinto, garantendogli – unico tra i leader del Sud Europa – la conferma al potere dal dopo elezioni europee del 2014. Al tempo stesso si osserva che il partito di governo e’ tutto sommato uscito indenne dalla tempesta politica nata con l’avanzata dei nuovi partiti: Podemos a sinistra, e i riformisti di Ciudadans. Molte le segnalazioni inoltre per la decisione di Rajoy di non discutere con nessuno la formazione dell’esecutivo e tenere blindati i nomi della squadra fino a giovedi’: un impegno che sara’ mantenuto, assicurano i media locali, e che per questo agita le fila di un partito comunque alla ricerca di un cambio.

I socialisti spagnoli (Psoe) si asterranno al prossimo voto di fiducia in Parlamento, dando di fatto il via libera al nuovo governo conservatore di Mariano Rajoy (PP), che evitera’ il ritorno alle urne per la terza volta in un anno. E’ quanto ha deciso il Consiglio federale del partito, che approvato una risoluzione con 139 voti a favore e 96 contrari. Dopo quattro ore di dibattito e 54 interventi, nella prima votazione era prevalsa la linea di sempre: no secco alle politiche del PP e no a Mariano Rajoy. Ma nella seconda votazione, “per sbloccare la situazione istituzionale eccezionale” che ferma la vita politica del Paese, il partito ha deciso per l’astensione nonostante la maggioranza degli interventi a favore del no (31 su 54). Rajoy, al potere del 2011, ricevera’ l’investitura alla fine della settimana. Sia a giugno che a dicembre scorsi, il PP aveva vinto le elezioni, ma senza la maggioranza per governare da solo.

L’Italia batte la Macedonia per 3-2 i una partita del gruppo G delle qualificazioni ai Mondiali di calcio. Gli azzurri passano in vantaggio al 24mo del primo tempo con Belotti, ma subito dopo i padroni di casa ribaltano il risultato con le reti di Nestorovski e di Hasani al 12 e al 14 del secondo tempo. Provvidenziale la doppietta di Immobile al 30mo e al 47mo. Con questa vittoria gli azzurri sono in testa al girone con 7 punti a pari merito con la Spagna.